Burnt In Memories – Storia e memoria dei villaggi bruciati dai nazisti

Burnt In Memories – Storia e memoria dei villaggi bruciati dai nazisti

Burt In Memories è un progetto che focalizza l’attenzione sul periodo dell’occupazione nazista dell’Adriatisches Küstenland (Zona d’Operazioni Litorale Adriatico) e nello specifico sugli episodi di rappresaglia che hanno portato all’incendio e distruzione di alcuni villaggi – Mačkolje/ Caresana, Miren pri Nova Gorica, Šmarje pri Kopru e Žejane – che oggi si trovano in Italia, Slovenia e Croazia.
Il progetto, coordinato dal Centro di ricerche scientifiche Capodistria, intende promuovere la ricerca e la riflessione su questo tema attraverso diverse azioni di disseminazione rivolte a pubblici differenti:

  • Seminari sull’utilizzo delle fonti orali per il recupero e lo studio delle memorie relative al periodo storico in oggetto;
  • Realizzazione di un film documentario che sarà proiettato nei ‘villaggi bruciati’
  • Mostra fotografica itinerante allestita a Mačkolje/ Caresana (I), Miren pri Nova Gorica (Slo), Šmarje pri Kopru (Slo) e Žejane (Hr).
  • Tavola rotonda/webinar, trasmesso live via streaming in alcune unversità europee.
  • Realizzazione di “cubi della memoria” multimediali nei ‘villaggi bruciati’ di Mačkolje/ Caresana (I), Miren pri Nova Gorica (Slo), Šmarje pri Kopru (Slo) e Žejane (Hr).

L’Associazione Quarantasettezeroquattro si  occupata, nello specifico, della progettazione e realizzazione dei “cubi della memoria”. Si tratta di manufatti metallici sulla cui superficie sono riportati, in tre lingue (italiano, sloveno e croato) i principali eventi che hanno caratterizzato ogni villaggio nel periodo del fascismo, della guerra e dell’occupazione nazi-fascista).  Inoltre, su ogni cubo, è riportato un codice QR che consente, attraverso qualsiasi dispositivo connesso ad Internet (quali tablet, smartphone etc) di accedere a interviste, fotografie ed altro materiale storico reso disponibile.

I cubi della memoria sono stati posti all’interno dei villaggi, raccontando la storia delle vite dei paesani e del loro territorio aai compaesani e alle persone di passaggio . Per il suo contenuto tecnologico l’installazione intende catturare l’attenzione dei giovani, ma al tempo stesso può favorire il turismo in zone dove non è ancora molto sviluppato. I contenuti pubblicati sul sito Web aiuteranno la disseminazione dei risultati del progetto, aumentando così la visibilità e le possibilità di condivisione e di dialogo.

Il progetto: contesto e finalità

Il progetto è focalizzato sulla multietnica regione di confine posta tra Italia, Slovenia e Croazia, detta Venezia Giulia o Julijska Krajina (dopo l’occupazione nazista del 1943 venne denominata Adriatisches Küstenland). In quest’area, il confine ed i regimi politici sono cambiati più volte nell’ultimo secolo passando dalla dominazione asburgica a quella italiana per tornare sotto la sfera di influenza tedesca nel 1943.

Sebbene questa regione fosse dal 1920 ufficialmente parte dell’Italia, le popolazioni croate e slovene svilupparono dei movimenti di resistenza attiva contro il regime e lottarono per la loro annessione alla ‘madrepatria’ – la Jugoslavia – o talvolta per l’autonomia dalla Venezia Giulia.

Durante la seconda guerra mondiale tra i partigiani sloveni e croati e la Resistenza italiana si alternarono fasi di cooperazione e periodi di contrasto, legati alle questioni politiche e nazionali.

Durante il conflitto le forze di occupazione fasciste e naziste bruciarono diversi paesi di quest’area confinaria. Tali villaggi sono stati testimoni delle violenze perpetrate dagli occupanti nel tentativo di cancellarli e perciò dovrebbero essere riconosciuti come ‘località della memoria’ come i più tristemente famosi Oradour-sur-Glane, Lidice o Ležáky.

La principale motivazione che spinse a questi crimini di guerra fu la vendetta verso la popolazione civile che supportava la Resistenza, cioè il movimento partigiano ed i combattenti per la libertà. I roghi dei villaggi venivano spesso accompagnati anche da uccisioni, deportazioni, incursioni ed altre violenze.

Per ricordare questi eventi, si intende raccogliere le memorie personali degli incendi e delle loro conseguenze, oltre alle fotografie dei villaggi. Sulla base di fonti letterarie e d’archivio si realizzerà una mappa dei villaggi bruciati nella Venezia Giulia/ Juljiska Krajina e, più in generale, verranno promossi momenti di riflessione che coinvolgerà un pubblico ampio e diversificato.

Saranno realizzati dei “pannelli della memoria e di documentazione” che favoriranno il raggiungimento di questi scopi. Infatti, appare necessario generare la consapevolezza nelle giovani generazioni che la memoria di queste devastazioni belliche è una parte importante dell’identità dei luoghi in cui vivono.

Inoltre, con uno spirito di curiosità e rispetto intergenerazionale, s’intende andare oltre ai conflitti nazionali ed interculturali, oltre alle colpe collettive e all’intolleranza: con lo scopo di contribuire al rafforzamento di forme di cittadinanza attiva e per stimolare l’integrazione europea nella regione.

A questo fine si stimolerà la cooperazione tra associazioni non governative, comunità ed autorità locali, scuole, mondo accademico e media.

Durata: Agosto 2015 – Gennaio 2017

Partner di progetto:

  • Znanstveno-raziskovalno središče Koper (Centro di ricerche scientifiche Capodistria, leading partner)
  • Kulturno izobraževalno društvo PiNA
  • Associazione Quarantasettezeroquattro
  • Udruga “Žejane”
  • Associazione Kinoatelje
  • Občina Dolina / Comune di San Dorligo della Valle
  • Istarsko povijesno društvo

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Scarica il report del progetto (Report_it_BURNT)

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