FAKE/not. Tutto il mondo è una bufala?

FAKE/not. Tutto il mondo è una bufala?

FAKE/not
tutto il mondo è una bufala?

lezione-spettacolo multimediale

di e con Gabriela Jacomella
video Ruben Vuaran / Andrea Colbacchini
musiche Alessandro Ruzzier
una produzione Quarantasettezeroquattro/Festival Contaminazioni digitali
durata 50’

È l’espressione più usata (e abusata) degli ultimi tempi, al punto da essersi sostituita, anche in Italia, alla vecchia e cara “bufala”: è la fake news, la notizia falsa, quella che ci capita sotto il naso mentre consultiamo i social network oppure ci viene recapitata pronta per la lettura nella casella di posta elettronica, o tra i messaggi di WhatsApp. Ma è anche la notizia “avariata” che viene diffusa dai media tradizionali, a loro volta vittime di clamorosi svarioni o promotori di smaccata propaganda.
Tutto il mondo è fake, oppure anche questa è una storia inventata? Fake/Not è uno spettacolo multimediale, un monologo teatrale in cui la voce narrante viene accompagnata da proiezioni, animazioni, musiche e intreccia un discorso visivo e sonoro che ci aiuta ad esplorare la storia, la natura e la complessità dell’universo della disinformazione. Ispirato e liberamente tratto da “Il falso e il vero. Fake news: che cosa sono, chi ci guadagna, come evitarle”(Feltrinelli 2017), FAKE/not è un’esplorazione che prende le mosse da lontano, ben prima dell’avvento dell’era digitale, e che vuole farci riflettere su come le dinamiche che consentono il proliferare delle fake news siano al tempo stesso correlate e indipendenti dall’esistenza dei social network. Dalla Donazione di Costantino al mostro di Loch Ness, dai Protocolli dei Savi di Sion alla Guerra dei Mondi, le notizie inventate – per i motivi più disparati – hanno sempre fatto parte della nostra narrazione collettiva. Ma mentre le immagini scorrono sugli schermi, moltiplicando e rifrangendo i punti di vista e le suggestioni, ecco che ci troviamo proiettati in un mondo nuovo, fatto di velocità e viralità, di bolle e camere dell’eco. Un mondo in cui il messaggio si perde nella cacofonia di voci, in cui diventa impossibile trovare il momento giusto per fermarsi, valutare, analizzare. Un mondo in cui è sempre più necessario comprendere di quali pulsioni, emozioni e pregiudizi rischiamo di cadere vittime.
Un mondo che è fake, e al tempo stesso non lo è. Ed è raccontando le storie di chi con le fake news lavora, di chi le crea e di chi cerca di sbugiardarle, di chi ne è vittima e di chi ci costruisce le sue fortune, che arriveremo a capire insieme quale può essere il nostro ruolo in questa “epidemia del nuovo millennio”. E non è detto che questo ruolo debba piacerci…

 

Gabriela Jacomella

Gabriela Jacomella è nata nel 1977 a Chiavenna (Sondrio). Dopo gli studi in Lettere e Filosofia alla Scuola normale superiore di Pisa, inizia a lavorare al “Corriere della Sera”. Durante i nove anni in via Solferino studia Diritto internazionale dei diritti umani a Oxford, dove ritorna per una fellowship al Reuters Institute for the Study of Journalism, con una ricerca su media europei e migrazioni. Lascia il “Corriere” nel 2011 e, negli anni successivi, si occupa di formazione e giornalismo nei paesi in via di sviluppo, dal Sud Sudan alla Birmania. Nel 2016 fonda, insieme a Nicola Bruno e Fulvio Romanin, Factcheckers, un’associazione no profit che promuove e diffonde la cultura del fact checking (vale a dire, la verifica dei fatti e delle fonti), soprattutto online. Dall’ottobre 2017 è Young Policy Leaders Fellow presso la School of Transnational Governance dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole (Firenze). Ha pubblicato due graphic novel (con Gabriel Pacheco e Gianluca Costantini) e un libro per bambini, e collabora con varie testate italiane. Per Feltrinelli Kids, Il falso e il vero. Fake news: che cosa sono, chi ci guadagna, come evitarle (2017).

Sacrica la scheda dello spettacolo (.pdf)

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