Io sto bene… e spero lo stesso di voi

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Io sto bene… e spero lo stesso di voi. Comunicare con i propri cari in tempo di guerra e migrazioni.

A cura di
Associazione Quarantasettezeroquattro

In parternariato con
– Istituto friulano per la storia del movimento di liberazione (Udine)
-La Casa Internazionale delle Donne (Trieste)
– Oikos Onlus
– Cooperativa Il Mosaico
– Io Deposito
– Sezione italiana del Liceo Csokonai di Debrecen (Ungheria).

Scuole coinvolte
– Istituto Comprensivo San Giovanni – Scuola secondaria di primo grado Codermatz (Trieste)
– Istituto Comprensivo Marco Polo – Scuola secondaria di primo grado (Grado)
– ISIS Carducci-Dante – Trieste
– Liceo Csokonai di Debrecen (Ungheria)

Il progetto

Attraverso metodologie e strumenti didattici innovativi e partecipativi, il progetto intende avviare una riflessione sulle ricadute individuali, familiari e sociali dei conflitti, a partire dalla Grande Guerra, con focus sul 1917, fino alle migrazioni del XXI secolo. In una prima fase, studenti italiani e ungheresi svilupperanno attività autonome mentre successivamente si confronteranno sia nel campo delle rielaborazione artistica sia attraverso lo scambio e la condivisione dei percorsi.
E’ prevista una successione di attività, in grado di espandere saperi e competenze specifiche attraverso lezioni partecipate, attività laboratoriali di gruppo, lavoro sul campo, produzioni multimediali.
Tutte le classi si focalizzeranno sull’analisi e il racconto del rapporto tra chi “si sposta” e “chi resta”, di come a seguito di spostamenti legati ai conflitti o a situazioni di necessità impellenti che, loro malgrado, spingono a parti-re gruppi numerosi di persone si modificano sia il singolo individuo sia il tessuto sociale. Ci si focalizzerà in particolare sugli strumenti di comunicazione (lettere, cartoline, diari, telefono, smartphone, social media ecc.) e sulle modalità di racconto della propria vita e situazione
Risultato tangibile delle attività la produzione di un cortometraggio da parte degli studenti italiani che verranno proposti a Debrecen (Ungheria) durante il Festival di Italiano e a Trieste al festival Teatrando.
In partnership con la Fondazione della sezione italiana del liceo Csokonai di Debrecen durante il Festival di italiano verrà organizzata una competizione teatrale riservata alle scuole ungheresi con insegnamento in italiano dedicata alle tematiche della Grande Guerra sul fronte del FVG nel 1917. Le diverse scuole ungheresi produrranno uno spettacolo teatrale in lingua italiana.
Lo spettacolo vincente verrà premiato con un viaggio in Italia durante il quale rappresentare lo spettacolo al festival di teatro Teatrando, a Trieste. Durante il viaggio in Italia gli studenti ungheresi avranno modo di incontrare i loro coetanei italiani e svolgere con loro attività di riflessione e condivi-sione sulle tematiche della Grande Guerra affrontate durante il progetto e avranno modo di visitare i luoghi della memoria in regione e nella vicina Slovenia (Caporetto).
Il coinvolgimento di studenti italiani e ungheresi permette alle attività di svolgersi in un ambiente internazionale e interculturale creando le basi per quella conoscenza reciproca tra nazioni nemiche nella prima guerra che è il pri-mo passo per un approccio critico alla guerra. Grazie alle attività didattiche, ai laboratori e agli incontri internazionali si svilupperà una riflessione sui diversi punti di vista sulla Grande Guerra, sottolineando i danni portati dalla guerra al tessuto sociale, la propaganda contro il nemico e la differente visione della battaglia di Caporetto, vista dagli italiani come tragica sconfitta, mentre dagli austro-ungheresi chiamata “Miracolo”. Proprio su questa differenza di valutazione e sulle conseguenze socio-culturali della guerra sarà dedicata l’attività teatrale delle scuole.

Il progetto intende partire dalla scoperta e dall’analisi dei racconti, delle narrazioni, delle esperienze di vita dei militari e dei civili durante la Grande Guerra per focalizzarsi sulla descrizione dei luoghi e degli spazi, sulle tema-tiche ricorrenti, i differenti punti di vista, le contraddizioni tra sentimenti spesso contrastanti, le modalità narrative e gli espedienti retorici. Il rapporto con i propri cari, quello che si racconta loro e quello che ci si vuole sentire dire da coloro che sono a casa e hanno un punto di vista differente della guerra. Si tratta di sguardi parziali e orientati, e proprio per questo in grado di farci comprendere l’impatto che la guerra ebbe sui singoli, le famiglie, le comuni-tà.
Riteniamo che questi racconti, le loro caratteristiche e i significati che ne derivano siano un ottimo punto di colle-gamento con le guerre attuali: lo sguardo dei civili, di coloro che sono costretti a fuggire dai bombardamenti, dalla povertà, dalla mancanza di prospettive, anche in questo caso appare particolarmente illuminante. Le guerre, agli occhi di chi le subisce, impotente, appaiono tutte sotto la stessa luce
Il progetto allora propone una comparazione tra questi sguardi e narrazioni provenienti dal passato e prodotte nel presente per aprire prospettive di interpretazione e analisi dell’attualità e dei conflitti oggi in corso.
Rispetto alla Grande Guerra, a partire dalla memorialistica dell’epoca, gli studenti ricostruiranno ambiti e vicende, emozioni ed esperienze. Allo stesso modo si occuperanno della raccolta di narrazioni civili. Entreranno in contatto con i profughi di oggi, scopriranno i luoghi dell’accoglienza attivi in regione e raccoglieranno dal vivo le testimo-nianze dei civili in fuga dalle guerre e il loro tenersi in contatto con chi ancora vive in zone di guerra e di conflitto.
I sentimenti dei civili, gli spostamenti coatti cui le genti in guerra spesso sono costrette, il senso di appartenenza ad una terra violata, le privazioni, i legami recisi costruiranno un ideale filo rosso in grado di collegare la Grande Guerra con i conflitti attuali. Analizzeranno i diversi espedienti retorici messi in atto nelle diverse narrazioni di guerra e tracceranno attraverso tecniche specifiche di comparazione somiglianze e differenze. Ne uscirà un quadro sicuramente composito dei diversi conflitti, ognuno con le proprie peculiarità storiche geografiche e politiche, ma allo stesso tempo riaffioreranno i temi ricorrenti e propri di ogni guerra, le esperienze simili, lo stesso cumulo di sofferenze cui le popolazioni vengono sottoposte, i percorsi individuali così vicini l’uno con l’altro. Attraverso la lettura e l’analisi delle narrazioni di guerra emergeranno le conseguenze che ogni conflitto, in ogni epoca provoca, sui territori, sulle popolazioni, sulle vite di ciascun individuo. Nonostante le distanze storiche e geografiche, la guerra avvicina le esperienze di individui lontani fra loro, e ricorda che il diverso e “l’altro da sé” è più simile a noi di quanto non crediamo.

 

Il cortometraggio

Il cortometraggio realizzato dagli studenti della classe III A _ ES del Liceo Carducci -Dante di Trieste.

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Riprendere la memoria. Corso di formazione e aggiornamento in storia orale e tecniche audiovisive

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UDINE / PADOVA / REGGIO EMILIA

FEBBRAIO -A PRILE 2017

ATTENZIONE! Le date del corso a Padova sono state aggiornate.

Organizzato da:
Associazione Quarantasettezeroquattro – Gorizia
LabOr – Laboratorio di Storia Orale dell’Università di Padova
Istoreco – Istituto storico per l’età contemporanea di Reggio Emilia

“Riprendere la memoria” è un corso di formazione e aggiornamento che pone al centro dell’attenzione la metodologia della storia orale.

Ormai da alcuni decenni, anche in Italia, le fonti orali si sono ritagliate un importante ruolo all’interno della ricerca storiografica. La riflessione sui rapporti tra storia e memoria e le interconnessioni tra memoria individuale, pubblica e collettiva ha assunto una rilevanza particolare con lo svilupparsi di nuove forme di comunicazione legate al web e con il diffondersi di tecnologie di registrazione audiovisiva a basso costo.
Se la fruizione di prodotti audiovisivi basati su fonti orali audiovisive è ormai quotidiano e pervasivo; la capacità critica di analisi di questi prodotti non sempre è altrettanto affinata. Al contempo, se da un lato i costi di attrezzature audiovisive di alta qualità è drasticamente calato, consentendo a tutti di accedere alle tecnologie necessarie, dall’altro non sono diffuse le competenze necessarie ad un uso consapevole e ragionato di tali mezzi.
Il corso intende affrontare entrambi questi ambiti: metodologico e tecnico.

Nello specifico il corso intende approfondire le pratiche relative alla raccolta e gestione delle fonti orali e le tecniche audiovisive di registrazione di videointerviste e la successiva realizzazione di prodotti audiovisivi come documentari, video-presentazioni, installazioni audiovisive multimediali e interattive, spettacoli video-teatrali.
Il corso proporrà le basi metodologiche del lavoro dello storico con le fonti orali per poi focalizzarsi sulle questioni che riguardano la rielaborazione della memoria attraverso i linguaggi multimediali.
In particolare, si intende fornire gli strumenti e le prassi per svolgere attività di raccolta delle fonti orali, dalla formulazione delle ipotesi di ricerca alla selezione del campione di intervistati, dalla definizione del questionario alle tecniche di intervista. Ci si concentrerà poi su tutto il processo di realizzazione pratica dell’intervista: individuazione dell’ambiente più adatto e organizzazione del “set; composizione della “troupe/gruppo di lavoro”; uso della telecamera e delle attrezzature audio; rapporto intervistato-intervistatore; gestione degli imprevisti. Tutto il processo sarà messo in pratica direttamente dai partecipanti che realizzeranno, all’interno del corso e suddivisi in piccoli gruppi, una piccola ricerca di storia orale, in tutte le sue fasi.
Nel corso del lavoro si affronteranno alcune questioni etiche fondamentali: privacy e diffusione di informazioni personali; responsabilità del ricercatore; uso dell’immagine degli intervistati; rapporto tra intervistato e intervistatore; le implicazioni etiche legate ai media.
Il corso si concluderà con un focus sulla realizzazione di prodotti audiovisivi di carattere documentaristico e basati sull’utilizzo delle fonti orali fornendo ai partecipanti tutte le competenze di base necessarie alla postproduzione e alla realizzare un montaggio dei materiali raccolti nel corso della ricerca. A seconda dell’interesse dei partecipanti ci si focalizzerà sulla realizzazione di un cortometraggio documentaristico, sull’ideazione di un’installazione multimediale o sulla progettazione di uno spettacolo di teatro multimediale.
Si cercherà di proporre metodi e strumenti utili a replicare il lavoro svolto all’interno del contesto scolastico (scuole secondarie di primo e secondo grado), con attrezzature accessibili e costi ridotti, senza rinunciare al rigore metodologico e alla qualità del prodotto finale.

OBIETTIVI

− Riflettere sull’utilità della raccolta, analisi e rielaborazione delle interviste in formato audiovisivo come strumento didattico da utilizzare in diversi ambiti educativi;
− fornire le conoscenze di base in merito alle metodologie e alle tecniche della storia orale in tutte le fasi, dalla definizione della ricerca alla realizzazione e analisi delle interviste;
− proporre moduli di lavoro da utilizzare nelle classi;
− fornire le competenze necessarie, in ambito tecnico, per la realizzazione di un’intervista: uso delle telecamere (sia professionali, consumer, smartphone) e utilizzo di attrezzature per la registrazione dell’audio;
− fornire le competenze tecniche per la realizzazione di un montaggio audiovisivo finalizzato alla creazione di un cortometraggio documentaristico, di un’installazione multimediale o di uno spettacolo di teatro multimediale;
− favorire la discussione sulle buone pratiche da adottare in classe;
− proporre strumenti di lavoro economici e di facile reperibilità;
− proporre alcuni esempi di progetti educativi già realizzati in questo ambito con le scuole secondarie di primo e secondo grado.

PROGRAMMA

Prima sessione. Storia e metodologia della storia orale (3 ore)

− La prima sessione del corso sarà dedicata alla metodologia della storia orale e in particolare dell’intervista biografica aperta: breve excursus sulla storia orale; metodologia di raccolta delle fonti orali; strutturazione di un questionario aperto; questioni etiche e deontologiche.
− La riflessione si focalizzerà poi sul ruolo delle fonti orali nella ricerca storica e in particolare sulle potenzialità offerte nei processi di divulgazione e racconto della storia, soprattutto all’interno delle scuole.
− Si porteranno alcuni esempi di ricerche svolte dall’Istituto storico di Reggio Emilia legati in particolare alla storia della Resistenza e del secondo conflitto mondiale nella provincia reggiana con riferimenti ai documentari e archivi on-line realizzati negli ultimi anni da Istoreco.
− Sarà proposta la visione e analisi di diversi tipi di interviste “grezze”, per valutarne punti di forza e criticità, a seconda degli obiettivi, dei contesti e dei mezzi a disposizione.

Seconda sessione. Il linguaggio audiovisivo (3 ore)

La seconda sessione sarà dedicata al linguaggio audiovisivo e alle attrezzature necessarie.
– Elementi di grammatica e linguaggio cinematografico: i codici, la scala dei piani, i movimenti di macchina, i raccordi, la profondità di campo, l’uso delle scritte.
– La colonna sonora: voce, musiche e rumori; il montaggio sonoro; colonne sonore originali e di repertorio; atmosfera ed effetti; dove reperire brani musicali gratuiti.

Terza sessione. Gli strumenti (3 ore)

La terza sessione sarà dedicata ad un approfondimento sugli strumenti necessari e a disposizione dello storico orale. L’intento è quello di comprendere quali sono le potenzialità che le differenti attrezzature offrono al ricercatore, valutandone pregi e difetti e valutando le soluzioni migliori da adottare all’interno dei contesti scolastici.
– L’attrezzatura video professionale e amatoriale: telecamere, fotocamere digitali e smartphone. Cavalletti e treppiedi.
– Attrezzature audio: registratori audio professionali e consumer, smartphone, microfoni da telecamera (microfoni integrati, pulci, giraffe, gelati).
– Lo zainetto dell’oralista: tutti gli accessori da portarsi con sé per affrontare imprevisti ed emergenze.

Quarta sessione. Workshop per la realizzazione di un prodotto audiovisivo (12 ore)

La sessione, intensiva, sarà dedicata alla realizzazione, in tutte le sue fasi, di un prodotto audiovisivo basato sulle fonti orali. Poiché l’intento è quello di simulare un possibile intervento all’interno di classi scolastiche, il lavoro sarà impostato con attrezzature economiche e tempi stretti.
– La creazione della troupe e suddivisione dei ruoli.
– L’individuazione dei testimoni e la strutturazione del questionario.
– Il piano di lavorazione.
– Le riprese delle testimonianze in interni ed esterni.
– Le riprese delle immagini di contestualizzazione.
– Riprese audio.
– Postproduzione (montaggio, effetti, elaborazione del suono) finalizzato a: realizzazione documentario / installazione multimediale / spettacolo video/teatrale.
– L’allestimento (nel caso di installazione/spettacolo teatrale).

I partecipanti lavoreranno suddivisi in gruppi di 4 persone coordinati da un tutor regista/videomaker. I membri di ogni gruppo avranno modo di sperimentare in prima persona tutte le fasi del processo di realizzazione di un prodotto audiovisivo basato sulle fonti orali, dalla realizzazione dell’interviste, alle riprese al montaggio.

Quinta sessione. Visione e discussione (2 ore)

Proiezione e presentazione dei lavori realizzati e discussione.

DATE E ORARI
Padova (date aggiornate)
10, 17, 24 aprile ore 16.00 – 19.00
4 maggio ore 16.00 – 20.00
5 maggio ore 10.00 – 18.00

Udine
21 e 28 marzo, 4 aprile ore 16.00 – 19.00
7-8 aprile ore 10.00 – 13.00 – 14.00 – 18.00

Reggio Emilia
22 e 27 marzo, 5 aprile ore 16.00 – 19.00
14-15 aprile ore 10.00 – 13.00 – 14.00-18.00

 

PROGRAMMA SPECIFICO PER OGNI TAPPA
Programma PADOVA

Programma UDINE

Programma REGGIO EMILIA

 

ISCRIZIONI
Docenti MIUR: iscrizione diretta attraverso il portale SOFIA del MIUR
http://www.istruzione.it/pdgf/

Chi non è docente MIUR può iscriversi mandando una mail a segreteria@quarantasettezeroquattro.it

Per informazioni: Alessandro Cattunar – 3381411435

PARTECIPANTI
min 12 – max 16 per ogni tappa

QUOTA D’ISCRIZIONE
260 euro con possibilità di usare bonus docente.
Info: segreteria@quarantasettezeroquattro.it
www.quarantasettezeroquattro.it/portfolio/riprendere-la-memoria/

IL CORSO E’ RICONOSCIUTO DAL MIUR

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TASTO SPENDI QUI-01
 

ORGANIZZATO DA
3 loghi congiunti

VUOTO A RENDERE

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UN PROGETTO IN PARTECIPAZIONE CHE VALORIZZA TOLMEZZO E I SUOI BENI COMUNI

Il comune di Tolmezzo promuove il progetto “Vuoto a rendere” gestito dall’associazione Quarantasettezeroquattro in collaborazione con la classe IV Linguistico del liceo G. Marchi.

 

Costituzione, beni comuni e democrazia sono al centro del dibattito pubblico e politico degli ultimi anni. Attorno a questi tre princìpi ruotano le fondamenta del nostro sistema di cittadinanza e si gioca il futuro stesso del paese.

Tre ambiti legati l’uno all’altro dal filo rosso della partecipazione, principio sancito e promosso dalla nostra stessa costituzione.
Conoscere i dettami costituzionali e i meccanismi che regolano i processi democratici, indagare il significato di beni comuni, individuare le modalità di azione e partecipazione diretta alla vita pubblica, consentono di innescare processi di democrazia diretta e hanno ricadute concrete sulla vita dei singoli cittadini e delle comunità di appartenenza.

Come declinare, dunque, il tema della partecipazione all’interno di una piccola comunità?

Gli studenti della IV linguistico G. Marchi di Tolmezzo sono diventati i protagonisti del progetto “Vuoto a rendere” all’interno del quale hanno avuto modo di riflettere sul tema dei beni comuni proponendo azioni di rigenerazione, rivalorizzazione e gestione di alcuni beni comuni cittadini degradati o in disuso: l’ex scuola Marchi, i gradoni dietro al teatro Candoni, la stazione dei pullman.

Le storie di questi luoghi verranno narrate attraverso i linguaggi del teatro, della fotografia e del video trasformandosi in uno spettacolo multimediale che intreccia narrazione, performance, spezzoni di interviste e utopia.
Lo spettacolo è stato presentato venerdì 17 febbraio all’auditorium Candoni di Tolmezzo; alle ore 11:00 per gli alunni delle scuole superiori della città e alle ore 20:30 per l’intera comunità.

Lo spettacolo

La locandina

LOCANDINA PORGETTO GIOVANI TOLMEZZO 2017
 

 

 

 

 

 

 

 

 

Partner diprogetto
Loghi Vuoto a Rendere

 

CHI E’ IL MIO NEMICO?

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Rappresentazioni, narrazioni e propaganda, su chi sta dall’altra parte del fronte.

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IL PROGETTO

Il progetto intende coinvolgere studenti delle scuole superiori del Friuli Venezia Giulia e dell’Ungheria in un percorso didattico-laboratoriale che ponga al centro dell’attenzione e della riflessione i meccanismi di invenzione e costruzione dell’immaginario sul nemico, focalizzandosi sui diversi mezzi di comunicazione, sugli espedienti narrativi e retorici. Sull’efficacia della propaganda ma anche sulla capacità delle persone di decostruire gli stereotipi.

Relativamente a questi temi, centrali per comprendere le dinamiche politiche psicologiche alla base della Grande guerra, si proporrà uno sguardo incrociato, capace di mettere a confronto gli opposti punti di vista: lo sguardo degli italiani sui nemici austro-ungarici e quello degli ungheresi verso i nemici italiani.
A partire dalla riflessione su una guerra lontana ormai cent’anni, la riflessione si sposterà sulle guerre in corso oggi, provando ad analizzare anche in questo caso le reciproche “narrazioni” relative al nemico. Oggi come allora la stigmatizzazione dell’avversario, i meccanismi di invenzione di un nemico che sia riconosciuto e riconoscibile in modo chiaro, rappresentano il punto di partenza fondamentale per il consolidamento dello stato di guerra.

I mezzi di comunicazione sono profondamente cambiati, sul piano quantitativo e qualitativo. Un secolo fa descrizioni, immagini, caricature, fotografie erano diffuse attraverso manifesti, cartoline, giornali di trincea, opere d’arte. Negli ultimi decenni la propaganda non solo ha invaso le TV, ma si sta sempre più spostando sul web e i social network, dove proliferano immagini, fotomontaggi, video sempre più elaborati.
I mezzi cambiano, e in parte anche i linguaggi, ma le “regole” che stanno alla base della costruzione e diffusione di un nemico credibile non sono, probabilmente, così diverse. Comprende queste narrazioni, i meccanismi retorici che le fondano, analizzarne il linguaggio, decostruirne gli stereotipi, rappresentano operazioni fondamentali per la comprensione delle guerre di ieri e di oggi.


 

LE ATTIVITÀ

Ai ragazzi delle scuole superiori del Friuli Venezia Giulia e dell’Ungheria saranno proposti workshop paralleli. All’interno degli Istituti coinvolti si svolgeranno lezioni partecipate sulle vicende della Grande guerra e sui meccanismi propagandistici del passato e attuali: i ragazzi saranno al centro di attività laboratoriali, di riflessione individuale e collettiva, di analisi di documenti e immagini. Con un approccio didattico improntato all’informalità e basato su tecniche di progettazione partecipata, dal brainstoriming all’elaborazione di mappe concettuali, al creative problem solving.


 

INTRODUZIONE E CONTESTUALIZZAZIONE

2 incontri

Gli incontri saranno dedicati a lezioni partecipate che avranno l’obiettivo di fornire agli studenti le conoscenze di base relative alla Grande guerra e alla propaganda.
Si ragionerà sui meccanismi generali alla base della propaganda, validi nel passato come nella contemporaneità. Si analizzeranno, attraverso attività di gruppo, documenti di propaganda italiana e austro-ungarica.
Verranno poi forniti alcuni spunti di riflessione sulle guerre attualmente in corso e sulle dinamiche di comunicazione e propaganda relative al nemico, soffermandosi in particolare sull’uso dei social network.

RICERCA IN ARCHIVIO

1 incontro + attività da svolgere al di fuori dell’orario scolastico

I partecipanti saranno suddivisi in gruppi di ricerca.
Consigliati e coordinati dai docenti e dai responsabili del progetto avranno poi la possibilità di accedere ad archivi locali e regionali, oltre che a biblioteche e collezioni di famiglia col fine di ricercare materiali di diversa natura: immagini e scritti di propaganda, lettere, articoli di giornale. In cui si descrive il nemico. Tale ricerca sarà compiuta sia in relazione alla Grande guerra, sia in relazione all’oggi. In questo senso, a risultare ancora più interessante sarà l’attività di ricerca di materiali on-line, su database archivistici ma anche sui giornali on line e sui social network.
I gruppi saranno suddivisi a seconda del periodo analizzato e della tipologia di archivio.

ANALISI, RIELABORAZIONE, CONFRONTO

2 incontri

Ai ragazzi saranno forniti gli strumenti metodologici e critici per analizzare questi documenti, decostruirli e trasformarli. Attraverso attività laboratoriali di gruppo e momenti condivisi di brainstorming, gli studenti verranno condotti nell’analisi dei documenti trovati e nella compilazione di conclusioni complessive.
Come prodotto di questa elaborazione verranno create delle mappe concettuali e dei cartelloni, che aiuteranno a collegare il materiale selezionato alle riflessioni generali scaturite durante la restituzione. In questo modo verrà ricomposto un quadro generale globale che renderà fruibile e visibile sia il lavoro storico teorico che la pratica della selezione delle fonti.

LUOGHI DELLA MEMORIA

1 uscita in orario scolastico

Le uscite sul campo hanno dimostrato negli anni la loro efficacia: entusiasmano gli studenti, che hanno la possibilità reale di calpestare i luoghi studiati sui libri, e aiutano gli stessi a fissare le nozioni teoriche esposte in classe. I luoghi storici, inoltre, rappresentano un tassello importante per comprendere le narrazioni pubbliche e le dinamiche alla base della costruzione della memoria collettiva.
L’uscita di classe verrà concordata di concerto con gli insegnanti, tenendo conto dei singoli percorsi didattici sviluppati nelle classi.

INCONTRO/CONFRONTO CON GLI STUDENTI UNGHERESI

2 incontri in orario scolastico ed extrascolastico

Alla conclusione del progetto sarà organizzato un evento della durata di 4 giorni in cui una delegazione di studenti ungheresi si incontrerà con quelli italiani. Dopo aver visitato alcuni luoghi della memoria e siti museali sul territorio (San Martino, Brestovec, Museo De Henriquez, Musei provinciali di Gorizia) gli studenti ungheresi svilupperanno attività congiunte con quelli italiani, comparando le narrazioni diffuse nei rispettivi paesi, confrontandosi ed evidenziando parallelismi e differenze.
Durante tale incontro i ragazzi realizzeranno installazioni audiovisive attraverso cui raccontare al pubblico le immagini del nemico emerse da questo lungo percorso di ricognizione. Le installazioni audiovisive si presenteranno come “interviste doppie”, in cui su due schermi affiancati, si presenteranno due immaginari nemici, secondo gli stereotipi emersi durante la ricerca. Le immagini saranno proiettate su superfici riflettenti, affinchè il visitatore si possa specchiare sovrapponendo la propria immagine a quella della persona che parla nel video. Un modo originale e innovativo per creare immedesimazione e “smascherare” l’assurdità di queste rappresentazioni e le preoccupanti continuità tra la Grande guerra e i conflitti della contemporaneità.
Le installazioni audiovisive saranno rese fruibili, a ciclo continuo, negli atrii delle scuole coinvolte e in tutte le location che vorranno ospitarle.


 

OBIETTIVI

 Promuovere la conoscenza delle vicende legate alla Grande guerra attraverso lo sguardo della propaganda, superando una visione nazionale e promuovendo un approccio transnazionale, che metta a confronto i punti di vista italiano e ungherese;
 promuovere una più ampia riflessione e comprensione delle guerre, e in particolare quelle oggi in corso, attraverso un parallelismo con la Grande guerra. Al centro del confronto ci sarà il modo di descrivere e propagandare l’immagine del nemico; si affronteranno così temi centrali per l’educazione alla cittadinanza: la percezione dell’“altro”, la disumanizzazione, gli stereotipi nazionali ecc.;

 coinvolgere gli studenti in un lavoro attivo di “ricerca sul campo”, all’interno di archivi, biblioteche e musei: in tal modo si vuole potenziare lo spirito critico, il confronto diretto con fonti di diversa natura (documenti, illustrazioni, giornali di trincea, cartoline, manifesti) e l’originalità dei risultati ottenuti;
 promuovere il dialogo tra studenti italiani e ungheresi relativamente alle opposte memorie storiche della Grande guerra ma anche sulla situazione geopolitica contemporanea;
 coinvolgere i ragazzi in attività laboratoriali e di gruppo, che favoriscano la libera espressione delle idee e l’emergere delle specifiche competenze e interessi, promuovano le capacità di dialogo e confronto e portino all’elaborazione di un pensiero critico;
 offrire ai ragazzi competenze tecniche nell’ambito della comunicazione audiovisiva: l’utilizzo dei mezzi e codici della multimedialità rappresenta un modo per stimolare i ragazzi a comunicare le proprie riflessioni alla comunità dei loro pari attraverso linguaggi accattivanti e a loro famigliari;
 attraverso la realizzazione dell’installazione audiovisiva, disseminare i risultati in modo ampio e duraturo sul territorio e tra la cittadinanza, responsabilizzando i partecipanti in merito ai risultati che otterranno.


 

PARTNER

 Associazione Quarantasettezeroquattro
 Istituto per la Storia del Movimento di Liberazione
 Io Deposito
 L’associazione Nagy Háború Kutatásáért
 Il Gruppo speleologico carsico

Contatti

www.quarantasettezeroquattro.it
segreteria@quarantasettezeroquattro.it
Referente: Silvia Antonelli – 3287848282 – silanto14@gmail.com

MEMOBUS SCUOLE MEDIE \\ LA MEMORIA SIAMO NOI

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Fonti storiche e testimonianze dirette per ricostruire la storia del Novecento e trasmetterne attivamente la memoria

MEMOMEDIE

“La memoria siamo noi” si propone di introdurre gli studenti delle classi seconde e terze medie alle vicende storiche della Shoah, e più in generale del periodo dei totalitarismi, attraverso un confronto diretto con i fatti, i luoghi, i testimoni e le loro memorie individuali.

Un percorso didattico “lungo”, che non si limiti alle commemorazioni legate alla Giornata della memoria, ma muova dalla consapevolezza della tragicità per giungere alla comprensione degli avvenimenti.
Caratteristica peculiare del percorso proposto è l’approccio rigorosamente storico ma anche giocosamente interattivo: a partire da alcune narrazioni mediali (libri, film, fumetti e albi illustrati), i ragazzi verranno introdotti alle principali problematiche relative alla Seconda guerra mondiale (e ai suoi prodromi) e alla persecuzione e sterminio di ebrei, rom, sinti, omosessuali e oppositori politici.

“La memoria siamo noi” si prefigge l’obiettivo di sensibilizzare i ragazzi alle drammatiche vicende del primo Novecento: superando lo stadio emotivo – esperienza imprescindibile per potersi accostare a tali questioni – vogliamo accompagnare gli studenti nel graduale percorso di comprensione delle dinamiche politiche, economiche e socio-culturali che resero possibile l’avvento dei fascismi in Europa.


 

LE TEMATICHE

Le repressione delle diversità
«La questione ebraica»
La persecuzione dei diritti e delle vite
Le «zone grigie»
Le Resistenze
Il sistema concentrazionario

MemoMedieSanSabbaIl progetto intende coinvolgere i ragazzi in un dibattito che, partendo dallo sguardo sul passato, consenta loro di ragionare sui temi della colpa, della zona grigia e della responsabilità personale. Attraverso l’analisi di episodi storici e atteggiamenti individuali di segno diverso – delazioni, omertà, indifferenza, ma anche solidarietà, assunzione del rischio, opposizione ai regimi – cercheremo di decifrare il passato e le sue tracce in modo critico con uno sguardo sempre teso verso il presente.

La specifica condizione liminale della nostra regione porta poi a riflettere su tematiche complesse e ancora oggi dibattute, come quelle relative all’identità nazionale, culturale e religiosa e alla conseguente molteplicità delle memorie.
I documenti ufficiali, le testimonianze scritte e i ricordi dei testimoni mettono in luce le dinamiche che portarono all’ascesa del fascismo di confine, i motivi del consenso e del dissenso, le violenze verso gli oppositori politici ma anche verso i cittadini sloveni soggetti a politiche di snazionalizzazione e italianizzazione. Inoltre, con l’istituzione della Zona di operazioni Litorale adriatico, all’indomani dell’8 settembre 1943, l’occupazione nazista causò un inasprimento delle politiche di repressione e persecuzione culminanti nella conversione della Risiera di San Sabba nell’unico campo di concentramento dotato di forno crematorio in Italia.


 

OBIETTIVI DIDATTICI

  • ­ Fornire un contesto di conoscenze in cui collocare le celebrazioni della Giornata della memoria.
  • ­ Fornire gli elementi di base della storia della Shoah e dei totalitarismi con particolare riferimento all’area di confine e alle sue problematiche specifiche.
  • ­ Creare un confronto tra gli studenti e i testimoni diretti dei fatti.
  • ­ Stimolare la curiosità verso linguaggi e “strumenti di conoscenza” alternativi ai libri di testo: film, fumetti, romanzi, albi illustrati.
  • ­ Educare a un atteggiamento critico e consapevole che permetta di superare ogni visione unilaterale dei problemi.
  • ­ Incoraggiare i ragazzi a mettersi in gioco in prima persona e, attraverso attività di gruppo, promuovere il dibattito e il confronto.

 

IL NOSTRO METODO

Documenti originali
Testimonianze orali
Libri, film, fumetti, albi illustrati, risorse web
Giochi di ruolo

Laboratori

Il percorso educativo proposto parte dalla convinzione che, per catturare l’attenzione dei ragazzi e per trasmettere contenuti complessi e percepiti spesso come “distanti”, sia necessario innanzitutto lavorare sulle fonti documentarie e sui diversi linguaggi mediali. Al centro dei nostri incontri proponiamo infatti attività basate su documenti d’archivio, materiali audiovisivi, fumetti, romanzi per ragazzi e albi illustrati.

Gli studenti hanno inoltre la possibilità di rapportarsi direttamente con i testimoni dei fatti, ascoltando i loro racconti e ponendo domande, dubbi, curiosità. Si tratta di un’occasione importante, considerando il fatto che l’”Era del testimone” si sta ormai concludendo e che sui giovani di oggi ricadrà la responsabilità di trasmettere la memoria alle generazioni future.

A partire da queste differenti “fonti”, “La memoria siamo noi” favorisce un coinvolgimento attivo dei ragazzi attraverso un approccio laboratoriale, stimolando lo spirito critico e favorendo i processi di rielaborazione e sintesi personali e originali.


 

ATTIVITA’ FORMATIVE

Un percorso di contestualizzazione storica che riporti la complessità dei fatti attraverso l’utilizzo di sguardi e linguaggi diversi.

Con la realizzazione di una mappa digitale i luoghi vengono raccontati attraverso le memorie personali e collettive
e le esperienze vengono condivise.

Mappe

Il progetto Memobus prevede, per ciascun anno, cinque incontri di formazione con storici, esperti e testimoni diretti, che accompagneranno gli studenti durante l’intero percorso.
L’obiettivo degli incontri è quello di fissare una rigorosa e precisa conoscenza storica dei fatti attraverso l’elaborazione e l’utilizzo di materiali e linguaggi in grado di comporre un quadro globale del contesto storico, che accolga al suo interno sguardi e prospettive diverse fra loro.
Le lezioni storiche preliminari al viaggio saranno costruite pensando agli studenti quali attori del processo di apprendimento, coinvolgendoli nella ricostruzione storica a partire dall’utilizzo di fonti quali, ad esempio, immagini e testimonianze di sopravvissuti.
Il percorso formativo si articolerà attorno al lavoro sinergico di educatori e partecipanti che realizzeranno una mappa digitale on line che supporterà le lezioni e il viaggio, contestualizzando geograficamente informazioni, dati, testimonianze. La mappa si accrescerà, di volta in volta, grazie al contributo fattivo degli studenti, che ne aggiungeranno immagini, fotografie dei luoghi scattate durante il viaggio, brani di libri letti, riflessioni personali.


 

INCONTRI DI FORMAZIONE / GLI ARGOMENTI

Nel corso dei due anni previsti dal progetto, gli incontri di formazione affronteranno le seguenti tematiche:
Regimi dittatoriali fra le due guerre
Identità ebraica
Le tappe della persecuzione ebraica
La persecuzione di politici, disabili, rom e sinti

Primo anno

FASCISMO E NAZISMO

Cosa significa vivere sotto una dittatura? Quale ruolo assunse la propaganda nel regime fascista e nazista? Si analizzeranno le principali dinamiche che portarono all’affermazione del fascismo in Italia e del nazismo in Germania, facendo emergere i tratti ideologici dei due regimi e le ripercussioni sulla vita quotidiana dei cittadini e delle cittadine.

I LUOGHI DELLA STORIA TRA NARRATIVA E MEMORIALISTICA

Gli studenti, cui alla prima lezione verrà fornita una bibliografia e verrà assegnato un testo da leggere ciascuno, illustreranno i libri letti e per ognuno di essi estrapoleranno alcuni brani da collocare all’interno della mappa digitale, motivando la scelta compiuta e agganciando ogni testo ad un luogo preciso.
I ragazzi verranno poi introdotti alle metodologie della storia orale e della raccolta/registrazione di video interviste e avranno l’occasione di condurre un’intervista con un testimone dei fatti.

VISITA DIDATTICA

Come completamento del primo anno di progetto, i partecipanti saranno accompagnati in una visita didattica ad uno dei principali luoghi della memoria del fascismo/nazismo in regione. Con i docenti si concorderà la destinazione: Gonars/Visco oppure Gorizia (topografie della memoria) oppure Trieste (Trieste fascista-nazista e Risiera di San Sabba).

LA MAPPA DIGITALE
Già a partire dal primo incontro verrà presentata la mappa digitale on line sulla quale si lavorerà durante l’intero percorso biennalee che verrà costruita a partire dai contributi degli studenti.
Inizialmente vuota, crescerà di pari passo alla ricostruzione storica e riporterà i luoghi simbolo, per fornire e sviluppare una localizzazione visiva delle tematiche affrontate. Da semplice tavola cui riportare le coordinate geografiche, diventerà una vera e propria mappa storico-geografica perché i singoli luoghi diventeranno contenitori di immagini, documenti, video, brani e riflessioni che gli studenti aggiungeranno di volta in volta.
Essendo on line, la mappa potrà essere rapidamente socializzata e si farà strumento di divulgazione dell’esperienza vissuta e delle conoscenze acquisite; gli studenti potranno facilmente condividere con i propri coetanei il percorso affrontato, le elaborazioni e le riflessioni scatenate dal viaggio.
La mappa digitale costituirà un ulteriore tassello utile alla riflessione sui luoghi della memoria e di come essi si inseriscano all’interno dei processi di trasmissione e costruzione della memoria collettiva.

TRA NARRATIVA E MEMORIALISTICA
Per aiutare gli studenti a muoversi all’interno della complessità della storia e per stimolare la riflessione e il dibattito, verrà fornita una bibliografia essenziale che comprende narrativa e memorialistica. Ogni studente sceglierà dall’elenco un libro da leggere e ne selezionerà delle parti.
Durante gli incontri ogni studente riporterà alla classe una breve sintesi del testo e il suo inquadramento storico, motiverà la scelta dei brani selezionati e li aggancerà ai luoghi della mappa. In questo modo i luoghi della mappa si arricchiranno di ulteriori esperienze e descrizioni e comporranno, come in un puzzle, la complessità del contesto.


 

PROGRAMMA INDICATIVO DI VIAGGIO

Primo giorno
05.30 partenza in pullman
05.30 – 22.00 Viaggio Verso Cracovia

Secondo giorno
mattina visita al quartiere ebraico Kazimierz; visita ad una sinagoga e al cimitero ebraico; a conclusione, breve attività di condivisione e di compilazione scheda sulla visita
pomeriggio visita alla collina del Wawel – cattedrale, castello, Caverna del Drago (simbolo di Cracovia) e passeggiata lungo il fiume Vistola

Terzo giorno
mattina spostamento in corriera al Museo Schindler e visita al museo; visita al ghetto ebraico; a conclusione, breve attività di condivisione e di compilazione scheda sulla visita
pomeriggio spostamento in corriera nella Piazza del Mercato (Rynek Glowny); visita alla piazza, al Mercato dei Tessuti, alla chiesa di Santa Maria

Quarto giorno
mattina visita guidata al campo di Auschwitz 1
pomeriggio visita al campo di Auschwitz 2 Birkenau

Quinto giorno
mattina suddivisione in gruppi di lavoro e riflessioni sulla visita a Cracovia, Auschwitz e Birkenau; compilazione scheda sulla visita ai campi
10.30 – 22.30 rientro a Fiumicello, Scuola Media “Ugo Pellis”


 

PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

dott. Alessandro Cattunar
Cell: 338.1411435
segreteria@quarantasettezeroquattro.it

CONSIGLIO COMUNALE DELLE RAGAZZE E DEI RAGAZZI DI TRIESTE

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Progetto educativo biennale di cittadinanza attiva e progettazione partecipata

Il 2° CCRR di Trieste è un progetto educativo di promozione della partecipazione dei ragazzi alla vita della città, ispirato dall’articolo 12 della Convenzione Internazionale ONU di New York (20 novembre 1989) ratificata dall’Italia con legge 176/91.

Il progetto ha durata biennale (anni scolastici 2015/6 e 2016/7) e coinvolge, attraverso le scuole pubbliche e paritarie, ragazze e ragazzi dai 9 ai 14 anni attraverso l’adesione dei loro insegnanti.

Il progetto è promosso dal Comune di Trieste, in collaborazione con UNICEF. Il percorso educativo e di progettazione partecipata è a cura di Quarantasettezeroquattro.

Cittadinanza e/è partecipazione

Il progetto intende porre al centro della riflessione e dell’azione i due concetti di “partecipazione” e “cittadinanza”.
La partecipazione è una capacità che, non essendo innata, può e deve essere acquisita.
Ma cosa vuol dire partecipare?
Partecipare vuol dire, innanzitutto saper osservare e analizzare.
Vuol dire aprirsi al dialogo e al confronto.
Vuol dire riconoscimento e accettazione della diversità.
Vuol dire capacità di mettersi nei panni degli altri e aprirsi all’ascolto.
Vuol dire condividere delle scelte e prendersi delle responsabilità.
Vuol dire creatività e spirito d’iniziativa.

Inoltre, legare la partecipazione al concetto di cittadinanza significa superare l’idea – corretta, ma che risulta eccessivamente “passiva” – secondo cui i giovani devono essere “oggetto di tutele”, promuovendo invece una nuova filosofia che vede nei ragazzi e nelle ragazze delle risorse intellettuali, creative e progettuali fondamentali e insostituibili. Dei soggetti attivi, capaci di esprimere una visione del mondo utile allo sviluppo e al miglioramento dell’intera comunità e del territorio.

Progettazione partecipata

L’intero percorso biennale proposto si basa su alcune delle tecniche di progettazione partecipata maggiormente riconosciute e utilizzate a livello internazionale. L’intento è che il gruppo di ragazzi e ragazze direttamente coinvolti nella qualità di Consiglieri si configurino, al contempo, come un assemblea democratica – con tutte le implicazioni sul piano dell’impegno, della responsabilità ma anche della soddisfazione – e come un gruppo di lavoro efficiente, capace di raggiungere risultati utili e realizzabili senza sacrificare la dimensione della passione e del divertimento.

Il progetto si pone come obiettivo fondamentale quello di rendere i ragazzi e le ragazze protagonisti dell’intero percorso progettuale, a partire dalla costruzione del gruppo fino alla definizione delle misure concrete da adottare. Un percorso che prevede, da un lato, lo sviluppo delle capacità di ascolto, di osservazione del territorio e di condivisione delle idee e dei punti di vista e, dall’altro, la scoperta di tecniche volte all’individuazione e analisi dei problemi e alla proposta di soluzioni efficaci.
Il lavoro non potrà limitarsi al gruppo composto dai consiglieri eletti ma avrà fra gli obiettivi prioritari quello di promuovere la comunicazione con le scuole, le istituzioni pubbliche, le associazioni del territorio e la cittadinanza in generale. La progettazione partecipata, quindi sarà messa in atto non solo all’interno del CCRR ma si cercherà di allargarla all’intera comunità che potrà così avere un ruolo attivo e riconoscere nel CCRR un suo organo di rappresentanza a tutti gli effetti.