PASSEGGIATE GUIDATE LUNGO IL CONFINE A E’STORIA

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Gorizia 24-26 maggio

partenza: ogni giorno alle ore 16.30 dall’Infopoint ai Giardini pubblici

Su prenotazione

Quest’anno all’interno delle iniziative proposte da èStoria – Festival internazionale della storia sarà possibile partecipare a “Topografie della memoria”, una “passeggiata guidata”  attraverso i luoghi delle memorie e le memorie dei luoghi di Gorizia e Nova Gorica.

Durante il percorso, che partirà dai giardini pubblici per concludersi in Piazza Transalpina, passando per i valichi di Casa Rossa e del Rafut, si cercherà di capire le complesse stratificazioni di storie e memorie che caratterizzano questi spazi.  Non si tratta di una classica visita turistica, bensì di un percorso tra fotografie, filmati e testimonianze orali che porrà in primo piano le esperienze di vita delle persone che hanno vissuto a Gorizia nella prima metà del Novecento. Immagini, voci, linee del tempo interattive saranno consultabili su smartphone e tablet grazie alle potenzialità offerte dal “Museo diffuso dell’area di confine”, ideato dall’associazione Quarantasettezeroquattro.

I partecipanti ricopriranno anche un ruolo attivo: ad ogni tappa, avranno modo di raccontare la propria esperienza relativa ai luoghi attraversati scrivendo un “post-it virtuale” che andrà ad implementare i materiali proposti dal Museo diffuso. Ogni visita sarà quindi un’esperienza unica, partecipata e dialogica, in cui i ricordi delle generazioni più anziane si confronteranno con le esperienze dei visitatori.

 A cura di: Alessandro Cattunar, Paola Tarantelli e Raffaella Canci

Per ulteriori informazioni scarite il programma di èStoria dal sito

http://www.estoria.it/

RIPARTIRE DALLA CULTURA – APPELLO

QUARANTASETTEZEROQUATTRO sostiene l’appello “Ripartire dalla cultura” perchè “la cultura è un diritto di tutti ed è un dovere dello Stato garantirla, è un valore che appartiene alla nostra storia ed è fondamentale anche nel presente, è parte della nostra identità. La cultura è una grande ricchezza economica ma soprattutto un fattore essenziale per una società equa, solidale, libera, aperta: produce benessere, sviluppa saperi, favorisce l’innovazione e l’inclusione sociale”. “Vogliamo che il prossimo Governo si assuma precise responsabilità per il rilancio della cultura nei programmi per lo sviluppo del Paese”.

http://www.ripartiredallacultura.it/

L’appello

I promotori e i firmatari del presente appello chiedono a chi si candida a governare l’Italia impegni programmatici per il rilancio della cultura intesa come promozione della produzione creativa e della fruizione culturale, tutela e valorizzazione del patrimonio, sostegno all’istruzione, all’educazione permanente, alla ricerca scientifica, centralità della conoscenza, valorizzazione delle capacità e delle competenze.
La crisi economica e la conseguente riduzione dei finanziamenti stanno mettendo a dura prova l’esistenza di molte istituzioni culturali, con gravi conseguenze sui servizi resi ai cittadini, sulle condizioni di lavoro e sul futuro di molti giovani specificamente preparati ma senza possibilità di riconoscimento professionale. Questa situazione congiunturale è aggravata dalla crisi di consenso che colpisce la cultura, che una parte notevole della classe dirigente – pur dichiarando il contrario – di fatto considera un orpello inattuale, non elemento essenziale di una coscienza civica fondata sui valori della partecipazione informata, dell’approfondimento, del pensiero critico.
Noi rifiutiamo l’idea che la cultura sia un costo improduttivo da tagliare in nome di un malinteso concetto di risparmio. Al contrario, crediamo fermamente che il futuro dell’Italia dipenda dalla centralità accordata all’investimento culturale, da concretizzare attraverso strategie di ampio respiro accompagnate da interventi di modernizzazione e semplificazione burocratica. La nostra identità nazionale si fonda indissolubilmente su un’eredità culturale unica al mondo, che non appartiene a un passato da celebrare ma è un elemento essenziale per vivere il presente e preparare un futuro di prosperità economica e sociale, fondato sulla capacità di produrre nuova conoscenza e innovazione più che sullo sfruttamento del turismo culturale.
Ripartire dalla cultura significa creare le condizioni per una reale sussidiarietà fra stato e autonomie locali, fra settore pubblico e terzo settore, fra investimento pubblico e intervento privato. Guardare al futuro significa credere nel valore pubblico della cultura, nella sua capacità di produrre senso e comprensione del presente per l’avvio di un radicale disegno di modernizzazione del nostro Paese.
Per queste ragioni chiediamo che l’azione del Governo e del Parlamento nella prossima legislatura, quale che sia la maggioranza decisa dagli elettori, si orienti all’attuazione delle seguenti priorità.

I promotori e i firmatari del presente appello chiedono di accogliere nei programmi elettorali queste priorità e di sottoscrivere i dieci obiettivi seguenti, che dovranno caratterizzare il lavoro del prossimo Parlamento e l’azione del prossimo Governo. Il nostro sostegno, durante e dopo la campagna elettorale, dipenderà dall’adesione ad essi e dalla loro realizzazione.

  1. Riportare i finanziamenti per le attività e per gli istituti culturali, per il sistema dell’educazione e della ricerca ai livelli della media comunitaria in rapporto al PIL.
  2. Dare vita a una strategia nazionale per la lettura che valorizzi il ruolo della produzione editoriale di qualità, della scuola, delle biblioteche, delle librerie indipendenti, sviluppando azioni specifiche per ridurre il divario fra nord e sud d’Italia.
  3. Incrementare i processi di valutazione della qualità della ricerca e della didattica in ogni ordine scolastico, riconoscendo il merito e sanzionando l’incompetenza, l’inefficienza e le pratiche clientelari.
  4. Promuovere sgravi fiscali per le assunzioni di giovani laureati in ambito culturale e creare un sistema di accreditamento e di qualificazione professionale che eviti l’immissione nei ruoli di personale non in possesso di specifici requisiti di competenza. Salvaguardare la competenza scientifica nei diversi ambiti di intervento, garantendo organici adeguati allo svolgimento delle attività delle istituzioni culturali, come nei paesi europei più avanzati.
  5. Promuovere la creazione di istituzioni culturali permanenti anche nelle aree del paese che ne sono prive – in particolare nelle regioni meridionali, dove permane un grave svantaggio di opportunità – attraverso programmi strutturali di finanziamento che mettano pienamente a frutto le risorse comunitarie; incentivare formule innovative per la loro gestione attraverso il sostegno all’imprenditoria giovanile.
  6. Realizzare la cooperazione, favorire il coordinamento funzionale e la progettualità integrata fra livelli istituzionali che hanno giurisdizione sui beni culturali, riportando le attività culturali fra le funzioni fondamentali dei Comuni e inserendo fra le funzioni proprie delle Province la competenza sulle reti culturali di area vasta.
  7. Ripensare le funzioni del MiBAC individuando quelle realmente “nazionali”, cioè indispensabili al funzionamento del complesso sistema della produzione, della tutela e della valorizzazione dei beni culturali, per concentrare su di esse le risorse disponibili. Riorganizzare e snellire la struttura burocratica del ministero, rafforzando le funzioni di indirizzo scientifico-metodologico e gli organi di tutela e conservazione, garantendone l’efficienza, l’efficacia e una più razionale distribuzione territoriale.
  8. Inserire la digitalizzazione del patrimonio culturale fra gli obiettivi dell’agenda digitale italiana e promuovere la diffusione del patrimonio culturale in rete e l’accesso libero dei risultati della ricerca finanziata con risorse pubbliche.
  9. Riconoscere l’insegnamento delle discipline artistiche e musicali tra le materie curriculari dell’insegnamento scolastico nelle primarie e secondarie e sviluppare un sistema nazionale di orchestre e cori giovanili e infantili.
  10. Prevedere una fiscalità di vantaggio, compreso forme di tax credit, per l’investimento privato e per l’attività del volontariato organizzato e del settore non profit a sostegno della cultura, con norme di particolare favore per il sostegno al funzionamento ordinario degli istituti culturali. Sostenere la fruizione culturale attraverso la detraibilità delle spese per alcuni consumi (acquisto di libri, visite a musei e partecipazione a concerti, corsi di avviamento alla pratica artistica); uniformare l’aliquota IVA sui libri elettronici a quella per l’editoria libraria (4%); prevedere forme di tutela e di sostegno per le librerie indipendenti.

MEMOBUS 2013 – AUSCHWITZ/BIRKENAU

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UN VIAGGIO NELLA MEMORIA

25-28 APRILE 2013

Partenza da Fontanafredda

Memobus s’inserisce all’interno del progetto quadro “Percorsi nelle memorie del ‘900” che ormai da tre anni vede impegnata la città di Fontanafredda in un percorso di riflessione attiva sulla Storia del Novecento e in particolare sulla memoria della Shoah. Il Memobus prevede la formazione di una comunità viaggiante che si recherà sui luoghi più altamente simbolici e rappresentativi dello sterminio perpetrato dai nazisti nel corso della Seconda guerra mondiale: i campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau. Si tratta di un viaggio nei luoghi della memoria e nelle memorie dei luoghi tragici del Novecento, un viaggio importante e profondamente emozionante. Per questo motivo si è deciso di organizzarlo come un viaggio “di comunità”, con la volontà di creare condivisione e confronto a partire da un percorso diformazione e avvicinamento che ha visto il coinvolgimento degli studenti delle scuole medie e che si estenderà a tutti coloro che decideranno di partire. Durante il lungo viaggio verso la Polonia e nel corso della visita a Cracovia storici, educatori e partecipanti dialogheranno nel tentativo di comprendere, anche attraverso le testimonianze dei sopravvissuti, le dinamiche che resero possibile la Shoah.

Il viaggio sarà effettuato in pullman e prevede l’alloggio in alberghi/ostelli con camere doppie, triple e camerate, a seconda delle esigenze. I posti disponibili sono 45. Costo: 260 euro a persona comprensivi di viaggio, alloggio, guide ed educatori presenti durante tutto il viaggio. L’Amministrazione comunale, per favorire la partecipazione degli alunni delle scuole primarie e secondaria dell’Istituto Comprensivo di Fontanafredda, ha messo a disposizione un fondo per l’abbattimento della quota d’iscrizione per un numero massimo di ragazzi ammessi pari a 22. Il contributo minimo sarà di 60 euro ad alunno con la possibilità di essere aumentato in base al numero totale degli alunni iscritti. Preiscrizioni entro: mercoledì 14 febbraio 2013.

Per info e iscrizioni

Comune di Fontanafredda

Segreteria tel. 0434.567662

marilina.delcol@comune.fontanafredda.pn.it

ASCOLTARE LE MEMORIE LUNGO IL CONFINE

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INCONTRO – DIALOGO CON MONI OVADIA

7 novembre 2012 ore 10:00

Auditorium della cultura friulana, Via Roma 5 – Gorizia

L’auditorium della cultura friulana di Gorizia si riempe di ragazzi: 370 studenti provenienti delle classi quarte e quinte delle scuole superiori del capoluogo isontino, di Monfalcone, Staranzano e Trieste. La luce si spegne. Sullo schermo compare il volto di una persona anziana, con la pipa in mano, che inizia a raccontare di un tempo apparentemente lontano in cui, lungo l’area di confine, gli individui e le comunità sembravano convivere pacificamente e in cui quasi tutti sapevano parlare cinque diverse lingue e si sentivano parte di un’unica comunità. Dopo di lui altre due signore, una slovena e una italiana, raccontano storie simili, di scambio e ibridazione tra lingue e culture. La luce si spegne di nuovo. Una voce fuori campo recita: “Memoria e storia lungi dall’essere sinonimi noi ci rendiamo conto che tutto le oppone. La memoria è la vita, sempre prodotta da gruppi umani e perciò permanentemente in evoluzione, aperta alla dialettica del ricorso e dell’amnesia. La storia è la ricostruzione, sempre problematica e incompleta, di ciò che non c’è più”. A partire da queste parole di Pierre Nora, Alessandro Cattunar e Raffaella Canci dell’Associazione Quarantasettezeroquattro hanno presentato Archivio della memoria. Storie di vita e di luoghi, un portale multimediale (consultabile all’indirizzo www.stradedellamemoria.it), a libero accesso in cui è possibile consultare i racconti di vita dei testimoni insieme alle fotografie, a percorsi biografici e bibliografici.

I responsabili del progetto hanno proposto agli studenti una riflessione sulla storia dell’area di confine e, appunto, sulle differenze tra la memorie – sempre plurime e cangianti – e la storia, con le sue pretese di obiettività. Le interviste presenti nell’archivio dimostrano l’importanza di ascoltare “le vite degli altri”, aprendosi al punto di vista di chi ha vissuto esperienze diverse dalle nostre, per comprendere le complesse vicende di quest’area di frontiera. Allo stesso modo insegnano come sia fondamentale, per far riemergere queste memorie, l’incontro, il confronto, l’interscambio fra due soggettività, tra testimone e intervistatore, tra intervistato e ricercatore (studente).

A partire da queste riflessioni Moni Ovadia ha trascinato i ragazzi all’interno di un viaggio nelle memorie d’Europa, con particolare riferimento a quelle comunità che nel corso del Novecento sono state vittime di discriminazioni e persecuzioni (gli ebrei, i rom e i sinti, gli sloveni). Ma soprattutto è riuscito a far comprendere quanto sia importante, per il mantenimento dell’identità individuale e collettiva, conservare la memoria propria e di chi ci ha preceduto. Perché senza memoria non sapremmo neanche chi siamo, da dove veniamo e quali sono i nostri valori. Non saremmo in grado di agire e difenderci. In un’epoca sempre più dominata dalle nuove tecnologie, in cui tutto sembra virtualmente conservabile, appare ancora più importante saper “ascoltare le memorie”, avere quel background di saperi, conoscenze disponibilità al confronto che consente un approccio consapevole ai ricordi, ai racconti di vita, alle testimonianze – fondamentali – di coloro che hanno vissuto in un’area di confine segnata da eventi estremamente dolorosi ma anche da esempi di solidarietà e capacità di reazione che non devono essere dimenticati.

Alla conclusione di un lungo monologo, Moni Ovadia si è prestato, come “cavia”, ad essere intervistato da alcuni studenti, facendo così emergere anche alcune delle difficoltà “concrete” dell’inter-scambio tra intervistato e intervistatore.

La presentazione dell’Archivio della memoria – finanziato dalla Regione FVG, dalle Province di Gorizia e Trieste, dall’Unione Europea (Eacea Programme) e dalla Fondazione Carigo – ha rappresentato un primo passo di un percorso più ampio che, all’interno del progetto quadro “Strade della memoria”, porterà a gennaio all’inaugurazione di “Topografie della memoria – Museo diffuso dell’area di confine” e all’organizzazione di una giornata internazionale di studi.

 

RIUNIRSI, RICORDARE, DISCUTERE

In occasione delle celebrazioni per la Giornata della memoria, venerdi 27 gennaio alle ore 20.00 si terrà, presso l’auditorium Risorgiva di Fontanafredda, una serata dal titolo “Riunirsi, ricordare, discutere”.

L’iniziativa, rivolta all’intera cittadinanza, si configura come la tappa centrale del progetto “Percorsi nelle memorie del Novecento, all’interno del quale gli studenti dell’ultimo anno dell’Istituto comprensivo di Fontanafredda hanno avuto modo di confrontarsie attivamente con temi della storia e della trasmissione della memoria della Shoah.

Sul palco dell’Auditorium Risorgiva si alterneranno  ragazzi, esperti, testimoni e rappresentanti delle principali associazioni locali, creando una partitura in cui si alterneranno riflessioni, racconti di vita e musica.

Veri protagonisti della serata saranno però gli studenti che si metteranno in gioco in prima persona e coinvolgeranno il pubblico in una narrazione in cui il presente si confronterà con il passato e in cui la necessità di preservare la memoria emergerà con forza da un dialogo tra le memorie di coloro che hanno vissuto in prima persona l’esperienza della deportazione e le contrastanti emozioni di coloro che oggi decidono di visitare i luoghi dello sterminio.

Musica e canzoni, alcune delle quali scritte per l’occasione dagli stessi studenti, andranno ad intrecciarsi con le riflessioni e con le testimonianze dirette  di alcuni ex deportati membri dell’ANED di Pordenone.

L’appuntamento è organizzato dall’Associazione Quarantasettezeroquattro con il sostegno dell’Assessorato alla cultura del Comune di Fontanafredda.

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