TOPOGRAFIA DELLA MEMORIA – MUSEO DIFFUSO DELLA CITTÀ

Percorsi multimediali e interattivi tra i luoghi della memoria e la memoria dei luoghi.

Il progetto

“Topografia della memoria – Museo diffuso della città” intende colmare, in un’area ricca di storia come quella goriziana, l’assenza di momenti e luoghi di riflessione e divulgazione creativa della memoria storica locale. Si intende colmare questo vuoto attraverso la creazione di un Museo diffuso che leghi in un percorso interattivo e multimediale luoghi della città significativi non solo per la storia ufficiale ma anche per quella più privata dei cittadini. Il progetto vuole valorizzare e promuovere una riflessione sulla storia del goriziano dal Fascismo alla nascita della frontiera, periodo essenziale nella formazione, definizione e ridefinizione dei confini non solo geografici ma soprattutto identitari della popolazione goriziana.

Il nucleo centrale dell’iniziativa sarà la raccolta (in parte già avvenuta) delle testimonianze, delle storie di vita dei cittadini di Gorizia e Nova Gorica che hanno vissuto la nascita del confine e che ne hanno esperito anche la caduta. A partire dai racconti di vita – che andranno a creare un vero e proprio Archivio delle memoria – verranno selezionati e “riattivati” una serie di luoghi sensibili della città sotto il profilo della memoria pubblica e privata. Si creerà così una nuova “mappa” storica ed emotiva del territorio: una topografia della memoria di Gorizia e Nova Gorica. In questi luoghi, che andranno a creare un vero e proprio Museo diffuso a cielo aperto, il cittadino potrà interagire in modo attivo e partecipativo con installazioni interattive multimediali: schermi sensibili al tatto, a tavoli interattivi, altoparlanti che si attivano al momento del loro arrivo. Potranno compiere scelte in base alla propria curiosità, decidere su quali elementi concentrare l’attenzione spaziando fra contenuti vari che vanno dalla videointervista al filmato di repertorio, dalle fotografie d’epoca a mappe interattive, da filmati attuali a testi recitati. Le installazioni saranno concepite in maniera tale da far dialogare la storia pubblica e ufficiale con la memoria privata dei testimoni intervistati e dei visitatori. I luoghi scelti saranno punti di partenza di una pluralità di percorsi d’esplorazione storica del territorio assolutamente innovativa.

La realizzazione del progetto favorirà il recupero della memoria locale, la valorizzazione della specificità storica dei luoghi della città spesso dimenticati o nascosti. Ai cittadini più anziani – cioè i testimoni intervistati ma anche coloro che interagiranno con le installazioni – sarà così affidato il compito della trasmissione generazionale della storia vissuta e della memoria.

Il progetto proposto, intende innanzitutto sopperire alla riconosciuta mancanza di un progetto complessivo di raccolta e di analisi delle testimonianze e di tutti quei materiali che contribuiscono a formare la memoria pubblica, distinta dalla storiografia. Ma siamo altresì convinti che la proposta si profili come un’occasione unica di valorizzazione, anche turistica, della città, facendo leva su quanto di più prezioso il nostro territorio possiede e non sfrutta a sufficienza, ovvero la ricchezza storica dei suoi luoghi.

Obiettivi

Obiettivi generali:

  1. Riqualificazione e riattivazione di luoghi della città poco conosciuti e valorizzati;
  2. Incentivo alla raccolta, trasmissione e conservazione delle memorie del/sul territorio;
  3. Incentivo al dibattito e al confronto sui legami tra storia individuale e storia generale, storia locale e storia nazionale, memoria individuale e memoria pubblica;
  4. Promozione e incentivo delle iniziative culturali a carattere storico.

Obiettivi operativi:

  1. Raccolta di videointerviste ai testimoni della storia di Gorizia.
  2. Creazione di un archivio cittadino della memoria, consultabile da parte di studiosi e ricercatori.
  3. Realizzazione di un Museo diffuso permanente incentrato sui rapporti tra eventi storici, memoria individuale e memoria pubblica che colleghi in un percorso di installazioni multimediali e interattive luoghi della città poco conosciuti e valorizzati.
  4. Possibilità d’organizzare attività didattiche e iniziative culturali che sfruttino il Museo diffuso.

Analisi del contesto settoriale e territoriale di riferimento

Il progetto “Topografia della memoria” si configura come un’iniziativa culturale e di riqualificazione del territorio goriziano.

Nel goriziano sembra mancare, allo stato attuale, un progetto di ricerca, divulgazione (anche di respiro nazionale e internazionale) e di valorizzazione della ricchezza storica del territorio che faccia risaltare la complessità degli eventi che hanno preceduto e che hanno portato alla creazione del confine nel 1947. Un confine che ha segnato profondamente Gorizia e la Venezia Giulia e di cui si discute molto, ma le cui origini e le vicende che lo caratterizzarono nel momento della sua formazione, spesso non vengono raccontate e soprattutto messe in discussione dalle nuove generazioni. Questa assenza provoca, non di rado, la creazione di stereotipi e la scarsa consapevolezza degli abitanti di far parte di una comunità che ha un complesso passato da raccontare e da ricordare. Allo stesso modo, non è appieno soddisfatta la sete di conoscenza storica che pervade qualsiasi turista che, giunto a Gorizia, si trova di fronte ad un tessuto urbano, unico in Italia, percorso da un confine, linea carica di significati storici e politici di altissima rilevanza, che ha segnato profondamente la popolazione locale.

Il progetto qui proposto intende suggerire nuove modalità di riflessione sulle dinamiche di costruzione delle identità storiche dei cittadini e della città di Gorizia. Si parla di identità al plurale proprio perché s’intende far emergere la complessità dei processi di formazione e consolidamento dell’identità negli individui e nei gruppi presenti sul territorio goriziano. Si vorrebbe, in questo senso, provare a superare alcune rigidità, alcune classificazioni, alcuni stereotipi che ricorrono frequentemente sia nelle pubblicazioni storiografiche di carattere nazionale che nei discorsi pubblici, locali e nazionali, riguardanti il recente passato del confine italo-sloveno. In particolare, si vorrebbe promuovere una riflessione sul paradigma dei “nazionalismi opposti” che forma uno schema che tende ad assumere come categorie date due comunità nazionali ben identificate e contrapposte. Attraverso l’analisi dei racconti di vita dei testimoni che vissero in quel periodo, si vorrebbe mettere in discussione il fatto che l’identità nazionale sia sempre stata la sola forma d’identificazione. Si cercherà di analizzare, poi, i rapporti che esistevano fra popolazione di lingua italiana e popolazione di lingua slovena e le complesse dinamiche che legano la nascita di un confine fisico con la definizione delle identità individuali e collettive.

Cercando di superare l’apparente astrattezza di alcuni di questi concetti, si cercherà di renderli accessibili e fruibili ad un ampio pubblico, variegato per età e provenienza. Si proverà a comunicare alcune complesse dinamiche storiche e intellettuali che stanno alla base dell’attuale “identità goriziana”, attraverso installazioni multimediali che risultino accattivanti e interattive, prevedendo un intervento attivo da parte dello spettatore e non solo una fruizione passiva dei contenuti. In questo modo, si vorrebbe rendere gli ambienti che costituiranno il Museo diffuso degli spazi d’apprendimento partecipativo ma anche dei luoghi di confronto, aggregazione e intervento culturale.

Il rischio, in una società come quella contemporanea in cui i media si configurano spesso come l’unica finestra aperta sul mondo e sul passato, è sempre più quello di perdere la trasmissione umana della memoria tra le generazioni, a favore di un’accettazione passiva e non critica degli eventi del passato e del presente in linea con la memoria pubblica ufficiale. Il percorso ipotizzato dalla mostra, invece, intende mettere a confronto e legare in un itinerario coerente i luoghi della memoria pubblica con quelli dei ricordi privati, i simboli dell’identità nazionale con le narrazioni degli individui da cui traspaiono appartenenze plurime e fluide.

Le installazioni interattive creeranno un nuovo punto di contatto tra le generazioni e tra la popolazione e la città, attraverso l’uso, per esempio, di schermi e impianti audio che si attivano quando lo spettatore s’avvicina; tavoli interattivi che si animano al tocco del visitatore; panchine in cui è possibile sedersi e ascoltare i racconti dei testimoni. La storia “incarnata” nella voce e nei corpi dei testimoni garantisce una capacità di coinvolgimento emotivo importante per la trasmissione della conoscenza storica. Le storie raccontate dialogheranno con la storia ufficiale che spesso, come nel caso dei monumenti, lascia tracce indelebili nel territorio. Tali tracce entreranno in relazione dialettica con le memorie private degli intervistati sviluppando così momenti di riflessioni e discussione costruttiva.

Uno degli scopi principali del progetto è quello d’aumentare la consapevolezza civica nella cittadinanza, che sia fondata sui legami storici e identitari con il territorio.

Essenziale per la riuscita del progetto sarà la selezione di una serie di luoghi cittadini a Gorizia e Nova Gorica che rappresentino dei nodi, dei coaguli di storia, dei ri-attivatori della memoria. Infatti, una prima raccolta di memorie d’origine slovena e d’origine italiana ha già ben evidenziato come i cittadini delle due città raccontino in maniera diversa (o sorprendentemente simile) gli stessi luoghi. Come questi spazi rappresentino, nell’immaginario di ognuno, dei precisi intrecci fra storia individuale e Storia generale, delle tappe ben precise nella formazione e nella crescita di un’identità che può essere nazionale, sovranazionale o politica.

Rivivranno, così, luoghi della città che portano in sé tra le pieghe e le pietre un tesoro di memorie dimenticate. Una prima ricognizione ha già evidenziato una serie di luoghi, alcuni già istituzionalizzati altri meno noti, che potrebbero rientrare all’interno del percorso della mostra, ad esempio:

- il Trgovski dom (uno degli edifici storici più significativi di Gorizia, che si trova nel centralissimo Corso Verdi) con la “famosa” Sala Petrarca, che un tempo ospitava le feste del Ceppo, frequentate da diverse generazioni di studenti e che, in seguito, diventò, per un periodo, la sede della Lega nazionale;

- il Piazzale della Transalpina, luogo simbolico ma poco “vissuto”;

- il valico confinario in Via San Gabriele;

- il Rafut;

- il ponte di Salcano;

- la strada Via Montesanto;

- il Parco della Rimembranza, teatro di molte vicende anche sanguinose durante il periodo del Governo militare alleato

- il varco confinario in Via Cappella

- la Castagnevizza

- Villa Ritter

- la zona delle casermette.

Le attività promosse dalle istituzioni cittadine e dagli esercizi commerciali, per ovvie questioni anche economiche, tendono a concentrarsi solamente in pochi luoghi centrali della città. Questo progetto vorrebbe essere un’occasione per rendere nuovamente “vive” alcune zone di Gorizia e della provincia che spesso risultano sconosciute agli stessi goriziani, rendendoli luoghi privilegiati per lo svolgimento di attività culturali e creando un percorso attraverso la città che sia anche un richiamo per turisti e visitatori.

Il territorio goriziano ha comunque dimostrato, negli ultimi anni, una maggiore sensibilità per la storia come bene evidenzia il successo di iniziative come È-storia, la ricca produzione editoriale della Leg o progetti come Border Speaking, che segnalano una necessità, solo residualmente soddisfatta, di apertura e confronto con le memorie individuali e collettive e con la storia ufficiale. Crediamo che il nostro progetto possa rappresentare un primo passo per un salto qualitativo per la politica culturale cittadina. Il Museo diffuso vuole essere un punto di partenza, un’occasione di riflessione, un incentivo allo sviluppo di nuove iniziative e attività culturali.

Va inoltre sottolineato come una mostra di questo tipo possa essere agevolmente realizzata in una città piccola come Gorizia. Un’area ristretta che ha condensato in sé tutta una serie di dinamiche storiche di ampissimo respiro: città simbolo del delicato secondo dopoguerra; luogo di scambio tra culture che hanno esperito diversi gradi di integrazione; luogo di transizione, durante la Guerra fredda, tra il blocco occidentale e quello orientale.

Un progetto, così articolato, può rappresentare, inoltre, un’ulteriore tappa nell’avvicinamento e nella collaborazione tra Gorizia e Nova Gorica, attraverso un ragionamento sulle continuità e discontinuità storiche e geografiche che, a seguito della caduta del confine, hanno costituito una nuova pagina di quest’area così complessa.

Riteniamo che la riunificazione tra le due città, per diventare veramente tale e per ricreare un tessuto connettivo cittadino comune, abbia bisogno anche di una fase di riflessione sulle memorie divise.

Destinatari

  1. i cittadini della provincia di Gorizia e di Nova Gorica:

- le vecchie generazioni che avranno un’occasione per raccontare e conservare le proprie storie e rispecchiarsi/confrontarsi con quella degli altri;

- le nuove generazioni che potranno entrare in contatto con la memoria dei “vecchi” e sviluppare un senso storico e civico più profondo;

  1. le scuole, in cui spesso viene dato poco spazio alla riflessione attiva sulla storia locale. Le istituzioni scolastiche potranno usufruire di percorsi innovativi per lo studio della storia e della geografia urbana.
  1. i turisti, a cui verrà offerta un’esperienza di visita urbana sicuramente di pregio, novità e richiamo unica nel suo genere, dato che allo stato attuale nessuna città ha mai intrapreso un percorso di questo tipo. Un percorso da interpretarsi come una sorta di museo diffuso, all’aperto, sempre visitabile, gratuito.

Aspetti innovativi

Già la raccolta sistematica delle memorie locali è un’operazione, a nostro avviso, nuova per il territorio. Quello che però rende sicuramente innovativo il progetto è l’utilizzazione che viene fatto del materiale raccolto. Negli anni si è sempre più consolidata l’ideazione di mostre all’interno dei musei tradizionali che si sganciano dal semplice utilizzo del rapporto reperto-didascalia-pannello esplicativo/didattico. Il museo di nuova concezione fa esperire al visitatore percorsi in cui egli diviene attore e non solo lettore o osservatore del materiale conservato. In questa ottica, sono state realizzate diverse mostre come quella di Studio Azzurro dedicata a Genova a Fabrizio De André o quella di N03! e del Museo della Resistenza di Torino dedicato ai Giovani e la Costituzione. Questo tipo di mostre ha evidenziato l’efficacia dell’utilizzo delle nuove tecnologie nella divulgazione culturale, garantendo allo spettatore un’esperienza sinestetica di grande impatto. Il progetto qui proposto intende far tesoro di eventi di questo tipo compiendo un ulteriore passo in avanti, portando questo tipo di installazioni al di fuori dello spazio delle mura di un museo, invadendo tutta la città, trasformando l’area urbana in un museo diffuso.

Una disseminazione di questo tipo al momento non è ancora stata intrapresa da nessuna parte in Italia e soprattutto nell’area goriziana, che per estensione, conformità e storia, si dimostra teatro unico nel suo genere per ospitare un’iniziativa di questo respiro.

L’altro aspetto innovativo è il riferimento alle recenti tendenze della didattica che segue sempre più i dettami della Media education la cui aspirazione è costruire percorsi educativi attraverso i media.

Grazie ai media, i giovani possono apprendere in maniera più viva e attiva le nozioni tradizionali e contemporaneamente, esercitandosi con i media stessi, assumere più consapevolezza dell’universo massmediatico in cui siamo immersi.

La topografia della memoria che viene proposta può costituire una risorsa nuova e stimolante per le scuole, per gli insegnanti di tutta la regione e potrebbe interessare anche istituti provenienti dal resto dell’Italia.

Enti promotori – Patrocini – Collaborazioni

Promosso da:

- Provincia di Gorizia – Assessorati alla pace e alla cultura

- Associazione Culturale Quarantasettezeroquattro (Gorizia)

- Facoltà di Architettura dell’Università degli studi di Trieste

- Center for International Relations and European Studies (CIRES) – Slovenia

- Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione (IRSML) – Trieste

Con il sostegno e il contributo di:

- Provincia di Gorizia – Assessorati alla pace e alla cultura

- Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia

In collaborazione con:

- Studio di produzione video e multimediale N03! (Ennezerotre) – Milano

- Isonzo-Soča (Gorizia)

- ISIG – Istituto di sociologia internazionale di Gorizia

- Associazione Kinoatelje (Gorizia)

- Aiso – Associazione Italiana di Storia Orale (Roma)

- Visoka šola za dizajn v Ljubljani

- Icbsa – Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi (Roma)

- Università di Lubiana

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