Spettacolo Video-Teatrale

 

progetto a cura di: Alessandro Cattunar, Natalie Norma Fella
docenti referenti: Flavia Valerio, Francesca Turchetto
laboratori didattici e regia teatrale: Alessandro Cattunar, Natalie Norma Fella
video: Ruben Vuaran
sceneggiatura: Natalie Norma Fella
musiche dal vivo: Paolo Paron

Uno spettacolo di teatro multimediale / una ricostruzione della vicenda degli IMI durante la Seconda guerra mondiale / due storie di vita che si incontrano alla stazione di Artegna: un soldato di Rimini deportato dai nazisti e una ragazza che gli presta soccorso. La storia di Umberto Tamburini e Fides Jacuzzi.

In occasione della Giornata della Memoria 2016,
l’Associazione Quarantasettezeroquattro ha curato il progetto “I ragazzi ricordano la Shoah” coinvolgendo 40 studenti della Scuola secondaria “G.D’Artegna” di Artegna e 10 studenti dell’Istituto Magrini-Marchetti di Gemona.
Il progetto si proponeva di introdurre gli studenti alla storia dei totalitarismi, della Seconda guerra mondiale, delle deportazioni e delle resistenze con un approccio laboratoriale.

Nello specifico, si è posto al centro dell’attenzione la vicenda storica degli IMI, gli Internati Militari Italiani, deportati verso i campi di prigionia in Germania a seguito dell’Armistizio dell’8 settembre.
Le attività laboratoriali e di riflessione hanno preso spunto dalla biografia di Umberto Tamburini, oggi 94enne, originario di Rimini. Ai tempi del secondo conflitto mondiale Tamburini fu mandato militare a Fiume da dove, all’indomani dell’Armistizio, venne prelevato insieme a molti commilitoni per essere deportato nei campi di internamento a Berlino. Dopo una breve sosta alla Risiera di San Sabba il suo convoglio fece tappa alla stazione di Artegna dove un gruppo di donne si organizzò per prestare soccorso ai prigionieri, offrendo loro cibo e acqua. Durante la breve permanenza sui binari di Artegna i prigionieri ebbero l’opportunità di lasciar cadere dal vagone alcuni bigliettini con le loro generalità che vennero raccolti dalle donne di Artegna e recapitati alle famiglie, per far sapere che i loro cari erano ancora in vita e destinati a lunghi mesi di prigionia.
Umberto Tamburini sopravvisse al durissimo lavoro in diversi campi in Germania, da cui riuscì a fuggire per far ritorno a casa, a Rimini.

La storia di Umberto Tamburini e delle donne che gli prestarono soccorso durante la sua deportazione verso la Germania viene ricostruita attraverso un dialogo tra passato e presente, tra sguardi e punti di vista, tra videoproiezioni e reading sul palco.