STORIOVAGANDO

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A spasso lungo il Novecento attraverso i luoghi e le memorie del territorio

Cartolina storiovagando bozza 5

C’è una forte connessione tra il territorio e la storia, tra lo spazio e la memoria.
I luoghi sono testimoni del passato anche laddove le tracce della storia non sono chiaramente visibili.
Spesso attraversiamo strade, sentieri, piazze, ignari di ciò che essi hanno da raccontarci.
E invece a volte basta uno sguardo, l’attenzione ad un dettaglio per immergersi nelle vicende che gli spazi fanno riaffiorare.

La nostra regione è stata al centro di alcuni momenti chiave del Novecento, ne porta ferite e tracce, più o meno visibili.
Riappropriarsi degli spazi che ci circondano significa attraversarli consci di ciò che hanno visto e di ciò che sono stati. Dar loro un nuovo significato.

Il progetto StorioVagando propone delle passeggiate in cui lasceremo parlare i luoghi, individueremo i segni della Storia e ricostruiremo le tante storie famigliari e individuali.
Aprendoci a prospettive diverse, accompagneremo il nostro vagare a letture, brani, testimonianze, per far parlare davvero il territorio nella sua complessità, nel suo intreccio di storia e memoria.

In questa prima edizione, StorioVagando propone tre temi e tre spazi differenti, che ci aiuteranno a sviscerare alcuni tra i nodi principali della storia del Novecento:
1. Ospedale partigiano di Franja\Slovenia
2. Topografie della memoria a Gorizia / storia di un confine mobile;
3. La porta di Sion: storia di Trieste e della sua comunità ebraica
Per ogni itinerario visiteremo alcuni luoghi simbolo, ne indagheremo le forme e la loro relazione con il passato, ne faremo emergere le storie e i diversi punti di vista.

GORIZIA Topografie della memoria / storia di un confine mobile

Data: Domenica 18 settembre
Percorso: Giardini Pubblici-Trgovski Dom / via Roma – ex Comando nazista / Piazza Vittoria / Galleria Bombi / valico del Rafut / valico San Gabriele / Piazza Transalpina
Punto e ora di ritrovo: Parcheggio in piazza Cesare Battisti ore 10.00
Durata: 3h
Costo: 10 euro

Qual è la storia e il destino di una città di confine? Quali le vicende di un territorio da sempre spezzato e conteso?
A Gorizia, spazio liminare e sfaccettato, il Novecento è arrivato come un uragano, segnandone le sorti, ma soprattutto, modificandone dal vivo il territorio.
Durante la visita ad alcuni luoghi simbolo della città, sosteremo presso le stazioni del “Museo diffuso dell’area di confine”, primo esempio in Italia di museo transfrontaliero a cielo aperto.
Ci fermeremo ad ogni totem e, attraverso la fruizione di una serie di contenuti multimediali cui potremo accedere semplicemente con lo smartphone o il tablet, ascolteremo e vedremo le interviste di coloro che quel territorio l’hanno vissuto sul serio, osserveremo le fotografie dell’epoca e ricostruiremo le modalità attraverso cui la storia ha modificato spazi e contesti.
Come cambia il volto di una città di confine, il suo perimetro, la conformazione degli spazi urbani, la geometria del territorio? E in che relazione si pongono rispetto allo sviluppo storico?
Mai come a Gorizia la capacità di leggere il territorio diventa possibilità di comprendere meglio parte del nostro passato.

OSPEDALE PARTIGIANO DI FRANJIA / resistere al nazifascismo

Data: Domenica 12 ottobre
Percorso: Sentiero che conduce alle baracche dell’ospedale, sulle orme dei partigiani che trasportavano i feriti all’ospedale / visita alle baracche dell’ospedale
Punto e ora di ritrovo:
Durata: 3h
Costo: 10 euro

Quale fu la specificità della resistenza nell’area di confine tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia? Come collaborarono le due resistenze? Cosa accadde a partire dal 1941 con l’occupazione tedesca e italiana della Jugoslavia?
La visita all’ospedale partigiano di Franja aiuterà a sciogliere alcune di queste domande e fornirà il contesto utile per approfondire il tema della resistenza al nazifascismo nelle aree di confine.
L’ospedale inoltre, luogo di grande suggestione e interesse, offre uno straordinario esempio di resistenza attiva di un’intera comunità, di mutuo soccorso tra individui che collaborarono assieme in nome della libertà

TRIESTE / La porta di Sion: i luoghi della comunità ebraica

Data: Domenica 30 ottobre
Percorso: Piazza Ponterosso / Teatro romano / Ex ghetto ebraico / Piazza Unità / Piazza Oberdan / Tempio israelitico / Museo ebraico Carlo e Vera Wagner
Punto e ora di ritrovo: via Rossini (davanti Palazzo Gopcevich) ore 10.00
Durata: 3h
Costo: 10 euro

A partire dall’istituzione del porto franco, la città ha accolto al suo interno numerose comunità, che hanno collaborato allo sviluppo di quell’anima cosmopolita per cui spesso Trieste viene ricordata. Tra queste, la comunità ebraica ha legato indissolubilmente il suo destino a quello della città, contribuendo a crearne la ricchezza sia economica che culturale. Simbolo della complessità e della multiformità della città, la comunità ebraica ha cresciuto al suo interno lingue, tradizioni e provenienze diverse, quasi a riflettere, come in uno specchio, l’orizzonte multiculturale di Trieste. Motore e catalizzatore della nascita della borghesia triestina, la comunità è stata attore e protagonista della crescita culturale e commerciale del capoluogo.
Attraverso la visita ai luoghi della storia e della tradizione ebraica, ricostruiremo le principali tappe del Novecento triestino e cercheremo i segni del rapporto tra la città e la minoranza ebraica. Incroceremo letture e memorie dei testimoni dell’epoca, ridaremo voce ai luoghi, li faremo rivivere e faremo un tuffo nell’identità ebraica, per capire un po’ di più del carattere controverso e prismatico di Trieste.

Iscrizioni

Per tutti i percorsi è richiesta la prenotazione, scrivendo a

segreteria@quarantasettezeroquattro.it

MEMOBUS // Corso di formazione e viaggio a Cracovia-Auschwitz

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Comprendere e raccontare la Shoah \\ Corso di formazione e viaggio a Cracovia-Auschwitz

Che cos’è Memobus?

È un viaggio, ideale e materiale, attraverso una parte della storia del Novecento.

Un percorso formativo di approfondimento sulla Shoah che si compone di due parti, indispensabili una all’altra: una prima parte introduttiva di indagine storica e, a seguire, il viaggio vero e proprio. A partire da Cracovia, percorreremo gli itinerari che hanno segnato la storia della comunità ebraica polacca, fino alla visita ai campi di concentramento e di sterminio di Auschwitz I e Auschwitz II – Birkenau.

DSC_0425Quale ruolo ha oggi, nel discorso pubblico, il tema della Shoah e del genocidio degli ebrei? Come ricordiamo? Cosa ricordiamo? Come si è costituita la memoria del passato e come essa ha influito nella costruzione della nostra identità collettiva?

A partire da questi e altri interrogativi analizzeremo testi, fonti, immagini, ascolteremo testimoni e cercheremo di proporre qualche risposta. O continueremo a chiederci, a dibattere, a riflettere sul passato e sul presente.

Perché la ricerca nasce dalle domande e dagli interrogativi: è a partire dai dubbi che si cresce.

Cercheremo di capire, e soprattutto, di uscire dalla mera contabilità delle vittime, dalla prospettiva matematica che nasconde la molteplice varietà di vite e di esperienze che compose il panorama ebraico, fatto di lingue e culture diverse. Ma fatto soprattutto di volti, di nomi, di esistenze.

Storia e memoria

Parete di foto copia low

Se è vero che oggi il ricordo della Shoah è centrale nel discorso pubblico, grazie anche all’istituzione della Giornata della Memoria, col passare degli anni si corre il rischio che la “celebrazione” prenda il sopravvento sulla riflessione e la reale conoscenza e comprensione dei fatti accaduti.

Il progetto Memobus, propone il viaggio sui luoghi della memoria a Cracovia, Auschwitz, Birkenau non semplicemente come un modo per commemorare le vittime, ma come un’esperienza formativa posta al centro di un percorso di comprensione storica che sia in grado di fornire gli strumenti critici e le categorie di analisi per interpretare un evento storico che rischia di “sfuggire ad ogni immaginazione”.

Se inserita all’interno di un percorso in cui si intrecciano fonti, interpretazioni storiografiche e testimonianze, la visita ai campi di concentramento diventa realmente un’occasione per arricchire la propria comprensione del passato e per stimolare il dibattito sul presente.

Memobus offre dunque un percorso articolato e strutturato, che si compone di momenti diversi che concorrono a riportare una varietà di sguardi e approcci indispensabili a tradurre la complessità degli eventi storici.

Percorso formativo

La parte preliminare al viaggio si compone di sei incontri, alcuni di approfondimento storico, altri tematici, che sono propedeutici ad affrontare il viaggio a Cracovia-Auschwitz.

Gli incontri inizieranno a fine settembre e, con cadenza bisettimanale, arriveranno fino a dicembre.
Il progetto è organizzato in collaborazione con ANPI di Trieste e La Cappella Underground / Mediateca di Trieste

I primi tre incontri saranno specificatamente storici:

Verrà introdotta una periodizzazione degli eventi utile a collocare secondo precise coordinate spazio-temporali la Shoah. Verranno illustrate le dinamiche precedenti allo sterminio degli ebrei, che ad esso hanno condotto, e affronteremo un’analisi comparata dei casi italiano e tedesco. Ci si soffermerà poi sulle tappe dello sterminio e sulla progressione che condusse dalla persecuzione dei diritti alla persecuzione delle vite. Proveremo a proporre alcuni spunti di analisi provenienti da recenti ricerche internazionali, in grado di arricchire lo stato attuale degli studi italiani sulla Shoah.

Analizzeremo le interpretazioni che alcuni intellettuali europei diedero della Shoah, e i suggerimenti su come leggere il presente alla luce del genocidio degli ebrei. In particolare ci accompagneranno le riflessioni di Hahhan Arendt e di Zygmunt Bauman. Approfondiremo il legame tra genocidio e cultura europea e capiremo come la Shoah si inserisce nel panorama culturale europeo e come, di esso, ne fu un prodotto.

Per l’analisi dei fatti ci serviremo di immagini storiche che ci aiuteranno a sciogliere alcuni nodi tematici e a comprendere le modalità attraverso cui la Shoah venne rappresentata all’epoca, per mano dei nazisti, di alcuni prigionieri e degli alleati. Scorreremo anche alcuni lavori fotografici successivi che ci suggeriscono possibili chiavi interpretative ed elaborazioni culturali del genocidio.

Il quarto e quinto incontro si presentano come due focus tematici/metodologici di approfondimento.

Nel primo si leggerà la Shoah attraverso la narrativa e i graphic novel, di carattere memorialistico e non, per ragionare sulla possibilità e le modalità con cui raccontare ciò che appare difficile, se non impossibile, anche solo immaginare.

Verranno illustrate alcune pietre miliari della letteratura sula Shoah e alcune delle pubblicazioni recenti più interessanti. Saranno letti e analizzati dei brani e verranno proposti percorsi bibliografici e tematici che includeranno libri, fumetti, film.

L’incontro successivo si focalizzerà sulle forme di resistenza ebraica, del caso di Varsavia ma non solo. Cercheremo di smontare il luogo comune secondo cui gli ebrei vennero condotti allo sterminio come “pecore al macello”. Analizzeremo la specificità ebraica prima della Shoah, distinguendo l’ebraismo dell’Europa centrale da quello orientale.

Il sesto appuntamento sarà dedicato all’incontro con un testimone diretto. Per noi il rapporto tra storia e memoria è centrale nella ricerca e nei percorsi tematici che proponiamo. Mettersi in ascolto è una delle prime modalità che aprono alla conoscenza e al confronto e quindi alla crescita e alla comprensione.

Le memorie dei singoli acquisiscono tanto più valore quanto più complesso risulta essere il contesto storico che stiamo indagando. Ci permettono, nel caso specifico della Shoah, di abbattere il muro di cifre che spesso accompagna il discorso sullo sterminio, di uscire da una mera concezione matematica e di ridare un volto e un nome ai protagonisti di quella storia.

Per ulteriori approfondimenti clicca Qui

Calendario degli incontri

Gli incontri propedeutici al viaggio si svolgeranno quasi in parallelo nelle città di Udine e Trieste, nella giornata di martedì in orario tardo-pomeridiano, dalle 17 alle 19.

UDINE

Scuola superiore dell’Università di Udine, Palazzo Di Toppo-Wassermann, via Gemona 91

I incontro – 27 settembre

II incontro – 11 ottobre

III incontro – 25 ottobre

IV incontro – 8 novembre

V incontro – 22 novembre

VI incontro – 6 dicembre

TRIESTE  

Mediateca di Trieste, via Roma, 19 – 34132 Trieste

I incontro – 4 ottobre

II incontro – 18 ottobre

III incontro – 2 novembre

IV incontro – 15 novembre

V incontro – 29 novembre

VI incontro – 13 dicembre

Come iscriversi

Per iscriversi al corso di formazione è sufficiente:
• compilare il modulo che trovate QUI
• inviare, assieme al modulo compilato, copia del bonifico della sola quota d’iscrizione di 50 euro a segreteria@quarantasettezeroquattro.it

IBAN IT86V0200812400000101174360
Causale: Corso di formazione Memobus
Destinatario: Associazione Quarantasettezeroquattro

Viaggio – Programma indicativo

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Il viaggio è il proseguimento del percorso di formazione affrontato nei mesi precedenti.
È necessario, dunque aver frequentato almeno quattro dei sei incontri formativi per poter partecipare al viaggio.

Primo giorno

6.00: Partenza da Trieste.

13:00 Arrivo a Budapest.

14.00-14.30: Pranzo.

15.00-19.00: Visita al quartiere ebraico

19.00-20.00: Cena

Secondo giorno

6.00: Partenza da Budapest.

13.00: Arrivo a Cracovia e pranzo

14.00 – 16.00: Tempo libero per visita alla città, sistemazione in albergo e pranzo.

16.00 – 18.30: Visita guidata al quartiere ebraico Kazimierz.

20.30: Cena comunitaria.

Terzo giorno

9.00 – 13.00: spostamento in corriera al Museo Schindler e visita al museo; visita all’ ex ghetto ebraico; a conclusione, breve attività di condivisione                                      e rielaborazione

13.00 – 15.30: Pranzo e tempo libero.

15.30 – 19.00: Piazza del Mercato

20.30: Cena

Quarto giorno

7.30 – 8.30: Spostamento al campo di Auschwitz 1.

9.00 – 13.00: Visita guidata al campo di Auschwitz 1.

14.00 – 18.00: Visita al campo di Auschwitz 2 Birkenau.

19.00: Rientro a Cracovia.

20.00: Cena.

Quinto giorno

07.00 –  08.00: Colazione

08.00 – 09.30: Suddivisione in gruppi di lavoro e riflessioni sulla visita a Cracovia, Auschwitz e Birkenau; momento di restituzione e rielaborazione

09.30 – 10.00: Check-out e partenza da Cracovia

13.00 – 13.45: Pranzo al sacco/autogrill

19.00 – 19.30: Cena al sacco/autogrill

22.00 – 22.30: Arrivo

Partecipanti

Memobus è aperto a tutti coloro che sono interessati ad approfondire il tema della Shoah, a insegnanti, bibliotecari, educatori, studenti universitari.

Il costo indicativo complessivo del percorso è di 380 euro a persona (4 notti in albergo + colazione, pasti esclusi) che possono variare a seconda del numero di partecipanti e della disponibilità di camere doppie o singole.

Chi siamo

Alessandro Cattunar

è dottore di ricerca in Storia Contemporanea (Firenze-Napoli) e ha conseguito un titolo di perfezionamento in “Media education: media, storia, cittadinanza” presso l’Università Cattolica di Milano. Attualmente è borsista all’Università di Padova e presidente dell’Associazione Quarantasettezeroquattro di cui cura la progettazione e il coordinamento scientifico delle attività didattiche. Ha partecipato a due corsi di specializzazione in Storia della Shoah organizzati dal Mémorial de la Shoah di Parigi nella capitale francese e a Berlino.

Silvia Antonelli

è laureata in storia contemporanea con una tesi sul rapporto tra ebrei militanti e PCI. Ha proseguito le ricerche indagando i legami tra ebraismo e sinistra italiana, allargando il campo di analisi al confronto con lo stato di Israele e allo studio delle forme di antisemitismo contemporaneo. Ha frequentato numerosi seminari sulla religione e le tradizioni ebraiche, oltre ad un biennio di studi di ebraico moderno ed ebraico biblico. Ha frequentato il Seminario di formazione per insegnanti sulla Shoah organizzato dal Memorial de la Shoah di Parigi.

Per informazioni

Silvia Antonelli
Cell: 3287848282
segreteria@quarantasettezeroquattro.it

In collaborazione con

ANPI DI TRIESTE

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LA CAPPELLA UNDERGROUND / MEDIATECA DI TRIESTE

Logo Cappella underground Mediateca logo

40 d.T. Galateo per un terremoto

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Durata 40 minuti circa
Interpreti e Regia Natalie Norma Fella, Sara Rainis
Video Matteo Sabbadini
Supervisione al movimento Francesco Collavino
Prodotto da Associazione culturale Quarantasettezeroquattro e In\Visible Cities Festival
con il sostegno di Pim Off Milano e con il patrocinio del comune di Tolmezzo

Il progetto 40 d.T. prende le mosse da un esperimento mentale: cosa succede se
una carnica scappata in Francia per fuggire dal terribile Orcolat, e una lombarda che
nulla sa di quell’Orcolat, si ritrovano all’epicentro di una riflessione sulle “grandi
emergenze”? E cosa succede se, attraverso ricerche e interviste, quella carnica e
quella lombarda creano un manuale “for Dummies” (per negati) per prepararsi a una
catastrofe futura?
Due linee temporali guidano la ricerca delle due performer, che si pongono come
prime “dummies” cui il manuale è rivolto. Una linea tende al passato, per sconfiggere
la paura e il trauma trasmessi dalla generazione che ha vissuto il terremoto. L’altra
linea tende al futuro, per scoprire se l’immaginario della catastrofe possa agire
positivamente sulla generazione nata dopo il ’76.


Prossimo appuntamento in programma

Mercoledì 14 dicembre / ore 19.45 e 21.30
Teatro Nuovo Giovanni da Udine

In collaborazione con
la Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine nell’ambito delle iniziative
NATALE 1976 – NATALE 2016
ricordare insieme per pensare al domani

Biglietteria on-line.

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Lo spettacolo è stato proposto in forma di prima prova a Gorizia durante In\Visible Cities 2016 e a Milano ospite di Pim Off

Trailer dello spettacolo

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WUNDERTRUPPE

Wundertruppe è un collettivo teatrale che nasce dalla volontà di Natalie Norma Fella
di mettere in dialogo gli artisti e i tecnici con cui collabora per la creazione dei suoi
lavori.
Da quest’idea nasce un gruppo compatto ma sfaccettato per formazione e attitudini, i
cui elementi creano combinazioni sempre nuove in base alla natura del progetto.
I primi lavori creati dalla WT sono 40 d.T. | Galateo per un terremoto e
Wunderkammer. Due direzioni molto diverse, una più vicina alla performance
multimediale, l’altra più vicina alla prosa contemporanea, ma che si incontrano
nell’uso espressivo del movimento e nella ricerca di un linguaggio personale capace
di indagare e raccontare l’interiorità dell’essere umano.

CHI SIAMO

Natalie Norma Fella
si diploma alla Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe
di Udine. Continua la sua formazione unendosi al gruppo di studio Fuoco alla Paglia,
che segue da alcuni anni e grazie al quale ha potuto approfondire un metodo di
lavoro ispirato a quello degli etjud di Vasiliev’. Dopo un’esperienza di compagnia con
Teatro delle QuattroeQuarantotto, conclusasi nel 2011, collabora con diversi gruppi
tra cui: Stivalaccio teatro, VicoQuartoMazzini, Instabile Quick.

Paola Aiello
si diploma alla Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine.
Insieme a Natalie partecipa a diversi progetti: letture con musica dal vivo, spettacoli
di commedia dell’arte in collaborazione con Stivalaccio teatro, inoltre lavorano
insieme per altre compagnie tra cui VicoQuartoMazzini per lo spettacolo Sei
personaggi in cerca d’autore. Nel 2016 entra a far parte del progetto La rivoluzione è
facile se sai come farla.

Irina Lorandi
si diploma alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano, lavora
con diverse compagnie e registi tra cui: Alessio Bergamo, Milena Costanzo e
Instabile Quick. Incontra Natalie nel 2014 durante i laboratori del gruppo di studio
Fuoco alla Paglia.

Sara Rainis
incontra Natalie alla Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” di
Udine, dove si diploma. Continua il suo percorso di lavoro e formazione sotto la
guida del maestro Jurij Alschitz. Collabora con il collettivo Le foyer e fa parte del
collettivo internazionale gli Eredi.

Marta Lovato
si laurea in Economia e Gestione delle Arti all’università Ca’ Foscari di
Venezia, prosegue gli studi a Rotterdam con il master in Cultural Economics and
Entrepreneurship. Fa parte di WT in qualità di organizzatrice teatrale.

Hanno collaborato con WT
Francesco Collavino | danzatore
Benoit Felix-Lombard | attore, dj
Giorgio Pacorig | musicista
Paolo Paron | musicista, tecnico
Matteo Sabbadini | videomaker

La Nuova Europa – Viaggio studio nei Balcani

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Presentazione del progetto e iscrizioni
Trieste / Bottega del Mondo, Via Torre Bianca 29/b
Venerdì 17 giugno 2016, ore 18.00

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Presentazione

Quali sono gli stati balcanici che nascono dalla disgregazione della Jugoslavia e quali le elaborazioni politiche e sociali a partire dalla loro costituzione?
Quali i rapporti tra Europa e area balcanica?
Come si innestano le dinamiche di costruzione identitaria che interessano l’ex Jugoslavia all’interno del più ampio e articolato processo di unificazione europea?
E ancora, quando e in che modo i Balcani hanno incrociato la storia del Novecento europeo e ne hanno determinato le sorti e gli andamenti?

Sono domande alle quali non è facile rispondere perché i Balcani, così vicini eppure cosi distanti, sono spesso considerati un’area marginale, periferica, un “groviglio” storico e politico con il quale fare i conti non è sempre facile.
I Balcani rappresentano un vuoto di conoscenza.
Eppure sono un’area cruciale, oggi come ieri, che nel corso del Novecento è entrata più volte da protagonista nelle dinamiche storiche, sociali e politiche dell’Europa.
Riconoscere e studiare la complessità dell’area balcanica significa individuare nuovi significati della complessità europea.

Il viaggio studio di cinque giorni nei Balcani ha come obiettivo quello di diradare alcune nubi sulla conoscenza dell’area e stimolare nuovi percorsi di approfondimento e ricerca.
Dedicato a insegnanti, formatori, operatori culturali ma anche a tutti coloro che intendono ampliare il proprio orizzonte conoscitivo, il viaggio studio rappresenta uno strumento efficace per “toccare con mano” la realtà che si vuole conoscere.
Accompagnati da storici ed esperti dell’area, i partecipanti saranno coinvolti in un percorso storico e geografico che li guiderà lungo il filo rosso che lega passato e presente; solo cogliendo il senso e le tappe di costruzione identitaria, politica e sociale dell’area, si possono comprendere le dinamiche e le esperienze che caratterizzano i Balcani e l’Europa oggi, in una prospettiva di relazioni e di scambio.

Programma viaggio
15-20 luglio 2016

Giorno 1 (venerdi 15/7)

06.30: Partenza da Udine
11.00: Arrivo e visita a Jasenovac (Croazia)
13.00-14.00: Pranzo al sacco e partenza per Prijedor (Bosnia e Erzegovina)
15.30: arrivo a Prijedor e incontro con associazione
20.00 Cena e pernottamento nelle famiglie della rete del turismo responsabile

Giorno 2 (sabato 16/7)

8.30: Partenza per Sarajevo
12.15: pranzo a Travnik (Visita alla casa di natale di Ivo Andric; Visita alla moschea multicolore)
14.45: partenza per Sarajevo
16.30: Arrivo a Sarajevo, visita alla biblioteca e sistemazione in albergo.
20.00: Cena libera

Giorno 3 (domenica 17/7)

9.30 – 10.30: visita del centro [visita moschea] + struttura della città
11.30-12.30: tunnel
13.00-14.00: pranzo
14.00 – 15.00: visita a cimitero ebraico
15.30 – 16.30: museo storico o museo nazionale e incontro con Rodolfo Toè [OBC]
20.00: Cena: di gruppo in un locale del centro

Giorno 4 (lunedì 18/7)

7.30: partenza per Srebrenica
10.30: arrivo a Srebrenica
10.30 – 12.00 visita Srebrenica con guida: memoriale di Potocari
12.30 – 13.30: Pranzo a Srebrenica
14.30 – 16.00: Visita alla cooperativa Insieme
16.00: partenza per Belgrado (Serbia)
19.00: Arrivo a Belgrado e sistemazione in Hotel
Cena: libera con lista posti

Giorno 5 (martedì 19/7)

9.00: Visita alla città di Belgrado: divisione in due gruppi che alternano le attività al mattino e al pomeriggio
13.30: pranzo libero
14.30: scambio gruppi
− Gruppo 1) “Laboratorio” nel centro di Belgrado,
− Gruppo 2) Visita al Museo di storia della Jugoslavia
20.00: cena collettiva a “Znak pitanje”

Giorno 6 (mercoledì 20/7)

13.00: Partenza per Udine

Info: www.quarantasettezeroquattro.it/viaggiobalcani
Chiara Perini: 3296598388

Loghi viaggio Balcani

CONVEGNO INTERNAZIONALE – DONNE DELLA RESISTENZA

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4 marzo 2016
Teatro Palamostre – Udine
Teatro San Giorgio – Udine

WOMEN OF THE RESISTANCE
Il progetto “Women of the Resistance”, finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma EACEA – Europe for citizens, è stato sviluppato dall’associazione PiNA di Capodistria (SLO) in partenariato con: cooperativa Bonawentura (IT), La Giordola (IT), Associazione Quarantasettezeroquattro (IT), Foundation for partnership and civil society development (CRO), CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia (IT), Istrska regija (CRO).

IL PROGETTO
Il progetto prende spunto dal ritrovamento dei diari di Maria Antonietta Moro, una donna che durante la Seconda Guerra Mondiale svolse la sua professione di infermiera al confine tra l’Italia e la Jugoslavia. Grazie al suo lavoro, entrò in contatto con la resistenza curando partigiani sloveni feriti e con rapida maturazione politica, passò dalla loro parte superando, con grande forza di pensiero, tutte le remore dell’educazione cattolica di una ragazza di paese della pianura friulana. Dai Diari emerge l’esperienza intensissima di una giovane donna che cerca una nuova se stessa nell’accettazione del rischio estremo, in nome di una solidarietà umana che diventa ben presto consapevolezza politica.
Il progetto intende evidenziare quanto importante e difficile fu per le donne prendere la decisione di re-agire e quante diverse forme assunse il dissenso verso il regime e la guerra; si rifletterà sui valori che motivarono queste donne, sui sacrifici che si resero necessari, sull’ “eredità” che esse ci hanno lasciato e sui cambiamenti che quelle azioni hanno avuto o ancora hanno sulla nostra società.
Le attività che verranno organizzate nel corso del progetto sono molteplici e prevedono laboratori nelle scuole superiori italiane, slovene e croate, attività di scrittura creativa e di realizzazione di prodotti multimediali, l’organizzazione di un convegno internazionale a Udine e di una “Resistance Excursion” interattiva-partecipativa a Trieste.

IL CONVEGNO
Relatori e relatrici saranno chiamati a discutere delle diverse forme di coinvolgimento delle donne nei meccanismi di opposizione al regime e alla guerra: un primo panel (mattutino) sarà dedicato ai giovani, agli studenti e ai loro docenti e ruoterà attorno al dialogo con una testimone d’eccellenza: Lidia Menapace. Il suo racconto si inserirà all’interno di una più ampia contestualizzazione del tema fornita dalla giovane storica Michela Ponzani e dalle letture musicate a cura dell’attrice Natalie Norma Fella e del musicista polistrumentista Paolo Paron.
Il panel pomeridiano intende proporre a studiosi, ricercatori, docenti e a tutto il pubblico interessato un’ampia riflessione storica sui tanti diversi modi in cui le donne resistettero al nazi-fascismo: raccontando le storie di vita delle protagoniste; analizzando il contesto storico-politico-ideologico che portò al loro coinvolgimento; indagando l’immaginario sviluppato nei diversi paesi relativamente al ruolo della donna nei moventi resistenziali; mettendo in luce stereotipi, immaginari e rappresentazioni durante la guerra e nei decenni successivi. Si parlerà di resistenza militare, civile e culturale; di staffette e partigiane armate, di infermiere e operaie, di casalinghe e giovani intellettuali.
Più in generale, l’intento è di proporre uno sguardo internazionale, soffermandosi sulle differenze tra le diverse storiografie nazionali.

PROGRAMMA

MATTINA
Teatro Palamostre, Piazzale Diacono 5
Ore 10.00 – 12.30

Michela Ponzani (Storica e consulente dell’Archivio Storico del Senato)
Donne della Resistenza. I motivi di una scelta, le forme di una lotta.

Lorena Fornasir (Figlia di Maria Antonietta Moro)
Tutte le anime del mio corpo: resistere é esistere.

Lidia Menapace
dialoga con Monica Emmanuelli (Istituto Friulano Storia Movimento di Liberazione)
Io Partigiana. La mia Resistenza.

Natalie Norma Fella, Paolo Paron
Reading
“Sognavo un mondo diverso”. Parole, musiche e illustrazioni per raccontare le donne della Resistenza.

POMERIGGIO
Teatro San Giorgio, via Quintino Sella 5
Ore 14.30 – 19.00

INTRODUZIONE

Michela Ponzani (Storica e consulente dell’Archivio Storico del Senato)
Scegliere la disobbedienza.
La dimensione esistenziale dell’antifascismo nelle memorie di donne partigiane.

 

PRIMO PANEL
Donne e Resistenza. Percorsi intellettuali, emotivi, di lotta.

Daniela Rosa (Associazione Le Donne Resistenti)
Una disubbidienza civile: le donne friulane di fronte l’8 settembre 1943.

Irene Bolzon (Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione)
Donne e Resistenze nel fondo della Corte d’Assise Straordinaria di Trieste: verso una geografia di genere?

Fabio Verardo (Università di Trento)
Sfidare il nemico senz’armi. Il ruolo delle donne nei funerali del partigiano Renato Del Din. Tolmezzo, 27 aprile 1944.

 

SECONDO PANEL
La Resistenza femminile in Slovenia e Croazia.
Storia, memorie, rappresentazioni.

Marta Verginella (Università di Lubiana)
Donne slovene nella Resistenza. Tra memoria e oblio.

Barbara Nicole Wiesinger (Studiosa indipendente)
Gendering (Armed) Resistance: Women in the Yugoslav National Liberation Movement.

Natka Badurina (Università di Udine)
L’immagine delle donne della resistenza jugoslava dal dopoguerra ad oggi.

Igor Jovanović e Igor Šaponja (Studiosi indipendenti)
Destini istriani. Memorie di donne resistenti in Croazia.

SOGNAVO UN MONDO DIVERSO

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9 novembre 2015 / ore 10.00-12.00 / Udine – Auditorium Bellavitis
In occasione del 70° anniversario della Liberazione

“Sognavo un mondo diverso”
Parole, immagini e musica per raccontare la Resistenza,
in tutte le sue forme

a cura di: Alessandro Cattunar, Chiara Perini
letture: Natalie Norma Fella
musiche dal vivo: Paolo Paron

Cosa vuol dire resistere contro l’oppressione e il totalitarismo?
Vuol dire innanzitutto sognare un mondo diverso.
Vuol dire fare uno sforzo d’immaginazione grazie al quale prefigurarsi una nuova società, nuovi rapporti tra le persone, nuove istituzioni, un nuovo modo di vivere.
Vuol dire esporsi, mettere in discussione la propria stabilità ed, eventualmente, rischiare la vita per realizzare il cambiamento.
I modi per farlo, sono molti.
Ormai ampiamente ricordato è il ruolo fondamentale ricoperto da coloro che scelsero di combattere in modo esplicito il fascismo e il nazismo, salendo in montagna, prendendo le armi.
Una scelta coraggiosa, fatta da uomini ma anche da molte donne, la cui partecipazione alla “guerra di resistenza” per molto tempo è stato taciuto, sottovalutato, sminuito.
Ma c’è stata anche resistenza senza armi.
Resistenza fatta in sella ad una bicicletta, trasportando messaggi, volantini, cibo.
Resistenza attuata senza uscire di casa, dando ospitalità, cibo, un rifugio dove nascondersi.
Resistenza fisica e psicologica all’interno dei ghetti e dei campi di concentramento.
Resistenza del popolo ebraico ad essere sradicato dall’Europa e dalla Storia, mantenendo istituzioni, giornali, feste, riti religiosi e un sistema d’istruzione.
Resistenza interiore
Resistenza culturale e intellettuale. Una resistenza fatta di idee da affermare, trasmettere, diffondere il più possibile.

In occasione del 70°anniversario della Liberazione,
nel giorno che ricorda la notte dei Cristalli (9 novembre 1938), l’Associazione Quarantasettezeroquattro invita tutti gli studenti delle classi seconde e terze delle scuole secondarie di primo grado ad un evento fatto di parole, musica e immagini.
Un evento che assumerà la forma di una grande narrazione collettiva, composta da fotografie e interviste, voci e canti, albi illustrati, fumetti, romanzi e racconti.
Un evento in cui la voce dei testimoni si intreccerà a quella degli storici e in cui le immagini evocate da un’attrice e un musicista si mescoleranno con le storie immaginate degli stessi studenti.

L’evento è organizzato all’interno del progetto europeo “Personal Faces of the Resistance” ideato dall’Associazione Documenta di Zagabria e finanziato dal programma Europe for Citizens dell’Unione Europea.

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