New media in education / Seminario per docenti ed educatori

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NEW MEDIA IN EDUCATION
le nuove tecnologie come strumento didattico

14 maggio // 14.30 – 17.30
Biblioteca storica – ISIS Nautico-Galvani
piazza Attilio Hortis 1 – Trieste

 

Laura Corazza, Università di Bologna //
Tecnologie educative: videoculture e strategie di didattiche innovative

Paolo D’Andrea, Cinemazero di Pordenone //
Cinema come strumento didattico

Raimondo Pasin, Istituto Galvani di Trieste //
Vblog e videorelazioni

associazione culturale 47|04 e Roberto Todero //
Un esperimento di storia controfattuale sulla fine della Grande guerra
presentazione del documentario “Vincitori o vinti?”
Realizzato dagli studenti dell’ISIS Sacile-Brugnea

SEMINARIO FORMATIVO PER DIRIGENTI, DOCENTI, EDUCATORI
progetto SCUOLA SpA – educazione tra pari, cittadinanza attiva, territorio

47|04 con ISIS Paschini-Linussio/Tolmezzo e Nautico-Galvani/Trieste, IC Giovanni Pascoli/Cormòns e IC Dante Alighieri/Staranzano

Con il contributo della regione Friuli Venezia Giulia / Progetti Speciali

Vincitori o vinti? Un esperimento di storia controfattuale sulla fine della Grande guerra

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Le tematiche affrontate
Il progetto propone una riflessione di ampio respiro e di medio periodo sulle conseguenze geopolitiche, sociali e simboliche della fine del primo conflitto mondiale.
Le questioni poste al centro dell’attenzione e sviluppate attraverso incontri, conferenze e attività laboratoriali saranno:
− le conseguenze geopolitiche: la fine della Prima guerra mondiale e la sconfitta dell’Austria-Ungheria comporta l’improvvisa dissoluzione di un entità statale multinazionale a cui segue la nascita di nuovi stati nazionali; l’inserimento di vaste aree multietniche (come il caso della Venezia Giulia e del Litorale) all’interno di uno stato nazionale (Italia) e anche la nascita di nuovi contesti multinazionali (Regno dei Serbi Croati e Sloveni). Si proporrà quindi una riflessione ampia e di lungo periodo sulle dinamiche stato-nazione / validità del principio di autodeterminazione dei popoli / dinamiche di costruzione e processi di cambiamento dell’identità nazionale / possibilità di identità plurime, a livello individuale e collettivo;
− la transizione dalla guerra alla pace: il periodo di transizione prevede processi di ricostruzione a livello fisico (case, edifici, infrastrutture, fabbriche, posti di lavoro), sociale e psicologico. Ci soffermeremo in particolare sugli ultimi due aspetti: difficoltà della riconversione degli uomini da soldati a lavoratori, difficoltà del “ritorno” delle donne ai contesti e ai ruoli familiari dopo l’esperienza di emancipazione legata al lavoro in fabbrica; mancata elaborazione del trauma da parte dei soldati e impossibilità di far comprendere le esperienze vissute; risentimento dei feriti e mutilati; senso di frustrazione per la delusione delle aspettative dell’anteguerra. Si affronterà poi la questione dei ricongiungimenti familiari, delle famiglie obbligate a lasciare la propria terra in quanto “non desiderate”, le difficoltà legate al ritorno a casa di quelle persone e famiglie che erano andate profughe negli anni precedenti;
− le dinamiche di elaborazione della memoria pubblica, collettiva e individuale in Italia, Slovenia e Austria;
− “identità e confini”: quali sono le conseguenze degli spostamenti di confine sulle dinamiche sociali, sulla costruzione e riformulazione delle identità?
− “vincitori e dei vinti”: narrazioni pubbliche e percezioni individuali. Come viene vissuta la fine del conflitto dalle diverse comunità?

Attività laboratoriali
Attività di tipo laboratoriale e di gruppo permetteranno agli studenti di approcciare in modo autonomo e critico fonti documentarie, fotografiche e giornalistiche, diari e lettere.
I partecipanti avranno la possibilità di visitare e lavorare sugli archivi locali e avranno la possibilità di svolgere attività di ricerca e analisi in prima persona.

La seconda fase del progetto prevede la visita ai musei della Grande guerra di Gorizia e Caporetto. Visita ai Sacrari di Redipuglia e Caporetto, al cimitero Austro-Ungarico di Redipuglia e ai numerosi resti relativi alla prima guerra mondiale presenti nell’area del San Michele e del Brestovec.
Nel corso delle visite gli studenti dovranno svolgere un lavoro di documentazione video-fotografico.

Un esperimento di storia controfattuale
Il vero cuore del progetto è rappresentato dal laboratorio per la realizzazione di un documentario controfattuale in cui si raccontano le ipotetiche conseguenze geopolitiche e sociali della vittoria dell’Austria-Ungheria nella Prima guerra mondiale.

Ipotizzare quali sarebbero state le conseguenze della vittorio dell’Austria-Ungheria consentirà agli studenti di sviluppare un percorso di riflessione critica e autonoma su un’ampia varietà di aspetti che bisogna tenere in considerazione per comprendere la fine di un conflitto. Attraverso l’esercizio del “what if” i partecipanti dovranno dare riposte credibili a degli scenari ipotetici, adducendo motivazioni valide e dimostrando di aver compreso i principali nessi causa-effetto.
Il lavoro di realizzazione del documentario controfattuale spingerà i ragazzi a svolgere un’attenta analisi delle fonti, soprattutto quelle audiovisive, fotografiche e grafiche per comprendere realmente che cosa sono in grado di raccontare, anche in un’ottica manipolatoria. Infine i ragazzi dovranno costruire, attraverso la selezione, manipolazione e il montaggio dei documenti audiovisivi e dei materiali a disposizione, una narrazione audiovisiva che avvalori la tesi della vittoria austro-ungarica.

In occasione dell’incontro conclusivo verrà proiettato il documentario e verrà proposto un dibattito relativamente alle modalità di comunicazione della storia, alla manipolazione delle fonti con collegamento all’attualità e al tema della costruzione delle fake news.


Progetto promosso da
ISIS Sacile-Brugnera

a cura di
Associazione Quarantasettezeroquattro (Gorizia)

con il contributo di
Regione Autonoma Friuli – Venezia Giulia / Progetti educativi – Centenario della Prima guerra mondiale

partner di progetto
− Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione (Udine)
− Comune di Sacile
− Comune di Porcia
− Archivio di Stato di Pordenone
− Biblioteca e Archivio comunale di Sacile
− Istituto Comprensivo Jacopo di Porcia, Porcia
− Istituto Comprensivo Rita Levi Montalcini Fontanafredda
− ISIS Pujati, Pordenone
− Associazione Pro Sacile

Tracce. Storie di vita in tempo di guerra

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Trieste, le leggi razziali, cinque storie che si incrociano.
Lezione-spettacolo multimediale

a cura di: Alessandro Cattunar
letture: Natalie Norma Fella
video live: Andrea Colbacchini
musiche dal vivo: Margherita Valtorta (voce), David Sarnelli (fisarmonica)

Il 18 settembre del 1938, esattamente ottant’anni fa, Diamantina, Miriam, Izhak, Enrico e Mauro si trovano in Piazza dell’Unità d’Italia ad ascoltare il discorso del Duce che annuncia l’adozione delle leggi razziali in Italia. Cinque giovani, tra i 12 e i 20 anni, Ebrei di Trieste, provenienti dalla Grecia o dalla Cecoslovacchia, o residenti in Italia da generazioni. Cinque giovani che assistono, insieme a migliaia di altre persone, ad un evento epocale senza rendersi immediatamente conto della portata delle parole di Mussolini.
Gli effetti concreti, le conseguenze, di quell’annuncio appariranno chiare nei giorni e nei mesi successivi: per gli ebrei di Trieste, e di tutta la penisola, nulla sarà più come prima.
Trovandoci ormai alla conclusione dell’“era del testimone”, appare sempre più necessario individuare ed esplorare nuovi linguaggi, nuove modalità narrative, nuovi strumenti educativi in grado di valorizzare, rielaborare e rendere accessibili le molteplici storie e memorie legate alla Seconda guerra mondiale e alla Shoah che finora sono state tramandate principalmente attraverso la testimonianza diretta.

In occasione della Giornata della Memoria 2019, l’Associazione Quarantasettezeroquattro propone agli studenti e alla cittadinanza una lezione-spettacolo in cui parole, musica e immagini vanno a comporre un tessuto narrativo originale, capace di catturare lo spettatore e stimolare la riflessione. Un evento in cui si affronteranno alcuni dei principali nodi della storia del Novecento intrecciando fotografie, immagini, documenti, racconti di vita, romanzi, fumetti e albi illustrati.
Un evento in cui la voce dei testimoni si intreccerà a quella degli storici e in cui le immagini evocate da un’attrice e due musicisti si mescoleranno con fotografie e illustrazioni.
Quali sono le scelte e i percorsi di vita individuali e come influiscono nella storia della comunità?
Gli eventi narrati si svolgono nella Trieste degli anni ’30-’40 seguendo i destini incrociati (le storie vere) di 5 famiglie ebraiche del capoluogo giuliano che diventerà il palco per l’annuncio delle leggi razziali nel settembre del 1938 e si troverà al centro dell’occupazione nazista dopo l’8 settembre 1943.

MEMOBUS – VIAGGIO DELLA MEMORIA AD AUSCHWITZ-BIRKENAU

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UN VIAGGIO DI FORMAZIONE AI CAMPI DI CONCENTRAMENTO DI AUSCHWITZ-BIRKENAU.

Il progetto Memobus propone una visita a Cracovia e ai campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau come momento centrale di un’esperienza formativa più ampia e articolata che intende focalizzarsi sugli eventi, sui luoghi e sulle persone. Un’esperienza che si compone di lezioni interattive, incontri con i testimoni e laboratori per concludersi con un confronto diretto con i luoghi della memoria: i campi, ma anche il ghetto di Cracovia, il quartiere ebraico e il museo Schindler.

 Un progetto educativo rivolto agli studenti delle scuole superiori del Friuli Venezia Giulia, un viaggio – al contempo fisico e ideale – all’interno delle memorie tragiche della Shoah e dei totalitarismi.

“Memobus” si fonda sulla convinzione che per mantenere e tramandare la memoria della Shoah sia necessario un lungo percorso che attraverso l’analisi, la riflessione, e l’immedesimazione, porti alla comprensione.

 


 

PENSIERO E IMMAGINAZIONE

La visita ai più grandi e importanti campi di sterminio concepiti dal regime nazista rappresenta un’esperienza di forte impatto formativo ed emotivo.

Consente infatti agli studenti di confrontarsi direttamente con gli spazi che furono al centro di eventi che ormai possono apparire lontani e incomprensibili, se non addirittura inimmaginabili.
Più volte si è ripetuto che Auschwitz è impensabile, che la Shoah non è rappresentabile. Che l’esperienza del campo di sterminio è un limite invalicabile per l’immaginazione e per la narrazione. Tali constatazioni hanno contribuito a creare, attorno al problema dei campi di concentramento e di sterminio – non solo degli ebrei, ma anche degli oppositori politici, di Rom e Sinti e di tutti coloro ritenuti inferiori o pericolosi dal regime di Hitler – una sorta di aura, relegandolo quasi in una dimensione di sacralità, in un universo a cui bisognava accostarsi con prudenza e riverenza.

Tale aura ha spesso rappresentato un ostacolo per coloro che intendevano, con i mezzi più diversi, avvicinarsi alla Shoah con l’intenzione di “raccontarla”, di tramandarla, di farla comprendere alle nuove generazioni.
Ma confinare la questione all’interno dell’“impensabile” vuol dire, in un certo senso, sbarazzarsi del problema, firmare una vera e propria dichiarazione d’impotenza. Per non lasciarsi sopraffare da questo sentimento, Hannah Arendt ha insistito sul fatto che «là dove il pensiero fallisce, proprio là il pensiero deve insistere e persistere, tentando magari vie diverse».

Non bisogna quindi parlare di inimmaginabile, ma bisogna anzi essere disposti a riconoscere che per sapere, per comprendere e per comunicare è innanzitutto necessario immaginare. «Dobbiamo provare a immaginare l’inferno di Auschwitz». Bisogna aprirsi all’«immaginazione, malgrado tutto» (G. Didi-Huberman).

Immaginare vuol dire fare uno sforzo di pensiero, di ragionamento. Significa provare a fare propria un’esperienza, inserendosi al suo interno, rapportandosi direttamente ad essa. Vuol dire, in un certo senso, abbattere le barriere che fanno percepire un determinato evento storico come definitivamente passato ed estraneo.
Questa è la sfida che intendiamo affrontare con il progetto “Memobus”.


 

ATTIVITA’ LABORATORIALI

Memobus 2014 4

Il progetto Memobus prevede cinque incontri di preparazione prima del viaggio e due incontri successivi al rientro con storici, docenti universitari, esperti e testimoni diretti, che accompagneranno gli studenti durante l’intero percorso.

L’obiettivo degli incontri è quello di fissare una rigorosa e precisa conoscenza storica dei fatti attraverso l’elaborazione e l’utilizzo di materiali e linguaggi in grado di comporre un quadro globale del contesto storico, che accolga al suo interno sguardi e prospettive diverse fra loro.
Le lezioni storiche preliminari al viaggio saranno costruite pensando agli studenti quali attori del processo di apprendimento, coinvolgendoli nella ricostruzione storica a partire dall’utilizzo di fonti quali, ad esempio, immagini e testimonianze di sopravvissuti.

Se da un lato verrà raccontato ai ragazzi “cosa è successo”, ci si soffermerà sulle storie di vita, sulle storie legate alle persecuzioni e alle deportazioni in Italia, in Germania e in Polonia, dall’altro lato riteniamo sia fondamentale comprendere le dinamiche politiche, economiche, sociali e psicologiche che hanno portato e hanno reso possibile la “soluzione finale”. Il progetto Memobus intende quindi porre al centro della riflessione con gli studenti le domande “Come è stato possibile?”, “Perché è successo?”.


 

RACCONTARE LA SHOAH MALGRADO TUTTO

Il progetto Memobus si basa sulla consapevolezza che ci troviamo ormai alla fine di quella fondamentale fase della “storia della memoria” che Annette Wieviorka ha definito “era del testimone”. E’ quindi necessario domandarsi cosa si può fare “dopo l’ultimo testimone” per tramandare alle generazioni future la memoria della Shoah e mantenere viva la riflessione su un tema che ha bisogno di essere ancora studiato e approfondito.
I partecipanti al progetto Memobus saranno posti di fronte a questa sfida in quanto avranno il compito di sperimentare nuovi modi di raccontare ai propri coetanei e a tutta la cittadinanza un pezzo di questa storia, filtrato attraverso la propria sensibilità.
Verranno utilizzate immagini storiche e video di testimonianze dirette in modo da stimolare e coinvolgere gli studenti nella vera e propria ricostruzione storica attraverso l’uso consapevole di fonti e documenti dell’epoca. Dall’altro si porrà l’attenzione sui linguaggi della multimedialità quali canali privilegiati dell’oggi per la condivisione e la conservazione sia di conoscenze storiche che di memoria.

La multimedialità quale strumento privilegiato per la condivisione delle esperienze fatte, la socializzazione delle conoscenze acquisite, la trasmissione della memoria.

 

Parete di foto 2


 

ATTIVITA’ FORMATIVE

 

CONTESTUALIZZAZIONE STORICA

5 incontri di contestualizzazione storica e lavoro su immagini, fotografie, documenti, video, narrativa. Gli incontri avranno un’impostazione simile per le scuole medie e superiori ma avranno diversi livelli di approfondimento.

Primo incontro – Regimi dittatoriali fra le due guerre
Cosa significa vivere sotto una dittatura? Quale ruolo assunse la propaganda nel regime fascista e nazista? Si analizzeranno le principali dinamiche che portarono all’affermazione del fascismo in Italia e del nazismo in Germania, facendo emergere i tratti ideologici dei due regimi e le ripercussioni sulla vita quotidiana dei cittadini e delle cittadine.

Secondo incontro – La persecuzione politica e i “nemici del Reich”
Focus sulle dinamiche della persecuzione politica in Italia e in Germania, affrontando i temi del dissenso, della propaganda, della repressione e le tappe della persecuzione e deportazione dei “politici”. Si individueranno poi gli altri gruppi etnici e sociali nel mirino della politica persecutoria del nazismo.

Terzo incontro – Le tappe della persecuzione ebraica / La persecuzione dei diritti
Si partirà da un breve excursus all’interno dell’ebraismo attraverso storia e tradizioni, per individuare i tratti principali dell’ebraismo dell’Europa occidentale e il suo rapporto con le società maggioritaria prima dello scoppio della seconda guerra mondiale. Si affronteranno poi le prime fasi della persecuzione dei diritti, soffermandosi sulle basi ideologiche e sulle dinamiche all’interno del partito nazista e della società tedesca.

Quarto incontro – Le tappe della persecuzione ebraica / La persecuzione delle vite
Come si passò dalla persecuzione dei diritti alla persecuzione delle vite? Quali le tappe cronologiche e politiche di questa progressione? Quando iniziò la Shoah e come si arrivò alle camere a gas? Ci si focalizzerà poi sul caso italiano e sulla macchina persecutoria messa in atto a partire dalla fine del 1943, che portò all’arresto degli ebrei nella penisola, alla spoliazione dei loro beni, fino al concentramento nei campi di transito italiani in attesa dei convogli tedeschi diretti verso l’Europa dell’est.

Quinto incontro – Resistenze, zone grigie, banalità del male.
Focus dedicato alle varie forme di resistenza verso il regime: resistenza civile e resistenza armata; resistenza intellettuale e culturale; resistenza all’interno dei ghetti e dei campi. Si affronterà poi il tema della “zona grigia”, cercando di declinare questo concetto in diverse direzioni. Si affronterà soprattutto il tema delle scelte di vita, dell’importanza dei comportamenti individuali, della solidarietà o mancata solidarietà, del collaborazionismo e delle delazioni. Infine si affronterà – almeno parzialmente – la questione dei carnefici, a partire dalla figura di Adolf Eichmann e dalle riflessioni di Hannah Arendt.

Sesto incontro – Incontro/dialogo con un testimone

 

TRA NARRATIVA E MEMORIALISTICA

Per aiutare gli studenti a muoversi all’interno della complessità della storia e per stimolare la riflessione e il dibattito, verrà fornita una bibliografia essenziale che comprende narrativa e memorialistica. Ogni studente sceglierà dall’elenco un libro da leggere e ne selezionerà delle parti.
Durante il quinto incontro ogni studente riporterà alla classe una breve sintesi del testo e il suo inquadramento storico, motiverà la scelta dei brani selezionati e li aggancerà ai luoghi della mappa. In questo modo i luoghi della mappa si arricchiranno di ulteriori esperienze e descrizioni e comporranno, come in un puzzle, la complessità del contesto.


 

PROGRAMMA INDICATIVO DEL VIAGGIO

Primo giorno
17.00: Ritrovo presso il piazzale antistante la Risiera.
17.30: Visita alla Risiera di San Sabba, confronto con i testimoni e cerimonia con le autorità.
19.30: Partenza dei pullman da Trieste.
21.30: Attività di preparazione in Pullman.

Secondo giorno
10.30: Arrivo a Cracovia.
10.30 – 13.00: Visita guidata al quartiere ebraico Kazimierz, 4 sinagoghe, cimitero ebraico, piazza e monumento. Lungo la strada: visita ad alcuni dei luoghi coinvolti dall’occupazione nazista della Polonia.
13.00 – 14.30: Pranzo
14.30 – 16.00: Incontro con i rappresentati della Comunità ebraica presso il JCC.
16.00 – 17.00: Sistemazione in albergo.
17.00 – 20.00: Visita libera alla città.

Terzo giorno
9.00 – 13.00: spostamento in corriera al Museo Schindler e visita al museo. A seguire visita all’ ex ghetto ebraico e al museo della Farmacia (esposizione multimediale dedicata alla resistenza ebraica nel ghetto).
13.00 – 14.30: Pranzo.
14.30 – 18.00:

Visita libera alla città // Possibile visita di approfondimento ai resti del Campo di concentramento di Plazow.    
18.00 – 19.30: Attività di riflessione e rielaborazione.
20.30: Cena comunitaria.

Quarto giorno
7.30 – 8.30: Spostamento al campo di Auschwitz 1.
9.00 – 13.00: Visita guidata al campo di Auschwitz 1.
14.00 – 18.00: Visita al campo di Auschwitz 2 Birkenau.
19.00: Rientro a Cracovia.
20.00: Cena.

Quinto giorno

07.00 – 08.00: Colazione
08.00 – 10.00: Suddivisione in gruppi di lavoro e riflessioni sulla visita a Cracovia, Auschwitz e Birkenau; momento di restituzione e rielaborazione
10.30 – 10.30: Check-out e partenza da Cracovia
13.00 – 13.45: Pranzo al sacco/autogrill
19.00 – 19.30: Cena al sacco/autogrill
22.00 – 22.30: Arrivo

Partecipanti

­Studenti/studentesse delle scuole superiori di secondo grado del Friuli Venezia Giulia: classi terze, quarte e quinte.
­In via preferenziale interi gruppi-classe oppure minimo 15 alunni/e per Polo Scolastico.
­Ogni viaggio prevede massimo 2 pullman da 53 posti, per un totale di 90 studenti + docenti + accompagnatori.

 

CALENDARIO DI MASSIMA

− Adesione al progetto da parte delle scuole con comunicazione del numero di studenti aderenti: entro 31 ottobre 2019.
− Attività didattiche e incontri di formazione: novembre 2019 – febbraio 2020
− Viaggi: sono previsti 3 viaggi con 2 pullman ciascuno: 90 studenti + 10 docenti + 6 accompagnatori per ogni viaggio
a) 19-23 febbraio 2020
b) 12-16 marzo 2020
c) 16-20 marzo 2020
Le date sono indicative e potrebbero subire delle modifiche.


 

MEMOBUS 2012 – 2019
un progetto regionale
che ha coinvolto le comunità,
le scuole, i territori.

15 scuole diverse
1000 studenti nelle attività didattiche 370 studenti nel viaggio
220 adulti come formatori e accompagnatori
15 testimoni
18 partner

EDIZIONI PRECEDENTI

2012-2013
Scuole coinvolte: Istituto Comprensivo di
Fontanafredda.
Con il contributo del Comune di Fontanafredda.
In collaborazione con ANED Pordenone.

2014
Scuole coinvolte: scuole superiori di Gorizia.
Con il contributo della Provincia di Gorizia.

2015
Scuole coinvolte: scuole superiori di Gorizia,
Monfalcone, Staranzano e Udine.
Con il contributo di: Provincia di Gorizia, Consulta
provinciale degli studenti di Gorizia.

2015 – 2016
Scuole coinvolte: classi terze medie Istituto
comprensivo di Aquileia e Fiumicello.
Con il contributo del Comune di Fiumicello.

2016 e 2017
Scuole coinvolte: scuole superiori di Trieste, Gorizia, Monfalcone, Staranzano.
Con il contributo di: Provincia di Gorizia, Consulta
provinciale degli studenti di Gorizia e Trieste.

2018 
Scuole coinvolte: scuole superiori di Trieste, Gorizia, Monfalcone, Staranzano, Sacile, Fiumicello.
Con il contributo di: Regione Friuli Venezia Giulia, ANED di Pordenone, Consulta provinciale degli studenti di Gorizia e Trieste.

2019 
Scuole coinvolte: scuole superiori di Trieste, Gorizia, Gradisca, Sacile, Pordenone
Con il contributo di: Regione Friuli Venezia Giulia, ANED di Pordenone, Consulta provinciale degli studenti di Gorizia e Trieste.


 

PER INFORMAZIONI

dott. Alessandro Cattunar
Cell: 338.1411435
segreteria@quarantasettezeroquattro.it

Io sto bene… e spero lo stesso di voi

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Io sto bene… e spero lo stesso di voi. Comunicare con i propri cari in tempo di guerra e migrazioni.

A cura di
Associazione Quarantasettezeroquattro

In parternariato con
– Istituto friulano per la storia del movimento di liberazione (Udine)
-La Casa Internazionale delle Donne (Trieste)
– Oikos Onlus
– Cooperativa Il Mosaico
– Io Deposito
– Sezione italiana del Liceo Csokonai di Debrecen (Ungheria).

Scuole coinvolte
– Istituto Comprensivo San Giovanni – Scuola secondaria di primo grado Codermatz (Trieste)
– Istituto Comprensivo Marco Polo – Scuola secondaria di primo grado (Grado)
– ISIS Carducci-Dante – Trieste
– Liceo Csokonai di Debrecen (Ungheria)

Il progetto

Attraverso metodologie e strumenti didattici innovativi e partecipativi, il progetto intende avviare una riflessione sulle ricadute individuali, familiari e sociali dei conflitti, a partire dalla Grande Guerra, con focus sul 1917, fino alle migrazioni del XXI secolo. In una prima fase, studenti italiani e ungheresi svilupperanno attività autonome mentre successivamente si confronteranno sia nel campo delle rielaborazione artistica sia attraverso lo scambio e la condivisione dei percorsi.
E’ prevista una successione di attività, in grado di espandere saperi e competenze specifiche attraverso lezioni partecipate, attività laboratoriali di gruppo, lavoro sul campo, produzioni multimediali.
Tutte le classi si focalizzeranno sull’analisi e il racconto del rapporto tra chi “si sposta” e “chi resta”, di come a seguito di spostamenti legati ai conflitti o a situazioni di necessità impellenti che, loro malgrado, spingono a parti-re gruppi numerosi di persone si modificano sia il singolo individuo sia il tessuto sociale. Ci si focalizzerà in particolare sugli strumenti di comunicazione (lettere, cartoline, diari, telefono, smartphone, social media ecc.) e sulle modalità di racconto della propria vita e situazione
Risultato tangibile delle attività la produzione di un cortometraggio da parte degli studenti italiani che verranno proposti a Debrecen (Ungheria) durante il Festival di Italiano e a Trieste al festival Teatrando.
In partnership con la Fondazione della sezione italiana del liceo Csokonai di Debrecen durante il Festival di italiano verrà organizzata una competizione teatrale riservata alle scuole ungheresi con insegnamento in italiano dedicata alle tematiche della Grande Guerra sul fronte del FVG nel 1917. Le diverse scuole ungheresi produrranno uno spettacolo teatrale in lingua italiana.
Lo spettacolo vincente verrà premiato con un viaggio in Italia durante il quale rappresentare lo spettacolo al festival di teatro Teatrando, a Trieste. Durante il viaggio in Italia gli studenti ungheresi avranno modo di incontrare i loro coetanei italiani e svolgere con loro attività di riflessione e condivi-sione sulle tematiche della Grande Guerra affrontate durante il progetto e avranno modo di visitare i luoghi della memoria in regione e nella vicina Slovenia (Caporetto).
Il coinvolgimento di studenti italiani e ungheresi permette alle attività di svolgersi in un ambiente internazionale e interculturale creando le basi per quella conoscenza reciproca tra nazioni nemiche nella prima guerra che è il pri-mo passo per un approccio critico alla guerra. Grazie alle attività didattiche, ai laboratori e agli incontri internazionali si svilupperà una riflessione sui diversi punti di vista sulla Grande Guerra, sottolineando i danni portati dalla guerra al tessuto sociale, la propaganda contro il nemico e la differente visione della battaglia di Caporetto, vista dagli italiani come tragica sconfitta, mentre dagli austro-ungheresi chiamata “Miracolo”. Proprio su questa differenza di valutazione e sulle conseguenze socio-culturali della guerra sarà dedicata l’attività teatrale delle scuole.

Il progetto intende partire dalla scoperta e dall’analisi dei racconti, delle narrazioni, delle esperienze di vita dei militari e dei civili durante la Grande Guerra per focalizzarsi sulla descrizione dei luoghi e degli spazi, sulle tema-tiche ricorrenti, i differenti punti di vista, le contraddizioni tra sentimenti spesso contrastanti, le modalità narrative e gli espedienti retorici. Il rapporto con i propri cari, quello che si racconta loro e quello che ci si vuole sentire dire da coloro che sono a casa e hanno un punto di vista differente della guerra. Si tratta di sguardi parziali e orientati, e proprio per questo in grado di farci comprendere l’impatto che la guerra ebbe sui singoli, le famiglie, le comuni-tà.
Riteniamo che questi racconti, le loro caratteristiche e i significati che ne derivano siano un ottimo punto di colle-gamento con le guerre attuali: lo sguardo dei civili, di coloro che sono costretti a fuggire dai bombardamenti, dalla povertà, dalla mancanza di prospettive, anche in questo caso appare particolarmente illuminante. Le guerre, agli occhi di chi le subisce, impotente, appaiono tutte sotto la stessa luce
Il progetto allora propone una comparazione tra questi sguardi e narrazioni provenienti dal passato e prodotte nel presente per aprire prospettive di interpretazione e analisi dell’attualità e dei conflitti oggi in corso.
Rispetto alla Grande Guerra, a partire dalla memorialistica dell’epoca, gli studenti ricostruiranno ambiti e vicende, emozioni ed esperienze. Allo stesso modo si occuperanno della raccolta di narrazioni civili. Entreranno in contatto con i profughi di oggi, scopriranno i luoghi dell’accoglienza attivi in regione e raccoglieranno dal vivo le testimo-nianze dei civili in fuga dalle guerre e il loro tenersi in contatto con chi ancora vive in zone di guerra e di conflitto.
I sentimenti dei civili, gli spostamenti coatti cui le genti in guerra spesso sono costrette, il senso di appartenenza ad una terra violata, le privazioni, i legami recisi costruiranno un ideale filo rosso in grado di collegare la Grande Guerra con i conflitti attuali. Analizzeranno i diversi espedienti retorici messi in atto nelle diverse narrazioni di guerra e tracceranno attraverso tecniche specifiche di comparazione somiglianze e differenze. Ne uscirà un quadro sicuramente composito dei diversi conflitti, ognuno con le proprie peculiarità storiche geografiche e politiche, ma allo stesso tempo riaffioreranno i temi ricorrenti e propri di ogni guerra, le esperienze simili, lo stesso cumulo di sofferenze cui le popolazioni vengono sottoposte, i percorsi individuali così vicini l’uno con l’altro. Attraverso la lettura e l’analisi delle narrazioni di guerra emergeranno le conseguenze che ogni conflitto, in ogni epoca provoca, sui territori, sulle popolazioni, sulle vite di ciascun individuo. Nonostante le distanze storiche e geografiche, la guerra avvicina le esperienze di individui lontani fra loro, e ricorda che il diverso e “l’altro da sé” è più simile a noi di quanto non crediamo.

 

Il cortometraggio

Il cortometraggio realizzato dagli studenti della classe III A _ ES del Liceo Carducci -Dante di Trieste.

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La memoria restituita / Performance multimediale itinerante

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LA MEMORIA RESTITUITA

Un percorso multimediale tra le storie dei ricoverati-lavoratori dell’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Gorizia.

un progetto di: Quarantasettezeroquattro
in collaborazione con: Lunatico Festival
regia: Chiara Perini
ricerche d’archivio e consulenza scientifica: Sara Fantin / La Collina cooperativa sociale
videoproiezioni: Andrea Colbacchini
sistemi interattivi: Paolo Scoppola
coreografie: Sarah Taylor
con: Sergio Pancaldi e Sara Taylor
con la partecipazione di
Oltre Quella Sedia – compagnia di Teatro Interesshante:
Arianna Ballarin, Corrado Canu, Stefano Pincin, Cecilia Tomsig, Marco Tortul, Lina Veccia
musiche live: Paolo Scoppola

si ringraziano per la collaborazione:
Elisa Stocco / CSM di Gorizia
Ilaria Bastiani / La Collina cooperativa sociale
Cristina Gregoris

Ingresso gratuito

Ritrovo: spiazzo antistante il padiglione esterno..

 


LO SPETTACOLO
La performance multimediale itinerante “La memoria restituita” prende spunto dalla ricerca archivistica che sta portando in luce documenti, cartelle cliniche e resoconti dell’archivio dell’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Gorizia con l’intenzione di condividere con gli spettatori alcune delle tante possibili storie del manicomio in cui ebbe inizio la riforma della psichiatria italiana. Franco Basaglia, direttore dell’ex-opp di Gorizia dal 1961 al 1969, sperimentò nella struttura goriziana un modus operandi che portò alla formulazione delle legge 180 del ’78 con conseguente smantellamento della struttura manicomiale italiana a cui farà seguito lo sviluppo dei Centri di Igiene Mentale, oggi Centri di Salute Mentale, attivi su tutto il territorio nazionale. Il focus della performance sono i pazienti-lavoratori. Dall’ergoterapia degli anni ’30 alle attività occupazionali promosse nel periodo basagliano fino alle attuali borse lavoro offerte ai pazienti dei Centri di Salute Mentale. Gli spettatori seguiranno un percorso che dall’interazione tra videomapping e lettura scenica approderà al teatro multimediale e alla performance di danza per concludersi con un’installazione interattiva che li porterà a farsi protagonisti diretti di questa esperienza mediatica.


OLTRE QUELLA SEDIA
A partire da un percorso di teatro sperimentale nel 2002 nasce “Oltre quella sedia”; nel 2009 “Oltre Quella Sedia” diventa associazione di promozione sociale e offre una proposta teatrale tesa alla ricerca della valorizzazione delle abilità e delle capacità del singolo che trasformano in ricchezza del gruppo, creando spettacoli che non si fermino al palcoscenico, ma “inondino” lo spettatore con messaggi ed emozioni. Lo spettacolo utilizza l’espressione corporea, la voce, le parole (intese come significanti e come significato), il movimento, le musiche, il silenzio e mette in contrapposizione momenti corali a momenti di espressione individuale, dando vita ad assonanze e dissonanze e lavorando sul gesto che diventa azione consapevole e che passa da grande a estremamente misurato, da veloce a ostinatamente lento, fino ad arrivare all’immobilità, per sottolineare il suo respiro.
Gli attori si muovono sul palco, realizzando momenti dinamici e statici come in una sorta di album di famiglia che si sfoglia, soffermandosi a ogni foto. Ognuna di esse appartiene a una storia, a un vissuto di sentimenti e sensazioni da condividere con lo spettatore che viene avvolto dalle emozioni, stravolto nei pensieri e reso protagonista di un’opera d’arte.

SERGIO PANCALDI
Segio Pancaldi è attore dal 1997 quando sotto la guida artistica di Aldo Vivoda inizia la sua collaborazione con la compagnia teatrale Petit Soleil. Attualmente collabora con Hangar Teatri ed è insegnante e regista al CUT Trieste – Centro Universitario Teatrale di Trieste. In passato ha lavorato con l’Accademia della Follia e con la Fabbrica delle Bucce.

SARAH TAYLOR
Danzatrice e coreografa formatasi all’Australian Ballet School secondo le tecniche Cunningham e Graham; si è perfezionata presso la Martha Graham School a New York.
Dal 2010 collabora con la compagnia del Balletto di Roma in qualità di maître de ballet del corpo di ballo e assistente ripetitrice dei coreografi ospiti.

Interessata alla danza interattiva e alle nuove tecnologie ha collaborato con la Graz University of Technology e con il dipartimento di musica elettronica del Conservatorio “G. Tartini” di Trieste.

Per 10 anni ha collaborato con l’Accademia della Follia e ha diretto la coreografia di Divercity@040: psico-musical (regia di Claudio Misculin).

PAOLO SCOPPOLA
Paolo Scoppola, laurea in informatica presso l’Università “La Sapienza”, è un video artista e musicista. Ha lavorato per diverse aziende italiane nel campo della grafica 3D, producendo nel frattempo musiche per documentari e sigle televisive.Realizza video installazioni interattive su grandi schermi producendo software, musiche e immagini.
Nel corso della performance multimediale “La memoria ritrovata” viene utilizzata la sua installazione interattiva “Air Drops”. Scoppola assiste alla realizzazione del disegno di luce e dialoga con lo spettatore/pittore attraverso le note di un pianoforte.