CITTADINI DEL TEMPO. Conoscere, riflettere, agire

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Il progetto “Cittadini del tempo” è un progetto educativo “quadro” all’interno del quale rientrano diversi laboratori, visite guidate e corsi di aggiornamento sviluppati dall’associazione Quarantasettezeroquattro in parternariato con la rete di scuole dell’Alto Friuli “Sbilf”.

Il progetto è Finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia all’interno dei Progetti speciali in cui è risultato primo classificato (95/100).

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IMG_2566OBIETTIVI

Sviluppare e promuovere le competenze chiave con la consapevolezza che la cittadinanza va non solo insegnata ma anche “praticata”:

attraverso la sperimentazione, in prima persona, delle procedure democratiche che, consentendo un dialogo partecipato e responsabile, favoriscono l’analisi e la gestione dei conflitti;

  • attraverso la riflessione sui diritti-doveri fondamentali dei cittadini;
  • stimolando il superamento di ogni visione unilaterale dei problemi e favorendo l’emergere di punti di vista “altri” tali da favorire il contenimento delle discriminazioni e promuovere l’inclusione di soggetti svantaggiati;
  • utilizzando consapevolmente le tecnologie come ambienti di formazione dell’esperienza e di condivisione della conoscenza;
  • moltiplicando le occasioni di alleanze educative tra gli attori della comunità educante di ogni territorio.

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Foto per 2 giugno lowATTIVITA’ PREVISTE

Le attività previste, che si svolgeranno in orario scolastico, declinano il concetto di cittadinanza (attiva ed europea) a diversi livelli e in varie modalità:

Una Costituzione (in)Comune (IV-V primaria/I-II-III sspg): laboratorio sui diritti e i doveri fondamentali dei cittadini, sulle procedure democratiche, sulla Costituzione italiana, sulla sua storia e la sua attualità attraverso una modalità creativa e partecipata. Una riflessione generale che trova modalità concrete di applicazione nei contesti locali, lasciando emergere i bisogni e le proposte dei ragazzi per il loro territorio. Le attività sono tese al confronto e orientate a far emergere le esigenze degli altri abitanti della comunità (anziani, disabili, immigrati etc.) nell’ottica di una maggior consapevolezza e responsabilizzazione verso le categorie svantaggiate.Il prodotto finale è la realizzazione di una video-costituzione.

(Ri)prendere la memoria (II-III sspg): laboratorio di storia e audiovisivi sul Novecento. Il punto di partenza sarà la realizzazione di interviste ai testimoni da cui far emergere una molteplicità di punti di vista, opinioni, esperienze, culture che confluiranno in un breve filmato.  Si agirà contemporaneamente su due piani: il locale, la propria comunità, il proprio vissuto; il confronto con l’altro, con nuovi stimoli, con l’Europa e il mondo.

La memoria siamo noi (III sspg): un percorso didattico sulla Shoah e i totalitarismi che non intende limitarsi alle commemorazioni della Giornata della memoria ma che, superando lo stadio emotivo,  vuole stimolare una comprensione globale degli avvenimenti. Sono previsti 5 incontri prima e dopo il 27 gennaio con storici esperti, testimoni diretti dei fatti, attività laboratoriali (con utilizzo di media alternativi quali film, fumetti, albi illustrati etc.) e una visita ai luoghi della memoria ebraica regionale.

I media tra linguaggi e tecniche (docenti): seminari di aggiornamento per supportare gli insegnati nella scelta di apparati integrativi ai libri di testo quali veicolo privilegiato per approfondimenti su alcune tematiche: storia, cittadinanza attiva, inclusione della diversità, integrazione sociale. Particolare attenzione sarà posta sui nuovi linguaggi audiovisivi (produzioni web, film, serie tv, documentari…) ma anche sulle novità editoriali per ragazzi.

Topografie della memoria (II-III sspg): laboratorio multimediale a cielo aperto lungo il confine italo-sloveno.

 

LA GUERRA DEGLI ALTRI: ITALIANI, SLOVENI E UNGHERESI DI FRONTE ALLA GRANDE GUERRA

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80 Studenti delle scuole di Gorizia (Italia), Debrecen (Ungheria) e Oradea (Romania) coinvolti in un progetto didattico finalizzato a scoprire come la memoria della grande guerra si è trasmessa attraverso le generazioni, i miti e le autorappresentazioni nazionali.

Uno scambio scolastico che favorirà la reciproca conoscenza, lo scambio di punti di vista e la scoperta dei più significativi luoghi della memoria.

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IL PROGETTO

Il progetto intende avviare una riflessione sull’importanza della pacifica convivenza fra le popolazioni europee, mettendo in contatto e a confronto giovani italiani, sloveni e ungheresi.

Al centro della riflessione verrà posta la presenza di soldati magiari sul fronte isontino durante la prima guerra mondiale: soldati italiani e ungheresi si fronteggiarono in provincia di Gorizia in uno dei fronti europei più crudeli, tanto che il nome di Doberdò riecheggia ancora forte nella memoria collettiva magiara come luogo di privazioni e morte.

Il progetto si articola su diversi livelli che hanno l’obiettivo di avviare un ragionamento sul significato che lo scoppio della guerra e l’esperienza del fronte hanno rappresentato per i due popoli, così da offrire alle giovani generazioni uno spunto di meditazione sul conflitto, sui rapporti fra popolazioni differenti e sull’importanza della pace.

Il progetto si avvierà con una fase di ricerca storico-didattica tesa ad analizzare: la convivenza fra popolazioni di diversa nazionalità e cultura all’interno dell’Impero Austro-ungarico; l’impatto dello scoppio della guerra su queste popolazioni; la presenza dei reggimenti ungheresi sul fronte isontino; i luoghi di combattimento; la presenza di monumenti e luoghi commemorativi; l’immaginario che le giovani generazioni italiane, slovene e ungheresi hanno dei fatti relativi alla Grande guerra. Tale analisi avrà l’obiettivo di proporre strumenti didattici e materiali di approfondimento rivolti specificamente agli studenti delle scuole superiori e vedrà il coinvolgimento di storici, esperti di storia e società ungherese, educatori, docenti delle scuole italiane e ungheresi.

Il nucleo centrale del progetto è rappresentato da uno scambio scolastico fra scuole secondarie di secondo grado del Friuli Venezia Giulia (di lingua italiana e slovena), una scuola superiore bilingue italo-ungherese di Debrecen (Ungheria) e una di lingua ungherese di Oradea (Romania, con insegnamento della lingua italiana). Le scuole di Debrecen e Oradea sono state scelte perché alcuni reggimenti dell’esercito asburgico provenivano da queste città.

Le classi delle scuole italiane che aderiscono al progetto saranno coinvolte in attività laboratoriali, di studio e di riflessione che si svolgeranno su un lungo periodo, prima, durante e dopo gli effettivi giorni previsti per lo scambio.

 

OBIETTIVI PRIORITARI

– promuovere e incentivare il confronto fra ricercatori e studiosi italiani e ungheresi attraverso la ricerca storica e la produzione di nuovi materiali didattici;

– far realizzare agli studenti una mappatura emotiva (e personale) dei luoghi della memoria sconosciuti o poco valorizzati relativi alla presenza ungherese durante il primo conflitto mondiale;

– sfruttare le tecniche dello storytelling georeferenziato per realizzare uno strumento turistico economico ed efficace fruibile tramite smartphone e tablet;

– far riflettere le giovani generazioni sui drammi e sul trauma che il conflitto mondiale ha rappresentato per l’intera Europa. A tal proposito si proporrà agli studenti coinvolti nello scambio un percorso didattico focalizzato sul peso che le rispettive città hanno dovuto subire durante la guerra.

 

PROGRAMMA INDICATIVO

Nelle scuole italiane – Prima dello scambio si prevedono:

 

Introduzione alla società di inizio Novecento e alle vicende che portarono al Primo conflitto mondiale. Accenni alle principali fasi della guerra. (A cura dei docenti interni col sostegno degli storici di Quarantasettezeroquattro) ottobre-dicembre
2 incontri di contestualizzazione focalizzati sulla presenza Ungherese nell’area di Doberdò-Sagrado e sui meccanismi di rielaborazione della memoria della guerra con storici ed esperti metà gennaio – inizio febbraio
2 mezze giornate di visite ai luoghi che hanno visto la presenza dei soldati ungheresi (area di Doberdò, Museo all’aperto di San Michele del Carso e San Martino del Carso); inizio febbraio – inizio marzo
Elaborazione di una guida-virtuale attraverso un programma di storytelling georeferenziato che consentirà ad ogni studente di creare un suo itinerario tra i luoghi visitati facendo interagire fotografie, voci e musiche, rendendoli poi disponibili in rete. Tali narrazioni verranno inviate agli studenti ungheresi e romeni che così potranno farsi un’idea dei luoghi che visiteranno. durante le visite
Convegno sulla rielaborazione della memoria della guerra in Italia e Ungheria aprile 2015

 

Nelle scuole ungheresi e romene – Prima dello scambio si prevedono:

 

Introduzione alla società di inizio Novecento e alle vicende che portarono al Primo conflitto mondiale. Accenni alle principali fasi della guerra. (A cura dei docenti interni col sostegno degli storici di Quarantasettezeroquattro) ottobre-dicembre
Rafforzamento dell’insegnamento della lingua italiana ottobre-aprile
2 incontri di contestualizzazione focalizzati sulla presenza Ungherese nell’area di Doberdò e sui meccanismi di rielaborazione della memoria della guerra in Ungheria con storici ed esperti metà gennaio – inizio febbraio

 

Prima fase dello scambio (1-4 marzo 2015)

  • presenza di 40 studenti Ungheresi e Rumeni a Gorizia e Trieste, ospitati per 4 giorni dalle famiglie degli studenti italiani;
  • visite ai principali monumenti e luoghi della memoria della Prima Guerra mondiale presenti nell’area di confine: Sacrario di Redipuglia, Musei provinciali di Gorizia, Museo e sacrario a Caporetto, Museo all’aperto di San Michele del Carso e San Martino del Carso; Il campo trincerato austro-ungarico di Ragogna; il Monte Hermada;
  • attività laboratoriali comuni agli studenti italiani, sloveni, ungheresi e romeni tese a riflettere criticamente: sulla percezione che i giovani provenienti da paesi diversi hanno della Prima guerra mondiale; sulla convivenza tra culture e nazionalità diverse all’interno di contesti plurinazionali (Impero Austro-ungarico; Unione europea); sulla trasmissione della memoria della Prima guerra mondiale nei diversi contesti nazionali;

Seconda fase dello scambio (19-22 aprile 2015)

  • Viaggio di 40 studenti italiani a Debrecen (Ungheria) o Oradea (Romania), ospitati dalle famiglie degli studenti locali;
  • Visita ai luoghi della memoria della Prima guerra mondiale in Ungheria e Romania;
  • attività di confronto e discussione.
  • Realizzazione di un prodotto audiovisivo messo a disposizione in rete sui principali social network.

 

PARTNER

Idea e coordinamento

Associazione Quaratasettezeroquattro – Gorizia

www.quarantasettezeroquattro.it

segreteria@quarantasettezeroquattro.it

 

Con  il contributo di

Regione autonoma Friuli Venezia Giulia

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Gruppo di Lavoro:

Alessandro Cattunar

Aron Coceancig (ref. per le scuole ungheresi e romene: 328.4423300)

Chiara Perini (ref. per le scuole italiane: 329.6598388)

Paola Tarantelli

 

Partner

–      Provincia di Gorizia

–      ISIG – Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia

–      Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione di Trieste

–      Associazione Culturale Italoungherese Del Friuli Venezia Giulia “Pier Paolo Vergerio

 

Scuole

–      Istituto Statale di istruzione con lingua d’insegnamento slovena “P. Trubar – S. Gregorcic” di Gorizia

–      Istituto Statale d’Istruzione Superiore “Brignoli – Einaudi – Marconi” di Gradisca d’Isonzo e Staranzano

–      Csokonai Vitéz Mihály Gimnázium –  Debrecen (H)

–      Ady Endre Líceum Nagyvárad – Oradea (RO)

 

 

MEMOBUS 2015 – Viaggiare per comprendere, malgrado tutto

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120 studenti delle scuole superiori

10 scuole coinvolte nelle provincie di Udine e Gorizia

 

 

Un’esperienza educativa per comprendere la storia e tramandare la memoria.

Un viaggio di formazione a Cracovia e ai campi di concentramento di Auschwitz-Birkenau.

Un percorso – al contempo fisico e ideale – all’interno delle memorie tragiche della Shoah e dei totalitarismi.

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IL PROGETTO

“Memobus” si fonda sulla convinzione che per mantenere e tramandare la memoria della Shoah sia necessario un lungo percorso che attraverso l’analisi, la riflessione, e l’immedesimazione, porti alla comprensione. La memoria, dunque, è comprensione e impegno.

Per questo motivo il progetto Memobus propone una visita a Cracovia e ai campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau come momento centrale di un’esperienza formativa più ampia e articolata che intende focalizzarsi sugli eventi, sui luoghi e sulle persone. Un’esperienza che si compone di lezioni interattive, incontri con i testimoni e laboratori per concludersi con un confronto diretto con i luoghi della memoria: i campi, ma anche il ghetto di Cracovia, il quartiere ebraico e il museo Schindler.

Dopo il viaggio i ragazzi saranno guidati da ricercatori, esperti, registi ed educatori in un percorso di rielaborazione dell’esperienza fatta attraverso i linguaggi del cinema, del teatro e della fotografia. L’obiettivo è ragionare sulle possibilità di raccontare, attraverso parole e immagini, attraverso la voce e la fisicità un periodo storico che, molte volte, è stata definità inimmaginabile. Perchè , malgrado tutto, tramandare la memoria e raccontare l’esperienza vissuta alla propria comunità è necessario soprattutto oggi che ci troviamo alla fine dell’ “Era del testimone”.

Il progetto gode del contributo determinante della Provincia di Gorizia.

 

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PENSIERO E IMMAGINAZIONE

IMG_2266Immaginare vuol dire fare uno sforzo di pensiero, di ragionamento. Significa provare a fare propria un’esperienza, inserendosi al suo interno, rapportandosi direttamente ad essa. Vuol dire, in un certo senso, abbattere le barriere che fanno percepire un determinato evento storico come definitivamente passato ed estraneo.

Questa è la sfida che intendiamo affrontare con il progetto “Memobus”.

La visita ai più grandi e importanti campi di sterminio concepiti dal regime nazista rappresenta un’esperienza di forte impatto emotivo e formativo.

Consente infatti agli studenti di confrontarsi direttamente con gli spazi che furono al centro di eventi che ormai possono apparire lontani e incomprensibili, se non addirittura inimmaginabili.

Più volte si è ripetuto che Auschwitz è impensabile, che la Shoah non è rappresentabile. Che l’esperienza del campo di sterminio è un limite invalicabile per l’immaginazione e per la narrazione. Tali constatazioni hanno contribuito a creare, attorno al problema dei campi di concentramento e  di sterminio – non solo degli ebrei, ma anche degli oppositori politici, di Rom e Sinti e di tutti coloro ritenuti inferiori o pericolosi dal regime di Hitler – una sorta di aura, relegandolo quasi in una dimensione di sacralità, in un universo a cui bisognava accostarsi con prudenza e riverenza.

Tale aura ha spesso rappresentato un ostacolo per coloro che intendevano, con i mezzi più diversi, avvicinarsi alla Shoah con l’intenzione di “raccontarla”, di tramandarla, di farla comprendere alle nuove generazioni.

Ma confinare la questione all’interno dell’“impensabile” vuol dire, in un certo senso, sbarazzarsi del problema, firmare una vera e propria dichiarazione d’impotenza. Per non lasciarsi sopraffare da questo sentimento, Hannah Arendt ha insistito sul fatto che «là dove il pensiero fallisce, proprio là il pensiero deve insistere e persistere, tentando magari vie diverse».

Non bisogna quindi parlare di inimmaginabile, ma bisogna anzi essere disposti a riconoscere che per sapere, per comprendere e per comunicare è innanzitutto necessario immaginare. «Dobbiamo provare a immaginare l’inferno di Auschwitz». Bisogna aprirsi all’«immaginazione,malgrado tutto»(G. Didi-Huberman).

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I LUOGHI E I TESTIMONI

 

Memobus 2015 Aprirsi alle possibilità dell’immaginazione nel momento in cui si vuole “spiegare”, “raccontare” alle nuove generazioni cos’è stata la Shoah è ancora più importante oggi, mentre ci si sta dirigendo verso la fine dell’ “era del testimone”.

Attraverso la collaborazione con l’ANED partecipanti al progetto avranno la possibilità di dialogare e confrontarsi con alcuni ex deportati e, attraverso i loro racconti, acquisire delle chiavi di lettura fondamentali per comprendere ciò che andranno a vedere. Al contempo, però, gli studenti avranno modo di riflettere sul fatto che, essendo l’ultima generazione a poter ascoltare le testimonianze dirette di chi visse quegli avvenimenti, sarà necessario “immaginare” e promuovere nuove modalità per mantenere e tramandare la memoria.

E questa sarà una loro responsabilità.

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ATTIVITA’ FORMATIVE

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Il progetto Memobus prevede cinque incontri di preparazione prima del viaggio e cinque incontri successivi al rientro con storici, docenti universitari, esperti e testimoni diretti dei fatti. Questi appuntamenti consentiranno di riflettere e dialogare sulla storia della prima metà del Novecento a livello europeo e italiano, ma anche di focalizzarsi sul contesto locale del Friuli Venezia Giulia, sulle complesse dinamiche che caratterizzarono un’area di confine abitata da diverse comunità nazionali, linguistiche, religiose e culturali. Inoltre, ci si confronterà con le dinamiche e le difficoltà che riguardano la trasmissione della memoria a livello pubblico e privato.

Storici ed educatori accompagneranno i ragazzi durante il viaggio e, sfruttando anche i momenti di convivialità, stimoleranno continuamente l’interazione e la discussione a vari livelli proponendo momenti di riflessione e rielaborazione individuali e di gruppo.

Supporto fondamentale alle attività formative sarà un’ampissima bibliografia che, oltre ai volumi di taglio saggistico, proporrà agli studenti albi illustrati, graphic novel, romanzi, testimonianze, film e documentari per esplorare diversi linguaggi e punti di vista.

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RACCONTARE LA SHOAH, MALGRADO TUTTO

Il progetto Memobus si basa sulla consapevolezza che ci troviamo ormai alla fine di quella fondamentale fase della “storia della memoria” che Annette Wieviorka ha definito “era del testimone”. E’ quindi necessario domandarsi cosa si può fare “dopo l’ultimo testimone” per tramandare alle generazioni future la memoria della Shoah e mantenere viva la riflessione su un tema che ha bisogno di essere ancora studiato e approfondito.

I partecipanti al progetto Memobus saranno posti di fronte a questa sfida in quanto avranno il compito di sperimentare nuovi modi di raccontare ai propri coetanei e a tutta la cittadinanza un pezzo di questa storia, filtrato attraverso la propria sensibilità. Cinema, teatro e fotografia saranno i linguaggi attraverso cui si cercherà di riflettere su alcuni temi fondamentali per comprendere l’ascesa dei totalitarismi in Europa e per capire “perché” e “come” si sia giunti alla decisione della “soluzione finale della questione ebraica”. Ci si focalizzerà in particolare su alcune parole chiave, declinate al plurale: “propagande”, “carnefici”, “zone grigie”, “resistenze”. Importante, infatti, è comprendere le molte sfaccettature, senza ridurre la riflessione a stereotipi o a contrapposizioni binarie per raccontare le scelte individuali e collettive.

 

PROGRAMMA

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18 marzo

16.00: Partenza.

17.00: Ritrovo a Trieste.

17.30: Visita alla Risiera di San Sabba, confronto con i testimoni e cerimonia con le autorità.

19.30: Partenza dei pullman da Trieste.

21.30: Attività di preparazione.

 

19 marzo

10.30: Arrivo a Cracovia.

10.30 – 11.30: Sistemazione presso l’ostello.

16.30 – 18.30: Visita comunitaria al quartiere ebraico Kazimierz.

20.30: Cena.

 

20 marzo

8.30 – 9.30: Spostamento al campo di Auschwitz 1.

9.30 – 13.00: Visita guidata al campo di Auschwitz 1.

14.00 – 17.00: Visita al campo di Auschwitz 2 Birkenau.

18.30: Rientro a Cracovia.

20.00: Cena.

 

21 marzo

10.00 – 11.00: Attività laboratoriale in ostello.

11.00 – 13.30: Visita libera alla città.

13.30 – 15.00: Visita comunitaria all’area del ghetto di Cracovia.

15.00 – 17.30: Visita al museo Schindler.

20.30: Cena comunitaria e momento di riflessione.

 

22 marzo

08.30: Ripartenza.

Durante il viaggio: Attività di confronto e dialogo.

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INFORMAZIONI 

Associazione Quarantasettezeroquattro

segreteria@quarantasettezeroquattro.it

Alessandro Cattunar

tel 3381411435

RACCONTARE LA SHOAH: IMMAGINI E PAROLE, MALGRADO TUTTO

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Corso di aggiornamento per insegnanti

Mercoledì 26 novembre 2014 / Mercoledì 10 dicembre 2014 / ore 17.00 – 19.00

Scuola secondaria di primo grado di Tolmezzo

Raccontare la Shoah Presentazione.pptx

A cura di: Quarantasettezeroquattro in collaborazione con Rete Sbilf

 

Il seminario proposto vuole offrire ai docenti delle scuole primaria e secondaria di primo grado un sussidio sull’ampia e diversificata produzione – bibliografica e audiovisiva – che riguarda le tematiche dei totalitarismi, della Shoah e delle altre persecuzioni.

Verranno  presentati  romanzi, fumetti e albi illustrati pensati specificamente per i ragazzi che possono fungere da ottimi alleati nell’attività didattica: un ventaglio di suggerimenti bibliografici ad integrazione e supporto dei libri scolastici nella convinzione che l’invito alla lettura di testi alternativi e dal linguaggio accattivante possa avvicinare gli studenti alle vicende di un periodo storico avvertito, ormai, come troppo distante. Negli ultimi anni, fortunatamente, si è assistito ad un exploit quantitativo e qualitativo delle proposte di lettura per i più giovani che merita di essere di essere esplorato e proposto agli studenti.

Molto stimolanti risultano anche i rapporti tra memoria e audiovisivi (interviste, documentari basati su testimonianze ecc.) e quelli tra storia, immaginario e narrazione (film, fiction, serie web …): anche i prodotti audiovisivi destinati ad un pubblico adulto, se sapientemente selezionati e mediati, possono raggiungere efficacemente gli studenti non solo quali strumenti per catturarne l’attenzione, ma anche per stimolare il dibattito in classe.

Il seminario si articola in due incontri di due ore ciascuno in cui verranno presentati i materiali e si attiverà il dialogo con i docenti.

Scarica il programma (.pdf)

 

1° incontro: Immaginare, malgrado tutto.

L’incontro iniziale vuole riflettere sulle possibilità di raccontare l’inimmaginabile e, dunque, sarà dedicato ai diversi linguaggi e modalità in cui la Shoah è stata raccontata e rappresentata. Verranno presentate diverse tipologie di libri: una carrellata di proposte più o meno recenti nell’ambito dei romanzi, albi illustrati e fumetti sulla Shoah e i totalitarismi.

Particolare attenzione sarà riservata a due classici: il celebre fumetto “Maus” di Art Spigelman e il “Diario” di Anne Frank, la cui figura è stata indagata attraverso diversi media (il fumetto, l’albo illustrato, il saggio).

Bibliografia presentata durante il corso (.pdf)

ARTICOLO – Alessandro Cattunar, Immaginazione malgrado tutto. La Shoah e l’esperienza dei lager nei graphic novel contemporanei, Diacronie. Studi di storia contemporanea, n. 1 (2) 2010. (scarica)

 

2° incontro: Storia, memoria e audiovisivi

Oggetto del secondo incontro sarà il rapporto tra la Shoah e gli audiovisivi. Saranno presi in considerazione film di fiction, documentari, film d’animazione, e produzioni televisive esplorando le potenzialità e le criticità dei diversi linguaggi. In particolare ci si soffermerà su alcuni frammenti tratti da film emblematici non solo per il tema affrontato ma anche per le scelte linguistiche: “Shoah” di Claude Lanzman, “Schindler’s list” di Steven Spielberg, “Uno specialista” di Eyal Sivan. Parleremo poi di “Ausmerzen” di Marco Paolini, di alcune produzioni dell’ANED come “Ritorni” e “Non era tempo”, di “Galline in fuga” e del documentario per le scuole “Fratelli d’Italia?”.

Si proporrà uno schema d’analisi che intreccia problemi storiografici e questioni linguistiche. Ponendo al centro la specificità dell’evento Shoah e le difficoltà che questa determina sia nell’ambito della ricerca che in quello della comunicazione: per ogni film verranno presi in considerazione i contesti produttivi, l’uso dei codici cinematografici, le interpretazioni storiche e gli intenti politici.

ARTICOLO – Alessandro Cattunar, Stefania Giovenco, Il dovere di raccontare. Storie orali e narrazione cinematografica ne “L’uomo che verrà”, Cinergie, n. 20, luglio 2010. (scarica)

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Modalità

Il laboratorio è aperto a tutti i docenti interessati. La partecipazione è libera.

Il laboratorio sarà tenuto da Paola Tarantelli e Alessandro Cattunar.

E’ prevista la proiezione di materiali audiovisivi e la presentazione di un ampio numero di libri, albi illustrati e fumetti.

FORSE… LUNGO IL CONFINE – LABORATORIO

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FORSE… LUNGO IL CONFINE

Laboratorio a cura di Alessandro Cattunar e Paola Tarantelli

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Un libro – Sonno gigante sonno piccino, ed. Topipittori – fotografie in bianco e nero della vita quotidiana nel dopoguerra lungo il confine a Trieste e Gorizia, carta colorata, colla e pennarelli. Poi via libera alla fantasia, per colorare il passato e creare da una vecchia immagine una storia tutta nuova.

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Il libro “Sonno gigante sonno piccino” di Giusi Quarenghi  e Giula Sagramola e (Topipittori 2014) propone una carrellata di vecchie fotografie di famiglia in b/n che fissano momenti di vita quotidiana, ricorrenze, viaggi: il classico “ritratto di famiglia”, prodotto da una famiglia come tante negli anni del dopoguerra. Le fotografie, però, sono tutte ritoccate dall’illustratrice che gioca con il testo in rima che accompagna ogni pagina: una filastrocca della buonanotte che ispira fantastici viaggi immaginari nel tempo e nello spazio, buffi copricapo, ironici contrappunti a visi seri, gioiosi, a volte sorpresi.

Il laboratorio proposto dall’Associazione 47|04 (1.30 h circa) vuole realizzare un gioco simile con bambini e adulti: partendo dalle foto di famiglia e di vita quotidiana dell’area di confine del territorio goriziano e triestino si vuole provare a rielaborare creativamente un passato non troppo lontano. Scopo dell’attività è quello di provare ad inventare micro-storie sulla base di fotografie d’archivio seguendo la logica del “forse”, portata avanti dalle autrici di “Sonno gigante sonno piccino”.

 

Il laboratorio si è svolto

GIOVEDÌ 28 AGOSTO / ORE 17.00

presso la libreria “La pecora nera”  via Gemona 46, Udine

e verrà prossimamente replicato!!

Intanto un assaggio…

 

Dai 7 anni. Ingresso libero. 

 

I MEDIA TRA LINGUAGGI E TECNICHE Percorsi di aggiornamento per insegnanti

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Immagine metacinemaARGOMENTI

Storia del Novecento / cinema e audiovisivi / fumetti e graphic novel / letteratura per ragazzi / albi illustrati.

DESTINATARI

Docenti delle scuole Secondarie 1° Secondaria 2°

DESCRIZIONE

I seminari proposti vogliono offrire un aggiornamento per i docenti sull’ampia produzione culturale di argomento storico: non solo romanzi, fumetti o albi illustrati pensati specificamente per i ragazzi, ma anche prodotti audiovisivi destinati ad un pubblico adulto che, se sapientemente mediati, possono raggiungere efficacemente gli studenti. I seminari vogliono quindi aiutare gli insegnati nella scelta di apparati integrativi ai libri di testo quali veicolo privilegiato per approfondimenti su alcune tematiche di grande interesse storico per il Novecento. Particolare attenzione sarà posta sul rapporto tra memoria e audiovisivi (interviste, documentari basati su testimonianze) e sul rapporto tra storia, immaginario e narrazione (film, fiction, serie web…).

OBIETTIVI

– Esplorare la varietà di approcci mediali (cinema, audiovisivi, fumetti, graphic novel, romanzi, albi illustrati …) con cui provare ad avvicinare i ragazzi alle tematiche storiche;

– riflettere sul rapporto tra storia, memoria e immaginario;

– fornire strumenti per un’analisti approfondita e critica dei diversi linguaggi mediali;

– creare confronto e discussione sugli strumenti e le motodologie di didattica della storia;

– fornire i principi base della media-education.

MODALITÀ E DURATA DEL PROGETTO

I docenti possono scegliere uno o più seminari (della durata di tre ore ciascuno) tra quelli proposti:

– Rappresentare le memorie, raccontare le violenze: un percorso tra cinema, fumetto e televisione

L’intervento si concentrerà su uno specifico aspetto della complessa relazione tra media, memoria e storia: quello della “rappresentazione”, della “messa in scena” delle memorie dei testimoni. Verranno analizzati in particolare quattro testi: il film “L’uomo che verrà” di Giorgio Diritti, il graphic novel “Maus” di Art Spiegelman, una puntata della trasmissione televisiva “La storia siamo noi” di Giovanni Minoli e un breve documentario interamente composto da videointerviste. Grazie ad un approccio che fa interagire questioni storiografiche con l’analisi dei codici linguistici si analizzerà “l’uso” che i diversi media fanno delle memorie individuali, le strategie narrative e i rapporti tra testimoni, storici e produttori di contenuti audiovisivi.

– Il cinema e la Shoah: questioni storiografiche, espedienti linguistici e proposte didattiche

Oggetto di studio saranno alcuni frammenti tratti da tre film relativi alla Shoah: “Shoah” di Claude Lanzman, “Schindler’s list” di Steven Spielberg e “Uno specialista” di Eyal Sivan. Si proporrà uno schema d’analisi che intreccia problemi storiografici e questioni linguistiche. Ponendo al centro la specificità dell’evento Shoah e le difficoltà che questa determina sia nell’ambito della ricerca che in quello della comunicazione: per ogni film verranno presi in considerazione i contesti produttivi, l’uso dei codici cinematografici, le interpretazioni storiche e gli intenti politici.

– Che storia è questa? Romanzi, albi illustrati, fumetti e graphic novel che raccontano la storia.

Il seminario intende analizzare un segmento preciso della vasta produzione letteraria per ragazzi: quello che tratta di argomenti storici, con particolare riferimento ai due conflitti mondiali e alla Shoah, cui si aggiungeranno incursioni in tematiche e avvenimenti della storia più recente. Negli ultimi anni si è assistito ad un exploit quantitativo e qualitativo delle proposte di lettura per i più giovani che merita di essere di essere esplorato. Albi illustrati, fumetti, graphic novel, romanzi: il seminario vuole quindi offrire ai docenti un ventaglio di suggerimenti bibliografici, ad integrazione e supporto dei libri scolastici, nella convinzione che l’invito alla lettura di testi alternativi e accattivanti possa avvicinare i ragazzi allo studio di una materia complessa come la storia.