Io sto bene… e spero lo stesso di voi

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Io sto bene… e spero lo stesso di voi. Comunicare con i propri cari in tempo di guerra e migrazioni.

A cura di
Associazione Quarantasettezeroquattro

In parternariato con
– Istituto friulano per la storia del movimento di liberazione (Udine)
-La Casa Internazionale delle Donne (Trieste)
– Oikos Onlus
– Cooperativa Il Mosaico
– Io Deposito
– Sezione italiana del Liceo Csokonai di Debrecen (Ungheria).

Scuole coinvolte
– Istituto Comprensivo San Giovanni – Scuola secondaria di primo grado Codermatz (Trieste)
– Istituto Comprensivo Marco Polo – Scuola secondaria di primo grado (Grado)
– ISIS Carducci-Dante – Trieste
– Liceo Csokonai di Debrecen (Ungheria)

Il progetto

Attraverso metodologie e strumenti didattici innovativi e partecipativi, il progetto intende avviare una riflessione sulle ricadute individuali, familiari e sociali dei conflitti, a partire dalla Grande Guerra, con focus sul 1917, fino alle migrazioni del XXI secolo. In una prima fase, studenti italiani e ungheresi svilupperanno attività autonome mentre successivamente si confronteranno sia nel campo delle rielaborazione artistica sia attraverso lo scambio e la condivisione dei percorsi.
E’ prevista una successione di attività, in grado di espandere saperi e competenze specifiche attraverso lezioni partecipate, attività laboratoriali di gruppo, lavoro sul campo, produzioni multimediali.
Tutte le classi si focalizzeranno sull’analisi e il racconto del rapporto tra chi “si sposta” e “chi resta”, di come a seguito di spostamenti legati ai conflitti o a situazioni di necessità impellenti che, loro malgrado, spingono a parti-re gruppi numerosi di persone si modificano sia il singolo individuo sia il tessuto sociale. Ci si focalizzerà in particolare sugli strumenti di comunicazione (lettere, cartoline, diari, telefono, smartphone, social media ecc.) e sulle modalità di racconto della propria vita e situazione
Risultato tangibile delle attività la produzione di un cortometraggio da parte degli studenti italiani che verranno proposti a Debrecen (Ungheria) durante il Festival di Italiano e a Trieste al festival Teatrando.
In partnership con la Fondazione della sezione italiana del liceo Csokonai di Debrecen durante il Festival di italiano verrà organizzata una competizione teatrale riservata alle scuole ungheresi con insegnamento in italiano dedicata alle tematiche della Grande Guerra sul fronte del FVG nel 1917. Le diverse scuole ungheresi produrranno uno spettacolo teatrale in lingua italiana.
Lo spettacolo vincente verrà premiato con un viaggio in Italia durante il quale rappresentare lo spettacolo al festival di teatro Teatrando, a Trieste. Durante il viaggio in Italia gli studenti ungheresi avranno modo di incontrare i loro coetanei italiani e svolgere con loro attività di riflessione e condivi-sione sulle tematiche della Grande Guerra affrontate durante il progetto e avranno modo di visitare i luoghi della memoria in regione e nella vicina Slovenia (Caporetto).
Il coinvolgimento di studenti italiani e ungheresi permette alle attività di svolgersi in un ambiente internazionale e interculturale creando le basi per quella conoscenza reciproca tra nazioni nemiche nella prima guerra che è il pri-mo passo per un approccio critico alla guerra. Grazie alle attività didattiche, ai laboratori e agli incontri internazionali si svilupperà una riflessione sui diversi punti di vista sulla Grande Guerra, sottolineando i danni portati dalla guerra al tessuto sociale, la propaganda contro il nemico e la differente visione della battaglia di Caporetto, vista dagli italiani come tragica sconfitta, mentre dagli austro-ungheresi chiamata “Miracolo”. Proprio su questa differenza di valutazione e sulle conseguenze socio-culturali della guerra sarà dedicata l’attività teatrale delle scuole.

Il progetto intende partire dalla scoperta e dall’analisi dei racconti, delle narrazioni, delle esperienze di vita dei militari e dei civili durante la Grande Guerra per focalizzarsi sulla descrizione dei luoghi e degli spazi, sulle tema-tiche ricorrenti, i differenti punti di vista, le contraddizioni tra sentimenti spesso contrastanti, le modalità narrative e gli espedienti retorici. Il rapporto con i propri cari, quello che si racconta loro e quello che ci si vuole sentire dire da coloro che sono a casa e hanno un punto di vista differente della guerra. Si tratta di sguardi parziali e orientati, e proprio per questo in grado di farci comprendere l’impatto che la guerra ebbe sui singoli, le famiglie, le comuni-tà.
Riteniamo che questi racconti, le loro caratteristiche e i significati che ne derivano siano un ottimo punto di colle-gamento con le guerre attuali: lo sguardo dei civili, di coloro che sono costretti a fuggire dai bombardamenti, dalla povertà, dalla mancanza di prospettive, anche in questo caso appare particolarmente illuminante. Le guerre, agli occhi di chi le subisce, impotente, appaiono tutte sotto la stessa luce
Il progetto allora propone una comparazione tra questi sguardi e narrazioni provenienti dal passato e prodotte nel presente per aprire prospettive di interpretazione e analisi dell’attualità e dei conflitti oggi in corso.
Rispetto alla Grande Guerra, a partire dalla memorialistica dell’epoca, gli studenti ricostruiranno ambiti e vicende, emozioni ed esperienze. Allo stesso modo si occuperanno della raccolta di narrazioni civili. Entreranno in contatto con i profughi di oggi, scopriranno i luoghi dell’accoglienza attivi in regione e raccoglieranno dal vivo le testimo-nianze dei civili in fuga dalle guerre e il loro tenersi in contatto con chi ancora vive in zone di guerra e di conflitto.
I sentimenti dei civili, gli spostamenti coatti cui le genti in guerra spesso sono costrette, il senso di appartenenza ad una terra violata, le privazioni, i legami recisi costruiranno un ideale filo rosso in grado di collegare la Grande Guerra con i conflitti attuali. Analizzeranno i diversi espedienti retorici messi in atto nelle diverse narrazioni di guerra e tracceranno attraverso tecniche specifiche di comparazione somiglianze e differenze. Ne uscirà un quadro sicuramente composito dei diversi conflitti, ognuno con le proprie peculiarità storiche geografiche e politiche, ma allo stesso tempo riaffioreranno i temi ricorrenti e propri di ogni guerra, le esperienze simili, lo stesso cumulo di sofferenze cui le popolazioni vengono sottoposte, i percorsi individuali così vicini l’uno con l’altro. Attraverso la lettura e l’analisi delle narrazioni di guerra emergeranno le conseguenze che ogni conflitto, in ogni epoca provoca, sui territori, sulle popolazioni, sulle vite di ciascun individuo. Nonostante le distanze storiche e geografiche, la guerra avvicina le esperienze di individui lontani fra loro, e ricorda che il diverso e “l’altro da sé” è più simile a noi di quanto non crediamo.

 

Il cortometraggio

Il cortometraggio realizzato dagli studenti della classe III A _ ES del Liceo Carducci -Dante di Trieste.

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La memoria restituita / Performance multimediale itinerante

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LA MEMORIA RESTITUITA

Un percorso multimediale tra le storie dei ricoverati-lavoratori dell’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Gorizia.

un progetto di: Quarantasettezeroquattro
in collaborazione con: Lunatico Festival
regia: Chiara Perini
ricerche d’archivio e consulenza scientifica: Sara Fantin / La Collina cooperativa sociale
videoproiezioni: Andrea Colbacchini
sistemi interattivi: Paolo Scoppola
coreografie: Sarah Taylor
con: Sergio Pancaldi e Sara Taylor
con la partecipazione di
Oltre Quella Sedia – compagnia di Teatro Interesshante:
Arianna Ballarin, Corrado Canu, Stefano Pincin, Cecilia Tomsig, Marco Tortul, Lina Veccia
musiche live: Paolo Scoppola

si ringraziano per la collaborazione:
Elisa Stocco / CSM di Gorizia
Ilaria Bastiani / La Collina cooperativa sociale
Cristina Gregoris

Ingresso gratuito

Ritrovo: spiazzo antistante il padiglione esterno..

 


LO SPETTACOLO
La performance multimediale itinerante “La memoria restituita” prende spunto dalla ricerca archivistica che sta portando in luce documenti, cartelle cliniche e resoconti dell’archivio dell’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Gorizia con l’intenzione di condividere con gli spettatori alcune delle tante possibili storie del manicomio in cui ebbe inizio la riforma della psichiatria italiana. Franco Basaglia, direttore dell’ex-opp di Gorizia dal 1961 al 1969, sperimentò nella struttura goriziana un modus operandi che portò alla formulazione delle legge 180 del ’78 con conseguente smantellamento della struttura manicomiale italiana a cui farà seguito lo sviluppo dei Centri di Igiene Mentale, oggi Centri di Salute Mentale, attivi su tutto il territorio nazionale. Il focus della performance sono i pazienti-lavoratori. Dall’ergoterapia degli anni ’30 alle attività occupazionali promosse nel periodo basagliano fino alle attuali borse lavoro offerte ai pazienti dei Centri di Salute Mentale. Gli spettatori seguiranno un percorso che dall’interazione tra videomapping e lettura scenica approderà al teatro multimediale e alla performance di danza per concludersi con un’installazione interattiva che li porterà a farsi protagonisti diretti di questa esperienza mediatica.


OLTRE QUELLA SEDIA
A partire da un percorso di teatro sperimentale nel 2002 nasce “Oltre quella sedia”; nel 2009 “Oltre Quella Sedia” diventa associazione di promozione sociale e offre una proposta teatrale tesa alla ricerca della valorizzazione delle abilità e delle capacità del singolo che trasformano in ricchezza del gruppo, creando spettacoli che non si fermino al palcoscenico, ma “inondino” lo spettatore con messaggi ed emozioni. Lo spettacolo utilizza l’espressione corporea, la voce, le parole (intese come significanti e come significato), il movimento, le musiche, il silenzio e mette in contrapposizione momenti corali a momenti di espressione individuale, dando vita ad assonanze e dissonanze e lavorando sul gesto che diventa azione consapevole e che passa da grande a estremamente misurato, da veloce a ostinatamente lento, fino ad arrivare all’immobilità, per sottolineare il suo respiro.
Gli attori si muovono sul palco, realizzando momenti dinamici e statici come in una sorta di album di famiglia che si sfoglia, soffermandosi a ogni foto. Ognuna di esse appartiene a una storia, a un vissuto di sentimenti e sensazioni da condividere con lo spettatore che viene avvolto dalle emozioni, stravolto nei pensieri e reso protagonista di un’opera d’arte.

SERGIO PANCALDI
Segio Pancaldi è attore dal 1997 quando sotto la guida artistica di Aldo Vivoda inizia la sua collaborazione con la compagnia teatrale Petit Soleil. Attualmente collabora con Hangar Teatri ed è insegnante e regista al CUT Trieste – Centro Universitario Teatrale di Trieste. In passato ha lavorato con l’Accademia della Follia e con la Fabbrica delle Bucce.

SARAH TAYLOR
Danzatrice e coreografa formatasi all’Australian Ballet School secondo le tecniche Cunningham e Graham; si è perfezionata presso la Martha Graham School a New York.
Dal 2010 collabora con la compagnia del Balletto di Roma in qualità di maître de ballet del corpo di ballo e assistente ripetitrice dei coreografi ospiti.

Interessata alla danza interattiva e alle nuove tecnologie ha collaborato con la Graz University of Technology e con il dipartimento di musica elettronica del Conservatorio “G. Tartini” di Trieste.

Per 10 anni ha collaborato con l’Accademia della Follia e ha diretto la coreografia di Divercity@040: psico-musical (regia di Claudio Misculin).

PAOLO SCOPPOLA
Paolo Scoppola, laurea in informatica presso l’Università “La Sapienza”, è un video artista e musicista. Ha lavorato per diverse aziende italiane nel campo della grafica 3D, producendo nel frattempo musiche per documentari e sigle televisive.Realizza video installazioni interattive su grandi schermi producendo software, musiche e immagini.
Nel corso della performance multimediale “La memoria ritrovata” viene utilizzata la sua installazione interattiva “Air Drops”. Scoppola assiste alla realizzazione del disegno di luce e dialoga con lo spettatore/pittore attraverso le note di un pianoforte.

Riprendere la memoria. Corso di formazione e aggiornamento in storia orale e tecniche audiovisive

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UDINE / PADOVA / REGGIO EMILIA

FEBBRAIO -A PRILE 2017

ATTENZIONE! Le date del corso a Padova sono state aggiornate.

Organizzato da:
Associazione Quarantasettezeroquattro – Gorizia
LabOr – Laboratorio di Storia Orale dell’Università di Padova
Istoreco – Istituto storico per l’età contemporanea di Reggio Emilia

“Riprendere la memoria” è un corso di formazione e aggiornamento che pone al centro dell’attenzione la metodologia della storia orale.

Ormai da alcuni decenni, anche in Italia, le fonti orali si sono ritagliate un importante ruolo all’interno della ricerca storiografica. La riflessione sui rapporti tra storia e memoria e le interconnessioni tra memoria individuale, pubblica e collettiva ha assunto una rilevanza particolare con lo svilupparsi di nuove forme di comunicazione legate al web e con il diffondersi di tecnologie di registrazione audiovisiva a basso costo.
Se la fruizione di prodotti audiovisivi basati su fonti orali audiovisive è ormai quotidiano e pervasivo; la capacità critica di analisi di questi prodotti non sempre è altrettanto affinata. Al contempo, se da un lato i costi di attrezzature audiovisive di alta qualità è drasticamente calato, consentendo a tutti di accedere alle tecnologie necessarie, dall’altro non sono diffuse le competenze necessarie ad un uso consapevole e ragionato di tali mezzi.
Il corso intende affrontare entrambi questi ambiti: metodologico e tecnico.

Nello specifico il corso intende approfondire le pratiche relative alla raccolta e gestione delle fonti orali e le tecniche audiovisive di registrazione di videointerviste e la successiva realizzazione di prodotti audiovisivi come documentari, video-presentazioni, installazioni audiovisive multimediali e interattive, spettacoli video-teatrali.
Il corso proporrà le basi metodologiche del lavoro dello storico con le fonti orali per poi focalizzarsi sulle questioni che riguardano la rielaborazione della memoria attraverso i linguaggi multimediali.
In particolare, si intende fornire gli strumenti e le prassi per svolgere attività di raccolta delle fonti orali, dalla formulazione delle ipotesi di ricerca alla selezione del campione di intervistati, dalla definizione del questionario alle tecniche di intervista. Ci si concentrerà poi su tutto il processo di realizzazione pratica dell’intervista: individuazione dell’ambiente più adatto e organizzazione del “set; composizione della “troupe/gruppo di lavoro”; uso della telecamera e delle attrezzature audio; rapporto intervistato-intervistatore; gestione degli imprevisti. Tutto il processo sarà messo in pratica direttamente dai partecipanti che realizzeranno, all’interno del corso e suddivisi in piccoli gruppi, una piccola ricerca di storia orale, in tutte le sue fasi.
Nel corso del lavoro si affronteranno alcune questioni etiche fondamentali: privacy e diffusione di informazioni personali; responsabilità del ricercatore; uso dell’immagine degli intervistati; rapporto tra intervistato e intervistatore; le implicazioni etiche legate ai media.
Il corso si concluderà con un focus sulla realizzazione di prodotti audiovisivi di carattere documentaristico e basati sull’utilizzo delle fonti orali fornendo ai partecipanti tutte le competenze di base necessarie alla postproduzione e alla realizzare un montaggio dei materiali raccolti nel corso della ricerca. A seconda dell’interesse dei partecipanti ci si focalizzerà sulla realizzazione di un cortometraggio documentaristico, sull’ideazione di un’installazione multimediale o sulla progettazione di uno spettacolo di teatro multimediale.
Si cercherà di proporre metodi e strumenti utili a replicare il lavoro svolto all’interno del contesto scolastico (scuole secondarie di primo e secondo grado), con attrezzature accessibili e costi ridotti, senza rinunciare al rigore metodologico e alla qualità del prodotto finale.

OBIETTIVI

− Riflettere sull’utilità della raccolta, analisi e rielaborazione delle interviste in formato audiovisivo come strumento didattico da utilizzare in diversi ambiti educativi;
− fornire le conoscenze di base in merito alle metodologie e alle tecniche della storia orale in tutte le fasi, dalla definizione della ricerca alla realizzazione e analisi delle interviste;
− proporre moduli di lavoro da utilizzare nelle classi;
− fornire le competenze necessarie, in ambito tecnico, per la realizzazione di un’intervista: uso delle telecamere (sia professionali, consumer, smartphone) e utilizzo di attrezzature per la registrazione dell’audio;
− fornire le competenze tecniche per la realizzazione di un montaggio audiovisivo finalizzato alla creazione di un cortometraggio documentaristico, di un’installazione multimediale o di uno spettacolo di teatro multimediale;
− favorire la discussione sulle buone pratiche da adottare in classe;
− proporre strumenti di lavoro economici e di facile reperibilità;
− proporre alcuni esempi di progetti educativi già realizzati in questo ambito con le scuole secondarie di primo e secondo grado.

PROGRAMMA

Prima sessione. Storia e metodologia della storia orale (3 ore)

− La prima sessione del corso sarà dedicata alla metodologia della storia orale e in particolare dell’intervista biografica aperta: breve excursus sulla storia orale; metodologia di raccolta delle fonti orali; strutturazione di un questionario aperto; questioni etiche e deontologiche.
− La riflessione si focalizzerà poi sul ruolo delle fonti orali nella ricerca storica e in particolare sulle potenzialità offerte nei processi di divulgazione e racconto della storia, soprattutto all’interno delle scuole.
− Si porteranno alcuni esempi di ricerche svolte dall’Istituto storico di Reggio Emilia legati in particolare alla storia della Resistenza e del secondo conflitto mondiale nella provincia reggiana con riferimenti ai documentari e archivi on-line realizzati negli ultimi anni da Istoreco.
− Sarà proposta la visione e analisi di diversi tipi di interviste “grezze”, per valutarne punti di forza e criticità, a seconda degli obiettivi, dei contesti e dei mezzi a disposizione.

Seconda sessione. Il linguaggio audiovisivo (3 ore)

La seconda sessione sarà dedicata al linguaggio audiovisivo e alle attrezzature necessarie.
– Elementi di grammatica e linguaggio cinematografico: i codici, la scala dei piani, i movimenti di macchina, i raccordi, la profondità di campo, l’uso delle scritte.
– La colonna sonora: voce, musiche e rumori; il montaggio sonoro; colonne sonore originali e di repertorio; atmosfera ed effetti; dove reperire brani musicali gratuiti.

Terza sessione. Gli strumenti (3 ore)

La terza sessione sarà dedicata ad un approfondimento sugli strumenti necessari e a disposizione dello storico orale. L’intento è quello di comprendere quali sono le potenzialità che le differenti attrezzature offrono al ricercatore, valutandone pregi e difetti e valutando le soluzioni migliori da adottare all’interno dei contesti scolastici.
– L’attrezzatura video professionale e amatoriale: telecamere, fotocamere digitali e smartphone. Cavalletti e treppiedi.
– Attrezzature audio: registratori audio professionali e consumer, smartphone, microfoni da telecamera (microfoni integrati, pulci, giraffe, gelati).
– Lo zainetto dell’oralista: tutti gli accessori da portarsi con sé per affrontare imprevisti ed emergenze.

Quarta sessione. Workshop per la realizzazione di un prodotto audiovisivo (12 ore)

La sessione, intensiva, sarà dedicata alla realizzazione, in tutte le sue fasi, di un prodotto audiovisivo basato sulle fonti orali. Poiché l’intento è quello di simulare un possibile intervento all’interno di classi scolastiche, il lavoro sarà impostato con attrezzature economiche e tempi stretti.
– La creazione della troupe e suddivisione dei ruoli.
– L’individuazione dei testimoni e la strutturazione del questionario.
– Il piano di lavorazione.
– Le riprese delle testimonianze in interni ed esterni.
– Le riprese delle immagini di contestualizzazione.
– Riprese audio.
– Postproduzione (montaggio, effetti, elaborazione del suono) finalizzato a: realizzazione documentario / installazione multimediale / spettacolo video/teatrale.
– L’allestimento (nel caso di installazione/spettacolo teatrale).

I partecipanti lavoreranno suddivisi in gruppi di 4 persone coordinati da un tutor regista/videomaker. I membri di ogni gruppo avranno modo di sperimentare in prima persona tutte le fasi del processo di realizzazione di un prodotto audiovisivo basato sulle fonti orali, dalla realizzazione dell’interviste, alle riprese al montaggio.

Quinta sessione. Visione e discussione (2 ore)

Proiezione e presentazione dei lavori realizzati e discussione.

DATE E ORARI
Padova (date aggiornate)
10, 17, 24 aprile ore 16.00 – 19.00
4 maggio ore 16.00 – 20.00
5 maggio ore 10.00 – 18.00

Udine
21 e 28 marzo, 4 aprile ore 16.00 – 19.00
7-8 aprile ore 10.00 – 13.00 – 14.00 – 18.00

Reggio Emilia
22 e 27 marzo, 5 aprile ore 16.00 – 19.00
14-15 aprile ore 10.00 – 13.00 – 14.00-18.00

 

PROGRAMMA SPECIFICO PER OGNI TAPPA
Programma PADOVA

Programma UDINE

Programma REGGIO EMILIA

 

ISCRIZIONI
Docenti MIUR: iscrizione diretta attraverso il portale SOFIA del MIUR
http://www.istruzione.it/pdgf/

Chi non è docente MIUR può iscriversi mandando una mail a segreteria@quarantasettezeroquattro.it

Per informazioni: Alessandro Cattunar – 3381411435

PARTECIPANTI
min 12 – max 16 per ogni tappa

QUOTA D’ISCRIZIONE
260 euro con possibilità di usare bonus docente.
Info: segreteria@quarantasettezeroquattro.it
www.quarantasettezeroquattro.it/portfolio/riprendere-la-memoria/

IL CORSO E’ RICONOSCIUTO DAL MIUR

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TASTO SPENDI QUI-01
 

ORGANIZZATO DA
3 loghi congiunti

Nice to Meet You – A Performative Welcome Guide for New Citizens

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Fiumicello

18 settembre – 7 ottobre

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Il progetto Nice to Meet You è promosso dal Comune di Fiumicello (ITA) e dal Comune di Postojna (SLO) e gestito dall’Associazione Quarantasettezeroquattro all’interno del programma ECAEA Europe for Citizens – Town Twinning.
Il progetto di gemellaggio intende contrastare i pregiudizi e la stigmatizzazione nei confronti dei richiedenti asilo e rifugiati, promuovendo la loro accettazione e integrazione come cittadini a tutti gli effetti nelle comunità di accoglienza.
Nello specifico il progetto intende focalizzarsi su piccole comunità che accolgono gruppi di richiedenti asilo relativamente limitati e omogenei sul piano etnico/dei paesi di provenienza.
Le attività proposte sono tese a promuovere i contatti la conoscenza e l’accettazione reciproca fra i cittadini dei due paesi partner del gemellaggio e i richiedenti asilo-rifugiati presenti sul territori, favorendo un confronto che si focalizzi sui giovani e sul mondo del lavoro.

I cittadini di Fiumicello e Postojna amplieranno le conoscenze dei reciproci contesti nazionali, individueranno tratti comuni e relative diversità, con specificità sulle politiche locali, nazionali e comunitarie relative ai migranti, attraverso una varietà di attività di dialogo e confronto. Il focus sarà sui migranti, i discorsi pubblici che li riguardano veicolati attraverso i mezzi di comunicazione, l’immaginario individuale e gli stereotipi, ma anche sulle misure concrete messe in campo dall’Europa, dai governi nazionali, dalle amministrazioni locali e dai gruppi di volontariato. L’intento è quello di ragionare sugli stereotipi che vengono creati e diffusi nel discorso pubblico e verificarne l’effettiva presa all’interno dell’immaginario di ognuno. Al centro dell’attenzione la partecipazione attiva dei cittadini di Fiumicello e Postojna in questioni che li riguardano da vicino, come la presenza di migranti sul territorio in cui vivono e che potenzialmente destabilizzano le loro piccole comunità. Il progetto intende favorire occasioni di contatto e dialogo tra i cittadini di Fiumicello, Postojna e gli stessi richiedenti asilo presenti sui due territori documentandoli attraverso brevi videointerviste.

Attività

1 – ricerca: a Fiumicello e a Postojna, 50 cittadini appartenenti a vari target – studenti, volontari, lavoratori, pensionati, facilitati da esperti:
– raccoglieranno informazioni massmediatiche sui migranti, con un focus sul territorio locale;
– individueranno le misure legislative a livello nazionale e comunitario con ricadute locali e le azioni messe in campo da associazioni, volontari e amministrazioni per favorire l’accoglienza o affrontare la “questione migranti”.
2 – video-interviste a Fiumicello e Postojna in cui i gruppi di lavoro chiederanno a rispettivi concittadini di descrivere i migranti e le motivazioni che a loro parere li hanno mossi a venire in Europa, oltre un parere personale sulla situazione attuale. Le video-interviste saranno rivolte sia a persone comuni sia a testimoni privilegiati. Verranno realizzate anche alcune brevi video-interviste con migranti presenti sul territorio, facilitate da mediatori culturali e linguistici e finalizzate alla reciproca conoscenza; sottotitolate in inglese, italiano e sloveno per una migliore circuitazione costituiranno parte integrante del lavoro di progettazione partecipata e dello spettacolo multimediale conclusivo.
3 – Italiani e sloveni, assieme ad alcuni migranti dislocati nella zona di Fiumicello, si incontreranno a Fiumicello il 30 settembre 2017 partecipando a incontri informali, performance e attività in partecipazione tese a produrre le mappe concettuali e i primi script per progettare il canovaccio di uno spettacolo teatrale multimediale. Dopo l’accoglienza e la presentazione delle attività, si svolgerà un World Lunch in cui i partecipanti potranno confrontarsi sulle molteplici questioni che riguardano l’accoglienza dei richiedenti asilo. Un workshop di Teatro dell’Oppresso porterà alla drammatizzazione di alcune situazioni cardine nell’ambito dell’accoglienza e integrazione degli immigrati. Dopo un pranzo comunitario avrà luogo un creative problem solving per dare suggerimenti per una guida alle buone pratiche di accoglienza. La giornata si concluderà con una cena comunitaria accompagnata da una performance musicale.
4 – 7 cittadini di Postojna insieme a 7 cittadini italiani e ad alcuni richiedenti asilo parteciperanno a un laboratorio di teatro multimediale e sociale condotto dalle attrici Desy Gialuz e Natalie Norma Fella e dal videomaker Ruben Vuaran. Nella performance finale si proporrà una sorta di “guida” per una nuova immagine dei migranti, volta ad abbattere alcuni degli stereotipi più diffusi. I partecipanti al workshop saranno ospitati dalle famiglie di Fiumicello, a loro volta coinvolte nei processi di confronto, progettazione partecipata e in alcuni casi anche nella realizzazione dello spettacolo. Obiettivo è porre le basi per un’accettazione della accoglienza diffusa, anche in famiglia, dei migranti.
5 – La performance multimediale frutto del workshop sarà presentata ufficialmente all’interno del programma del festival Contaminazioni Digitali il 7 ottobre 2017 a Fiumicello. A fine spettacolo, tutti i partecipanti verranno invitati a partecipare a un World Caffè in cui discutere sui temi trattati, incrementare la conoscenza e abbattere ulteriormente alcune barriere di diffidenza reciproca. Nel corso della mattina sarà organizzato un convegno sulle buone pratiche di accoglienza con rappresentati delle principali organizzazioni italiane e slovene che gestiscono l’ospitalità.

Le attività previste il 30 settembre e il 7 ottobre sono aperte a tutti gli interessati.

Progetto finanziato da
EACEA Europe For Citizens – Town Twinning

Lead partner
Comune di Fiumicello

Parner
Comune di Kostanjevica

a cura di
Associazione Quarantasettezeroquattro

in collaborazione con
Kulturno izobraževalno društvo Pina (Koper)
Cooperativa Thiel (Fiumicello)

TOPOGRAFIE DELLA MEMORIA – VISITE GUIDATE

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TDM 2019 Scritta DEF

Un percorso multimediale e interattivo tra i luoghi della memoria e le memorie dei luoghi.

Accedi al museo diffuso direttamente da casa seguendo questo link

www.topografiedellamemoria.it

“Topografie della memoria – Museo diffuso dell’area di confine” si configura come il primTDM 2019 Cartolina Fronte 1o esempio, in Italia, di  museo transfrontaliero a cielo aperto, un percorso interattivo e multimediale che collega luoghi significativi non solo per la storia ufficiale ma anche per quella individuale dei cittadini di Gorizia e Nova Gorica.

 

Il nucleo centrale dell’iniziativa è la raccolta delle testimonianze orali, delle storie di vita dei cittadini che hanno vissuto nell’area di confine nella prima metà del Novecento. A partire dai racconti di vita sono stati selezionati e “riattivati” una serie di luoghi sensibili sotto il profilo della memoria pubblica e privata.

Si è creata così una nuova “mappa” storica ed emotiva del territorio: una topografia della memoria dell’area di confine. Il visitatore può percorrere un itinerario composto da 10 tappe (6 a Gorizia e 4 a Nova Gorica) in cui sono stati collocati dei totem in ferro battuto che propongono diverse modalità di fruizione.

I TOTEM INTERATTIVI

All’interno del percorso proposto, ogni tappa diventa uno spazio da scoprire e approfondire.  I totem offrono, a un primo livello di fruizione, una “didascalia” trilingue (in italiano, sloveno ed inglese) che lascia emergere la stratificazione di memorie ed eventi che hanno caratterizzato ogni singolo luogo nella storia del Novecento.

Le installazioni invitano poi il visitatore ad osservare lo spazio che lo circonda attraverso dei veri e propri punti di vista che indirizzano lo sguardo verso prospettive insolite. L’intento è quello di stimolare una visione, attiva e curiosa, a 360 gradi.

Attraverso un qualsiasi dispositivo connesso a

internet (tablet, smartphone, pc) è possibile inoltre fotografare un codice QR che consente l’accesso immediato a una serie di contenuti multimediali e audiovisivi:  l’interazione tra interviste, filmati di famiglia e fotografie permette di cogliere le molteplici memorie e ricordi immergendosi nelle “vite degli altri”. Si possono così osservare gli spazi come sono oggi e al contempo ascoltare i racconti dei testimoni, lasciandosi guidare dalle percezioni di coloro che hanno vissuto nel passato.

I contenuti multimediali sono fruibili direttamente in ognuna delle dieci tappe anche connettendosi all’indirizzo confine.todm.it e digitando il numero della stazione in cui ci si trova, oppure da casa all’indirizzo www.topografiedellamemoria.it.

La storia “incarnata” nella voce e nei corpi dei testimoni garantisce una capacità di coinvolgimento emotivo importante per la trasmissione della conoscenza storica. Le storie raccontate dialogano con la storia ufficiale che, in alcuni casi, lascia tracce indelebili nel territorio mentre in altri non si conserva all’interno degli spazi ma solo nelle memorie delle persone e delle comunità. Il progetto intende quindi favorire il recupero della memoria locale e la valorizzazione della specificità storica dei luoghi della città spesso dimenticati o nascosti.

LE VISITE GUIDATE

Le modalità di fruizione offerte dal museo e la varietà dei contenuti proposti rendono “Topografie della memoria” uno strumento didattico ed educativo particolarmente originale.

In queste visite guidate i partecipanti ricopriranno un ruolo attivo, “agendo” direttamente con i propri smartphone e tablet: potranno visualizzare filmati e linee del tempo interattive, ascoltare le voci dei testimoni e contribuire allo sviluppo del museo stesso lasciando dei post-it virtuali con i propri ricordi.

La visita virtuale si accompagnerà all’esplorazione fisica del territorio cittadino e al confronto/dialogo con le guide e i docenti. L’intento è quello di fare un viaggio comunitario attraverso i luoghi, le testimonianze e le immagini che caratterizzarono l’area di confine nella prima metà del Novecento.

Un percorso che consentirà agli studenti di comprendere alcuni dei complessi eventi che segnarono queste terre in un periodo che va dalla fine della Prima guerra mondiale fino alla firma dei Trattati di pace di Parigi (1947). Un percorso che si focalizzerà, oltre che sui fatti, anche sui sentimenti delle persone, sulle speranze e le paure, sui rapporti tra le diverse comunità e sui segni che la storia ha lasciato nella città odierna.

Sono previste visite guidate da una giornata e da mezza giornata.

La durata e le tappe potranno essere concordati col fine di adattarli ai programmi di studio.

Per costi, info e prenotazioni: segreteria@quarantasettezeroquattro.it

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LE TAPPE


Visualizza Topografie della memoria – Museo diffuso dell’area di confine in una mappa di dimensioni maggiori

1. Parco della Rimembranza (ITA)

2. Trgovski Dom – Giardini Pubblici (ITA)

3. Via Roma (ITA)

4. PIazza Vittoria (ITA)

5. Valico di Casa Rossa – Rožna Dolina (SLO)

6. Valico del Rafut (ITA)

7. Kostanjeviška Cesta – Valico del Rafut (SLO)

8. Piazzale della Transalpina (ITA)

9. Trg Evrope (SLO)

10. Bevkov Trg (SLO)

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IMMAGINI

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INFO E CONTATTI

Associazione Quarantasettezeroquattro

Corso Italia 182 – 34170 Gorizia

tel. +39.338.1411435

segreteria@quarantasettezeroquattro.it

www.quarantasettezeroquattro.it

www.topografiedellamemoria.it

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Un progetto di

Associazione Culturale Quarantasettezeroquattro (Gorizia)

In collaborazione con

Muzej Novejše zgodovine Slovenije

Con il supporto del programma Europe for Citizens

Unione Europea

Con il finanziamento di

Regione Friuli Venezia Giulia

Provincia di Gorizia

Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia

Partners

Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione (IRSML) – Trieste

Università degli Studi di Udine – DAMS di Gorizia

Università di Trieste – Dipartimento di ingegneria e architettura

Università di Lubiana – Dipartimento di Storia

Associazione Isonzo-Soča (Gorizia)

ISIG – Istituto di sociologia internazionale di Gorizia

Associazione Palazzo del Cinema – Mediateca provinciale di Gorizia

Aiso – Associazione Italiana di Storia Orale (Roma)

Icbsa – Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi (Roma)