La memoria restituita / Performance multimediale itinerante

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LA MEMORIA RESTITUITA

Un percorso multimediale tra le storie dei ricoverati-lavoratori dell’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Gorizia.

un progetto di: Quarantasettezeroquattro
in collaborazione con: Lunatico Festival
regia: Chiara Perini
ricerche d’archivio e consulenza scientifica: Sara Fantin / La Collina cooperativa sociale
videoproiezioni: Andrea Colbacchini
sistemi interattivi: Paolo Scoppola
coreografie: Sarah Taylor
con: Sergio Pancaldi e Sara Taylor
con la partecipazione di
Oltre Quella Sedia – compagnia di Teatro Interesshante:
Arianna Ballarin, Corrado Canu, Stefano Pincin, Cecilia Tomsig, Marco Tortul, Lina Veccia
musiche live: Paolo Scoppola

si ringraziano per la collaborazione:
Elisa Stocco / CSM di Gorizia
Ilaria Bastiani / La Collina cooperativa sociale
Cristina Gregoris

Ingresso gratuito

Ritrovo: spiazzo antistante il padiglione esterno..

 


LO SPETTACOLO
La performance multimediale itinerante “La memoria restituita” prende spunto dalla ricerca archivistica che sta portando in luce documenti, cartelle cliniche e resoconti dell’archivio dell’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Gorizia con l’intenzione di condividere con gli spettatori alcune delle tante possibili storie del manicomio in cui ebbe inizio la riforma della psichiatria italiana. Franco Basaglia, direttore dell’ex-opp di Gorizia dal 1961 al 1969, sperimentò nella struttura goriziana un modus operandi che portò alla formulazione delle legge 180 del ’78 con conseguente smantellamento della struttura manicomiale italiana a cui farà seguito lo sviluppo dei Centri di Igiene Mentale, oggi Centri di Salute Mentale, attivi su tutto il territorio nazionale. Il focus della performance sono i pazienti-lavoratori. Dall’ergoterapia degli anni ’30 alle attività occupazionali promosse nel periodo basagliano fino alle attuali borse lavoro offerte ai pazienti dei Centri di Salute Mentale. Gli spettatori seguiranno un percorso che dall’interazione tra videomapping e lettura scenica approderà al teatro multimediale e alla performance di danza per concludersi con un’installazione interattiva che li porterà a farsi protagonisti diretti di questa esperienza mediatica.


OLTRE QUELLA SEDIA
A partire da un percorso di teatro sperimentale nel 2002 nasce “Oltre quella sedia”; nel 2009 “Oltre Quella Sedia” diventa associazione di promozione sociale e offre una proposta teatrale tesa alla ricerca della valorizzazione delle abilità e delle capacità del singolo che trasformano in ricchezza del gruppo, creando spettacoli che non si fermino al palcoscenico, ma “inondino” lo spettatore con messaggi ed emozioni. Lo spettacolo utilizza l’espressione corporea, la voce, le parole (intese come significanti e come significato), il movimento, le musiche, il silenzio e mette in contrapposizione momenti corali a momenti di espressione individuale, dando vita ad assonanze e dissonanze e lavorando sul gesto che diventa azione consapevole e che passa da grande a estremamente misurato, da veloce a ostinatamente lento, fino ad arrivare all’immobilità, per sottolineare il suo respiro.
Gli attori si muovono sul palco, realizzando momenti dinamici e statici come in una sorta di album di famiglia che si sfoglia, soffermandosi a ogni foto. Ognuna di esse appartiene a una storia, a un vissuto di sentimenti e sensazioni da condividere con lo spettatore che viene avvolto dalle emozioni, stravolto nei pensieri e reso protagonista di un’opera d’arte.

SERGIO PANCALDI
Segio Pancaldi è attore dal 1997 quando sotto la guida artistica di Aldo Vivoda inizia la sua collaborazione con la compagnia teatrale Petit Soleil. Attualmente collabora con Hangar Teatri ed è insegnante e regista al CUT Trieste – Centro Universitario Teatrale di Trieste. In passato ha lavorato con l’Accademia della Follia e con la Fabbrica delle Bucce.

SARAH TAYLOR
Danzatrice e coreografa formatasi all’Australian Ballet School secondo le tecniche Cunningham e Graham; si è perfezionata presso la Martha Graham School a New York.
Dal 2010 collabora con la compagnia del Balletto di Roma in qualità di maître de ballet del corpo di ballo e assistente ripetitrice dei coreografi ospiti.

Interessata alla danza interattiva e alle nuove tecnologie ha collaborato con la Graz University of Technology e con il dipartimento di musica elettronica del Conservatorio “G. Tartini” di Trieste.

Per 10 anni ha collaborato con l’Accademia della Follia e ha diretto la coreografia di Divercity@040: psico-musical (regia di Claudio Misculin).

PAOLO SCOPPOLA
Paolo Scoppola, laurea in informatica presso l’Università “La Sapienza”, è un video artista e musicista. Ha lavorato per diverse aziende italiane nel campo della grafica 3D, producendo nel frattempo musiche per documentari e sigle televisive.Realizza video installazioni interattive su grandi schermi producendo software, musiche e immagini.
Nel corso della performance multimediale “La memoria ritrovata” viene utilizzata la sua installazione interattiva “Air Drops”. Scoppola assiste alla realizzazione del disegno di luce e dialoga con lo spettatore/pittore attraverso le note di un pianoforte.

DUE SOLDATI, DUE STORIE, UN’UNICA GRANDE GUERRA

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Cortometraggio

Laboratorio a cura di: Alessandro Cattunar
Docente Referente: Francesca Turchetto
Testi scritti dagli studenti delle classi terze della scuola secondaria di primo grado “G. D’Artegna” di Artegna
Interviste realizzate dagli studenti delle classi terze della scuola secondaria di primo grado “G. D’Artegna” di Artegna.
Regia, riprese e montaggio: Ruben Vuaran

A cura di: Associazione Quarantasettezeroquattro e Rete Sbilf

 

Una ricerca sul campo, alla scoperta di due storie avvenute nello stesso luogo: Cercivento.
La vicenda dei fucilati di Cercivento è ormai entrata a far parte del dibattito pubblico. La sorte di quattro giovani soldati fucilati per aver contestato un ordine suicida è uno degli episodi che meglio racconta l’assurdità della Prima guerra mondiale, delle sue logiche e delle conseguenze che ebbe sulle persone e le comunità.

In questo cortometraggio gli studenti di Artegna vanno alla scoperta di un territorio e di due storie di vita: quella di Silvio Ortis fucilato, appunto, a Cercivento e quella di Leonardo Adotti, goniometria, che fu decorato per il suo valore militare.
Due destini solo apparentemente opposti.

LA DIGNITA’ OFFESA

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Spettacolo Video-Teatrale

 

progetto a cura di: Alessandro Cattunar, Natalie Norma Fella
docenti referenti: Flavia Valerio, Francesca Turchetto
laboratori didattici e regia teatrale: Alessandro Cattunar, Natalie Norma Fella
video: Ruben Vuaran
sceneggiatura: Natalie Norma Fella
musiche dal vivo: Paolo Paron

Uno spettacolo di teatro multimediale / una ricostruzione della vicenda degli IMI durante la Seconda guerra mondiale / due storie di vita che si incontrano alla stazione di Artegna: un soldato di Rimini deportato dai nazisti e una ragazza che gli presta soccorso. La storia di Umberto Tamburini e Fides Jacuzzi.

In occasione della Giornata della Memoria 2016,
l’Associazione Quarantasettezeroquattro ha curato il progetto “I ragazzi ricordano la Shoah” coinvolgendo 40 studenti della Scuola secondaria “G.D’Artegna” di Artegna e 10 studenti dell’Istituto Magrini-Marchetti di Gemona.
Il progetto si proponeva di introdurre gli studenti alla storia dei totalitarismi, della Seconda guerra mondiale, delle deportazioni e delle resistenze con un approccio laboratoriale.

Nello specifico, si è posto al centro dell’attenzione la vicenda storica degli IMI, gli Internati Militari Italiani, deportati verso i campi di prigionia in Germania a seguito dell’Armistizio dell’8 settembre.
Le attività laboratoriali e di riflessione hanno preso spunto dalla biografia di Umberto Tamburini, oggi 94enne, originario di Rimini. Ai tempi del secondo conflitto mondiale Tamburini fu mandato militare a Fiume da dove, all’indomani dell’Armistizio, venne prelevato insieme a molti commilitoni per essere deportato nei campi di internamento a Berlino. Dopo una breve sosta alla Risiera di San Sabba il suo convoglio fece tappa alla stazione di Artegna dove un gruppo di donne si organizzò per prestare soccorso ai prigionieri, offrendo loro cibo e acqua. Durante la breve permanenza sui binari di Artegna i prigionieri ebbero l’opportunità di lasciar cadere dal vagone alcuni bigliettini con le loro generalità che vennero raccolti dalle donne di Artegna e recapitati alle famiglie, per far sapere che i loro cari erano ancora in vita e destinati a lunghi mesi di prigionia.
Umberto Tamburini sopravvisse al durissimo lavoro in diversi campi in Germania, da cui riuscì a fuggire per far ritorno a casa, a Rimini.

La storia di Umberto Tamburini e delle donne che gli prestarono soccorso durante la sua deportazione verso la Germania viene ricostruita attraverso un dialogo tra passato e presente, tra sguardi e punti di vista, tra videoproiezioni e reading sul palco.