MEMOBUS 2019 – VIAGGIO STUDIO AD AUSCHWITZ-BIRKENAU

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UN VIAGGIO DI FORMAZIONE AI CAMPI DI CONCENTRAMENTO DI AUSCHWITZ-BIRKENAU.

Il progetto Memobus propone una visita a Cracovia e ai campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau come momento centrale di un’esperienza formativa più ampia e articolata che intende focalizzarsi sugli eventi, sui luoghi e sulle persone. Un’esperienza che si compone di lezioni interattive, incontri con i testimoni e laboratori per concludersi con un confronto diretto con i luoghi della memoria: i campi, ma anche il ghetto di Cracovia, il quartiere ebraico e il museo Schindler.

 

 Un progetto educativo rivolto agli studenti delle scuole superiori del Friuli Venezia Giulia, un viaggio – al contempo fisico e ideale – all’interno delle memorie tragiche della Shoah e dei totalitarismi.

“Memobus” si fonda sulla convinzione che per mantenere e tramandare la memoria della Shoah sia necessario un lungo percorso che attraverso l’analisi, la riflessione, e l’immedesimazione, porti alla comprensione.


 

PENSIERO E IMMAGINAZIONE

La visita ai più grandi e importanti campi di sterminio concepiti dal regime nazista rappresenta un’esperienza di forte impatto formativo ed emotivo.

Consente infatti agli studenti di confrontarsi direttamente con gli spazi che furono al centro di eventi che ormai possono apparire lontani e incomprensibili, se non addirittura inimmaginabili.
Più volte si è ripetuto che Auschwitz è impensabile, che la Shoah non è rappresentabile. Che l’esperienza del campo di sterminio è un limite invalicabile per l’immaginazione e per la narrazione. Tali constatazioni hanno contribuito a creare, attorno al problema dei campi di concentramento e di sterminio – non solo degli ebrei, ma anche degli oppositori politici, di Rom e Sinti e di tutti coloro ritenuti inferiori o pericolosi dal regime di Hitler – una sorta di aura, relegandolo quasi in una dimensione di sacralità, in un universo a cui bisognava accostarsi con prudenza e riverenza.

Tale aura ha spesso rappresentato un ostacolo per coloro che intendevano, con i mezzi più diversi, avvicinarsi alla Shoah con l’intenzione di “raccontarla”, di tramandarla, di farla comprendere alle nuove generazioni.
Ma confinare la questione all’interno dell’“impensabile” vuol dire, in un certo senso, sbarazzarsi del problema, firmare una vera e propria dichiarazione d’impotenza. Per non lasciarsi sopraffare da questo sentimento, Hannah Arendt ha insistito sul fatto che «là dove il pensiero fallisce, proprio là il pensiero deve insistere e persistere, tentando magari vie diverse».

Non bisogna quindi parlare di inimmaginabile, ma bisogna anzi essere disposti a riconoscere che per sapere, per comprendere e per comunicare è innanzitutto necessario immaginare. «Dobbiamo provare a immaginare l’inferno di Auschwitz». Bisogna aprirsi all’«immaginazione, malgrado tutto» (G. Didi-Huberman).

Immaginare vuol dire fare uno sforzo di pensiero, di ragionamento. Significa provare a fare propria un’esperienza, inserendosi al suo interno, rapportandosi direttamente ad essa. Vuol dire, in un certo senso, abbattere le barriere che fanno percepire un determinato evento storico come definitivamente passato ed estraneo.
Questa è la sfida che intendiamo affrontare con il progetto “Memobus”.


 

ATTIVITA’ LABORATORIALI

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Il progetto Memobus prevede cinque incontri di preparazione prima del viaggio e due incontri successivi al rientro con storici, docenti universitari, esperti e testimoni diretti, che accompagneranno gli studenti durante l’intero percorso.

L’obiettivo degli incontri è quello di fissare una rigorosa e precisa conoscenza storica dei fatti attraverso l’elaborazione e l’utilizzo di materiali e linguaggi in grado di comporre un quadro globale del contesto storico, che accolga al suo interno sguardi e prospettive diverse fra loro.
Le lezioni storiche preliminari al viaggio saranno costruite pensando agli studenti quali attori del processo di apprendimento, coinvolgendoli nella ricostruzione storica a partire dall’utilizzo di fonti quali, ad esempio, immagini e testimonianze di sopravvissuti.
Il percorso formativo si articolerà attorno al lavoro sinergico di educatori e partecipanti che realizzeranno una mappa digitale on line che supporterà le lezioni e il viaggio, contestualizzando geograficamente informazioni, dati, testimonianze. La mappa si accrescerà, di volta in volta, grazie al contributo fattivo degli studenti, che ne aggiungeranno immagini, fotografie dei luoghi scattate durante il viaggio, brani di libri letti, riflessioni personali.

Con la realizzazione di una mappa digitale i luoghi vengono raccontati attraverso le memorie personali e collettive
e le esperienze vengono condivise.


 

RACCONTARE LA SHOAH MALGRADO TUTTO

Il progetto Memobus si basa sulla consapevolezza che ci troviamo ormai alla fine di quella fondamentale fase della “storia della memoria” che Annette Wieviorka ha definito “era del testimone”. E’ quindi necessario domandarsi cosa si può fare “dopo l’ultimo testimone” per tramandare alle generazioni future la memoria della Shoah e mantenere viva la riflessione su un tema che ha bisogno di essere ancora studiato e approfondito.
I partecipanti al progetto Memobus saranno posti di fronte a questa sfida in quanto avranno il compito di sperimentare nuovi modi di raccontare ai propri coetanei e a tutta la cittadinanza un pezzo di questa storia, filtrato attraverso la propria sensibilità.
Verranno utilizzate immagini storiche e video di testimonianze dirette in modo da stimolare e coinvolgere gli studenti nella vera e propria ricostruzione storica attraverso l’uso consapevole di fonti e documenti dell’epoca. Dall’altro si porrà l’attenzione sui linguaggi della multimedialità quali canali privilegiati dell’oggi per la condivisione e la conservazione sia di conoscenze storiche che di memoria.

La multimedialità quale strumento privilegiato per la condivisione delle esperienze fatte, la socializzazione delle conoscenze acquisite, la trasmissione della memoria.

 

Parete di foto 2


 

ATTIVITA’ FORMATIVE

 

CONTESTUALIZZAZIONE STORICA

5 incontri di contestualizzazione storica e lavoro su immagini, fotografie, documenti, video, narrativa. Gli incontri avranno un’impostazione simile per le scuole medie e superiori ma avranno diversi livelli di approfondimento.

Primo incontro – Regimi dittatoriali fra le due guerre
Cosa significa vivere sotto una dittatura? Quale ruolo assunse la propaganda nel regime fascista e nazista? Si analizzeranno le principali dinamiche che portarono all’affermazione del fascismo in Italia e del nazismo in Germania, facendo emergere i tratti ideologici dei due regimi e le ripercussioni sulla vita quotidiana dei cittadini e delle cittadine.

Secondo incontro – La persecuzione politica e i “nemici del Reich”
Focus sulle dinamiche della persecuzione politica in Italia e in Germania, affrontando i temi del dissenso, della propaganda, della repressione e le tappe della persecuzione e deportazione dei “politici”. Si individueranno poi gli altri gruppi etnici e sociali nel mirino della politica persecutoria del nazismo.

Terzo incontro – Le tappe della persecuzione ebraica / La persecuzione dei diritti
Si partirà da un breve excursus all’interno dell’ebraismo attraverso storia e tradizioni, per individuare i tratti principali dell’ebraismo dell’Europa occidentale e il suo rapporto con le società maggioritaria prima dello scoppio della seconda guerra mondiale. Si affronteranno poi le prime fasi della persecuzione dei diritti, soffermandosi sulle basi ideologiche e sulle dinamiche all’interno del partito nazista e della società tedesca.

Quarto incontro – Le tappe della persecuzione ebraica / La persecuzione delle vite
Come si passò dalla persecuzione dei diritti alla persecuzione delle vite? Quali le tappe cronologiche e politiche di questa progressione? Quando iniziò la Shoah e come si arrivò alle camere a gas? Ci si focalizzerà poi sul caso italiano e sulla macchina persecutoria messa in atto a partire dalla fine del 1943, che portò all’arresto degli ebrei nella penisola, alla spoliazione dei loro beni, fino al concentramento nei campi di transito italiani in attesa dei convogli tedeschi diretti verso l’Europa dell’est.

Quinto incontro – Resistenze, zone grigie, banalità del male.
Focus dedicato alle varie forme di resistenza verso il regime: resistenza civile e resistenza armata; resistenza intellettuale e culturale; resistenza all’interno dei ghetti e dei campi. Si affronterà poi il tema della “zona grigia”, cercando di declinare questo concetto in diverse direzioni. Si affronterà soprattutto il tema delle scelte di vita, dell’importanza dei comportamenti individuali, della solidarietà o mancata solidarietà, del collaborazionismo e delle delazioni. Infine si affronterà – almeno parzialmente – la questione dei carnefici, a partire dalla figura di Adolf Eichmann e dalle riflessioni di Hannah Arendt.

Sesto incontro – Incontro/dialogo con un testimone

 

 

TRA NARRATIVA E MEMORIALISTICA

Per aiutare gli studenti a muoversi all’interno della complessità della storia e per stimolare la riflessione e il dibattito, verrà fornita una bibliografia essenziale che comprende narrativa e memorialistica. Ogni studente sceglierà dall’elenco un libro da leggere e ne selezionerà delle parti.
Durante il quinto incontro ogni studente riporterà alla classe una breve sintesi del testo e il suo inquadramento storico, motiverà la scelta dei brani selezionati e li aggancerà ai luoghi della mappa. In questo modo i luoghi della mappa si arricchiranno di ulteriori esperienze e descrizioni e comporranno, come in un puzzle, la complessità del contesto.


 

PROGRAMMA INDICATIVO DEL VIAGGIO

Primo giorno
17.00: Ritrovo presso il piazzale antistante la Risiera.
17.30: Visita alla Risiera di San Sabba, confronto con i testimoni e cerimonia con le autorità.
19.30: Partenza dei pullman da Trieste.
21.30: Attività di preparazione in Pullman.

Secondo giorno
10.30: Arrivo a Cracovia.
10.30 – 13.00: Visita guidata al quartiere ebraico Kazimierz, 4 sinagoghe, cimitero ebraico, piazza e monumento. Lungo la strada: visita ad alcuni dei luoghi coinvolti dall’occupazione nazista della Polonia.
13.00 – 14.30: Pranzo
14.30 – 16.00: Incontro con i rappresentati della Comunità ebraica presso il JCC.
16.00 – 17.00: Sistemazione in albergo.
17.00 – 20.00: Visita libera alla città.

Terzo giorno
9.00 – 13.00: spostamento in corriera al Museo Schindler e visita al museo. A seguire visita all’ ex ghetto ebraico e al museo della Farmacia (esposizione multimediale dedicata alla resistenza ebraica nel ghetto).
13.00 – 14.30: Pranzo.
14.30 – 18.00: Visita libera al Wawel, all’Università e al centro cittadino.
18.00 – 19.30: Attività di riflessione e rielaborazione.
20.30: Cena comunitaria.

Quarto giorno
7.30 – 8.30: Spostamento al campo di Auschwitz 1.
9.00 – 13.00: Visita guidata al campo di Auschwitz 1.
14.00 – 18.00: Visita al campo di Auschwitz 2 Birkenau.
19.00: Rientro a Cracovia.
20.00: Cena.

Quinto giorno

07.00 – 08.00: Colazione
08.00 – 10.00: Suddivisione in gruppi di lavoro e riflessioni sulla visita a Cracovia, Auschwitz e Birkenau; momento di restituzione e rielaborazione
10.30 – 10.30: Check-out e partenza da Cracovia
13.00 – 13.45: Pranzo al sacco/autogrill
19.00 – 19.30: Cena al sacco/autogrill
22.00 – 22.30: Arrivo

Partecipanti

­Studenti/studentesse delle scuole superiori di secondo grado del Friuli Venezia Giulia: classi terze, quarte e quinte.
­In via preferenziale interi gruppi-classe oppure minimo 15 alunni/e per Polo Scolastico.
­Ogni viaggio prevede massimo 2 pullman da 53 posti, per un totale di 80 studenti + docenti + accompagnatori.


 

MEMOBUS 2012 – 2019
un progetto regionale
che ha coinvolto le comunità,
le scuole, i territori.

15 scuole diverse
1000 studenti nelle attività didattiche 370 studenti nel viaggio
220 adulti come formatori e accompagnatori
15 testimoni
18 partner

EDIZIONI PRECEDENTI

2012-2013
Scuole coinvolte: Istituto Comprensivo di
Fontanafredda.
Con il contributo del Comune di Fontanafredda.
In collaborazione con ANED Pordenone.

2014
Scuole coinvolte: scuole superiori di Gorizia.
Con il contributo della Provincia di Gorizia.

2015
Scuole coinvolte: scuole superiori di Gorizia,
Monfalcone, Staranzano e Udine.
Con il contributo di: Provincia di Gorizia, Consulta
provinciale degli studenti di Gorizia.

2015 – 2016
Scuole coinvolte: classi terze medie Istituto
comprensivo di Aquileia e Fiumicello.
Con il contributo del Comune di Fiumicello.

2016 e 2017
Scuole coinvolte: scuole superiori di Trieste, Gorizia, Monfalcone, Staranzano.
Con il contributo di: Provincia di Gorizia, Consulta
provinciale degli studenti di Gorizia e Trieste.

2018 
Scuole coinvolte: scuole superiori di Trieste, Gorizia, Monfalcone, Staranzano, Sacile, Fiumicello.
Con il contributo di: Regione Friuli Venezia Giulia, ANED di Pordenone, Consulta provinciale degli studenti di Gorizia e Trieste.

2019 
Scuole coinvolte: scuole superiori di Trieste, Gorizia, Gradisca, Sacile, Pordenone
Con il contributo di: Regione Friuli Venezia Giulia, ANED di Pordenone, Consulta provinciale degli studenti di Gorizia e Trieste.


 

PER INFORMAZIONI

dott. Alessandro Cattunar
Cell: 338.1411435
segreteria@quarantasettezeroquattro.it

Io sto bene… e spero lo stesso di voi

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Io sto bene… e spero lo stesso di voi. Comunicare con i propri cari in tempo di guerra e migrazioni.

A cura di
Associazione Quarantasettezeroquattro

In parternariato con
– Istituto friulano per la storia del movimento di liberazione (Udine)
-La Casa Internazionale delle Donne (Trieste)
– Oikos Onlus
– Cooperativa Il Mosaico
– Io Deposito
– Sezione italiana del Liceo Csokonai di Debrecen (Ungheria).

Scuole coinvolte
– Istituto Comprensivo San Giovanni – Scuola secondaria di primo grado Codermatz (Trieste)
– Istituto Comprensivo Marco Polo – Scuola secondaria di primo grado (Grado)
– ISIS Carducci-Dante – Trieste
– Liceo Csokonai di Debrecen (Ungheria)

Il progetto

Attraverso metodologie e strumenti didattici innovativi e partecipativi, il progetto intende avviare una riflessione sulle ricadute individuali, familiari e sociali dei conflitti, a partire dalla Grande Guerra, con focus sul 1917, fino alle migrazioni del XXI secolo. In una prima fase, studenti italiani e ungheresi svilupperanno attività autonome mentre successivamente si confronteranno sia nel campo delle rielaborazione artistica sia attraverso lo scambio e la condivisione dei percorsi.
E’ prevista una successione di attività, in grado di espandere saperi e competenze specifiche attraverso lezioni partecipate, attività laboratoriali di gruppo, lavoro sul campo, produzioni multimediali.
Tutte le classi si focalizzeranno sull’analisi e il racconto del rapporto tra chi “si sposta” e “chi resta”, di come a seguito di spostamenti legati ai conflitti o a situazioni di necessità impellenti che, loro malgrado, spingono a parti-re gruppi numerosi di persone si modificano sia il singolo individuo sia il tessuto sociale. Ci si focalizzerà in particolare sugli strumenti di comunicazione (lettere, cartoline, diari, telefono, smartphone, social media ecc.) e sulle modalità di racconto della propria vita e situazione
Risultato tangibile delle attività la produzione di un cortometraggio da parte degli studenti italiani che verranno proposti a Debrecen (Ungheria) durante il Festival di Italiano e a Trieste al festival Teatrando.
In partnership con la Fondazione della sezione italiana del liceo Csokonai di Debrecen durante il Festival di italiano verrà organizzata una competizione teatrale riservata alle scuole ungheresi con insegnamento in italiano dedicata alle tematiche della Grande Guerra sul fronte del FVG nel 1917. Le diverse scuole ungheresi produrranno uno spettacolo teatrale in lingua italiana.
Lo spettacolo vincente verrà premiato con un viaggio in Italia durante il quale rappresentare lo spettacolo al festival di teatro Teatrando, a Trieste. Durante il viaggio in Italia gli studenti ungheresi avranno modo di incontrare i loro coetanei italiani e svolgere con loro attività di riflessione e condivi-sione sulle tematiche della Grande Guerra affrontate durante il progetto e avranno modo di visitare i luoghi della memoria in regione e nella vicina Slovenia (Caporetto).
Il coinvolgimento di studenti italiani e ungheresi permette alle attività di svolgersi in un ambiente internazionale e interculturale creando le basi per quella conoscenza reciproca tra nazioni nemiche nella prima guerra che è il pri-mo passo per un approccio critico alla guerra. Grazie alle attività didattiche, ai laboratori e agli incontri internazionali si svilupperà una riflessione sui diversi punti di vista sulla Grande Guerra, sottolineando i danni portati dalla guerra al tessuto sociale, la propaganda contro il nemico e la differente visione della battaglia di Caporetto, vista dagli italiani come tragica sconfitta, mentre dagli austro-ungheresi chiamata “Miracolo”. Proprio su questa differenza di valutazione e sulle conseguenze socio-culturali della guerra sarà dedicata l’attività teatrale delle scuole.

Il progetto intende partire dalla scoperta e dall’analisi dei racconti, delle narrazioni, delle esperienze di vita dei militari e dei civili durante la Grande Guerra per focalizzarsi sulla descrizione dei luoghi e degli spazi, sulle tema-tiche ricorrenti, i differenti punti di vista, le contraddizioni tra sentimenti spesso contrastanti, le modalità narrative e gli espedienti retorici. Il rapporto con i propri cari, quello che si racconta loro e quello che ci si vuole sentire dire da coloro che sono a casa e hanno un punto di vista differente della guerra. Si tratta di sguardi parziali e orientati, e proprio per questo in grado di farci comprendere l’impatto che la guerra ebbe sui singoli, le famiglie, le comuni-tà.
Riteniamo che questi racconti, le loro caratteristiche e i significati che ne derivano siano un ottimo punto di colle-gamento con le guerre attuali: lo sguardo dei civili, di coloro che sono costretti a fuggire dai bombardamenti, dalla povertà, dalla mancanza di prospettive, anche in questo caso appare particolarmente illuminante. Le guerre, agli occhi di chi le subisce, impotente, appaiono tutte sotto la stessa luce
Il progetto allora propone una comparazione tra questi sguardi e narrazioni provenienti dal passato e prodotte nel presente per aprire prospettive di interpretazione e analisi dell’attualità e dei conflitti oggi in corso.
Rispetto alla Grande Guerra, a partire dalla memorialistica dell’epoca, gli studenti ricostruiranno ambiti e vicende, emozioni ed esperienze. Allo stesso modo si occuperanno della raccolta di narrazioni civili. Entreranno in contatto con i profughi di oggi, scopriranno i luoghi dell’accoglienza attivi in regione e raccoglieranno dal vivo le testimo-nianze dei civili in fuga dalle guerre e il loro tenersi in contatto con chi ancora vive in zone di guerra e di conflitto.
I sentimenti dei civili, gli spostamenti coatti cui le genti in guerra spesso sono costrette, il senso di appartenenza ad una terra violata, le privazioni, i legami recisi costruiranno un ideale filo rosso in grado di collegare la Grande Guerra con i conflitti attuali. Analizzeranno i diversi espedienti retorici messi in atto nelle diverse narrazioni di guerra e tracceranno attraverso tecniche specifiche di comparazione somiglianze e differenze. Ne uscirà un quadro sicuramente composito dei diversi conflitti, ognuno con le proprie peculiarità storiche geografiche e politiche, ma allo stesso tempo riaffioreranno i temi ricorrenti e propri di ogni guerra, le esperienze simili, lo stesso cumulo di sofferenze cui le popolazioni vengono sottoposte, i percorsi individuali così vicini l’uno con l’altro. Attraverso la lettura e l’analisi delle narrazioni di guerra emergeranno le conseguenze che ogni conflitto, in ogni epoca provoca, sui territori, sulle popolazioni, sulle vite di ciascun individuo. Nonostante le distanze storiche e geografiche, la guerra avvicina le esperienze di individui lontani fra loro, e ricorda che il diverso e “l’altro da sé” è più simile a noi di quanto non crediamo.

 

Il cortometraggio

Il cortometraggio realizzato dagli studenti della classe III A _ ES del Liceo Carducci -Dante di Trieste.

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TOPOGRAFIE DELLA MEMORIA – VISITE GUIDATE

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Un percorso multimediale e interattivo tra i luoghi della memoria e le memorie dei luoghi.

Accedi al museo diffuso direttamente da casa seguendo questo link

www.topografiedellamemoria.it

“Topografie della memoria – Museo diffuso dell’area di confine” si configura come il primo esempio, in Italia, di  museo transfrontaliero a cielo aperto, un percorso interattivo e multimediale che collega luoghi significativi non solo per la storia ufficiale ma anche per quella individuale dei cittadini di Gorizia e Nova Gorica.

 

Il nucleo centrale dell’iniziativa è la raccolta delle testimonianze orali, delle storie di vita dei cittadini che hanno vissuto nell’area di confine nella prima metà del Novecento. A partire dai racconti di vita sono stati selezionati e “riattivati” una serie di luoghi sensibili sotto il profilo della memoria pubblica e privata.

Si è creata così una nuova “mappa” storica ed emotiva del territorio: una topografia della memoria dell’area di confine. Il visitatore può percorrere un itinerario composto da 10 tappe (6 a Gorizia e 4 a Nova Gorica) in cui sono stati collocati dei totem in ferro battuto che propongono diverse modalità di fruizione.

I TOTEM INTERATTIVI

All’interno del percorso proposto, ogni tappa diventa uno spazio da scoprire e approfondire.  I totem offrono, a un primo livello di fruizione, una “didascalia” trilingue (in italiano, sloveno ed inglese) che lascia emergere la stratificazione di memorie ed eventi che hanno caratterizzato ogni singolo luogo nella storia del Novecento.

Le installazioni invitano poi il visitatore ad osservare lo spazio che lo circonda attraverso dei veri e propri punti di vista che indirizzano lo sguardo verso prospettive insolite. L’intento è quello di stimolare una visione, attiva e curiosa, a 360 gradi.

Attraverso un qualsiasi dispositivo connesso a

internet (tablet, smartphone, pc) è possibile inoltre fotografare un codice QR che consente l’accesso immediato a una serie di contenuti multimediali e audiovisivi:  l’interazione tra interviste, filmati di famiglia e fotografie permette di cogliere le molteplici memorie e ricordi immergendosi nelle “vite degli altri”. Si possono così osservare gli spazi come sono oggi e al contempo ascoltare i racconti dei testimoni, lasciandosi guidare dalle percezioni di coloro che hanno vissuto nel passato.

I contenuti multimediali sono fruibili direttamente in ognuna delle dieci tappe anche connettendosi all’indirizzo confine.todm.it e digitando il numero della stazione in cui ci si trova, oppure da casa all’indirizzo www.topografiedellamemoria.it.

La storia “incarnata” nella voce e nei corpi dei testimoni garantisce una capacità di coinvolgimento emotivo importante per la trasmissione della conoscenza storica. Le storie raccontate dialogano con la storia ufficiale che, in alcuni casi, lascia tracce indelebili nel territorio mentre in altri non si conserva all’interno degli spazi ma solo nelle memorie delle persone e delle comunità. Il progetto intende quindi favorire il recupero della memoria locale e la valorizzazione della specificità storica dei luoghi della città spesso dimenticati o nascosti.

LE VISITE GUIDATE

Le modalità di fruizione offerte dal museo e la varietà dei contenuti proposti rendono “Topografie della memoria” uno strumento didattico ed educativo particolarmente originale.

In queste visite guidate i partecipanti ricopriranno un ruolo attivo, “agendo” direttamente con i propri smartphone e tablet: potranno visualizzare filmati e linee del tempo interattive, ascoltare le voci dei testimoni e contribuire allo sviluppo del museo stesso lasciando dei post-it virtuali con i propri ricordi.

La visita virtuale si accompagnerà all’esplorazione fisica del territorio cittadino e al confronto/dialogo con le guide e i docenti. L’intento è quello di fare un viaggio comunitario attraverso i luoghi, le testimonianze e le immagini che caratterizzarono l’area di confine nella prima metà del Novecento.

Un percorso che consentirà agli studenti di comprendere alcuni dei complessi eventi che segnarono queste terre in un periodo che va dalla fine della Prima guerra mondiale fino alla firma dei Trattati di pace di Parigi (1947). Un percorso che si focalizzerà, oltre che sui fatti, anche sui sentimenti delle persone, sulle speranze e le paure, sui rapporti tra le diverse comunità e sui segni che la storia ha lasciato nella città odierna.

Sono previste visite guidate da una giornata e da mezza giornata.

La durata e le tappe potranno essere concordati col fine di adattarli ai programmi di studio.

Per costi, info e prenotazioni: segreteria@quarantasettezeroquattro.it

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LE TAPPE


Visualizza Topografie della memoria – Museo diffuso dell’area di confine in una mappa di dimensioni maggiori

1. Parco della Rimembranza (ITA)

2. Trgovski Dom – Giardini Pubblici (ITA)

3. Via Roma (ITA)

4. PIazza Vittoria (ITA)

5. Valico di Casa Rossa – Rožna Dolina (SLO)

6. Valico del Rafut (ITA)

7. Kostanjeviška Cesta – Valico del Rafut (SLO)

8. Piazzale della Transalpina (ITA)

9. Trg Evrope (SLO)

10. Bevkov Trg (SLO)

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IMMAGINI

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INFO E CONTATTI

Associazione Quarantasettezeroquattro

Corso Italia 182 – 34170 Gorizia

tel. +39.338.1411435

segreteria@quarantasettezeroquattro.it

www.quarantasettezeroquattro.it

www.topografiedellamemoria.it

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Un progetto di

Associazione Culturale Quarantasettezeroquattro (Gorizia)

In collaborazione con

Muzej Novejše zgodovine Slovenije

Con il supporto del programma Europe for Citizens

Unione Europea

Con il finanziamento di

Regione Friuli Venezia Giulia

Provincia di Gorizia

Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia

Partners

Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione (IRSML) – Trieste

Università degli Studi di Udine – DAMS di Gorizia

Università di Trieste – Dipartimento di ingegneria e architettura

Università di Lubiana – Dipartimento di Storia

Associazione Isonzo-Soča (Gorizia)

ISIG – Istituto di sociologia internazionale di Gorizia

Associazione Palazzo del Cinema – Mediateca provinciale di Gorizia

Aiso – Associazione Italiana di Storia Orale (Roma)

Icbsa – Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi (Roma)

CHI E’ IL MIO NEMICO?

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Rappresentazioni, narrazioni e propaganda, su chi sta dall’altra parte del fronte.

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IL PROGETTO

Il progetto intende coinvolgere studenti delle scuole superiori del Friuli Venezia Giulia e dell’Ungheria in un percorso didattico-laboratoriale che ponga al centro dell’attenzione e della riflessione i meccanismi di invenzione e costruzione dell’immaginario sul nemico, focalizzandosi sui diversi mezzi di comunicazione, sugli espedienti narrativi e retorici. Sull’efficacia della propaganda ma anche sulla capacità delle persone di decostruire gli stereotipi.

Relativamente a questi temi, centrali per comprendere le dinamiche politiche psicologiche alla base della Grande guerra, si proporrà uno sguardo incrociato, capace di mettere a confronto gli opposti punti di vista: lo sguardo degli italiani sui nemici austro-ungarici e quello degli ungheresi verso i nemici italiani.
A partire dalla riflessione su una guerra lontana ormai cent’anni, la riflessione si sposterà sulle guerre in corso oggi, provando ad analizzare anche in questo caso le reciproche “narrazioni” relative al nemico. Oggi come allora la stigmatizzazione dell’avversario, i meccanismi di invenzione di un nemico che sia riconosciuto e riconoscibile in modo chiaro, rappresentano il punto di partenza fondamentale per il consolidamento dello stato di guerra.

I mezzi di comunicazione sono profondamente cambiati, sul piano quantitativo e qualitativo. Un secolo fa descrizioni, immagini, caricature, fotografie erano diffuse attraverso manifesti, cartoline, giornali di trincea, opere d’arte. Negli ultimi decenni la propaganda non solo ha invaso le TV, ma si sta sempre più spostando sul web e i social network, dove proliferano immagini, fotomontaggi, video sempre più elaborati.
I mezzi cambiano, e in parte anche i linguaggi, ma le “regole” che stanno alla base della costruzione e diffusione di un nemico credibile non sono, probabilmente, così diverse. Comprende queste narrazioni, i meccanismi retorici che le fondano, analizzarne il linguaggio, decostruirne gli stereotipi, rappresentano operazioni fondamentali per la comprensione delle guerre di ieri e di oggi.


 

LE ATTIVITÀ

Ai ragazzi delle scuole superiori del Friuli Venezia Giulia e dell’Ungheria saranno proposti workshop paralleli. All’interno degli Istituti coinvolti si svolgeranno lezioni partecipate sulle vicende della Grande guerra e sui meccanismi propagandistici del passato e attuali: i ragazzi saranno al centro di attività laboratoriali, di riflessione individuale e collettiva, di analisi di documenti e immagini. Con un approccio didattico improntato all’informalità e basato su tecniche di progettazione partecipata, dal brainstoriming all’elaborazione di mappe concettuali, al creative problem solving.


 

INTRODUZIONE E CONTESTUALIZZAZIONE

2 incontri

Gli incontri saranno dedicati a lezioni partecipate che avranno l’obiettivo di fornire agli studenti le conoscenze di base relative alla Grande guerra e alla propaganda.
Si ragionerà sui meccanismi generali alla base della propaganda, validi nel passato come nella contemporaneità. Si analizzeranno, attraverso attività di gruppo, documenti di propaganda italiana e austro-ungarica.
Verranno poi forniti alcuni spunti di riflessione sulle guerre attualmente in corso e sulle dinamiche di comunicazione e propaganda relative al nemico, soffermandosi in particolare sull’uso dei social network.

RICERCA IN ARCHIVIO

1 incontro + attività da svolgere al di fuori dell’orario scolastico

I partecipanti saranno suddivisi in gruppi di ricerca.
Consigliati e coordinati dai docenti e dai responsabili del progetto avranno poi la possibilità di accedere ad archivi locali e regionali, oltre che a biblioteche e collezioni di famiglia col fine di ricercare materiali di diversa natura: immagini e scritti di propaganda, lettere, articoli di giornale. In cui si descrive il nemico. Tale ricerca sarà compiuta sia in relazione alla Grande guerra, sia in relazione all’oggi. In questo senso, a risultare ancora più interessante sarà l’attività di ricerca di materiali on-line, su database archivistici ma anche sui giornali on line e sui social network.
I gruppi saranno suddivisi a seconda del periodo analizzato e della tipologia di archivio.

ANALISI, RIELABORAZIONE, CONFRONTO

2 incontri

Ai ragazzi saranno forniti gli strumenti metodologici e critici per analizzare questi documenti, decostruirli e trasformarli. Attraverso attività laboratoriali di gruppo e momenti condivisi di brainstorming, gli studenti verranno condotti nell’analisi dei documenti trovati e nella compilazione di conclusioni complessive.
Come prodotto di questa elaborazione verranno create delle mappe concettuali e dei cartelloni, che aiuteranno a collegare il materiale selezionato alle riflessioni generali scaturite durante la restituzione. In questo modo verrà ricomposto un quadro generale globale che renderà fruibile e visibile sia il lavoro storico teorico che la pratica della selezione delle fonti.

LUOGHI DELLA MEMORIA

1 uscita in orario scolastico

Le uscite sul campo hanno dimostrato negli anni la loro efficacia: entusiasmano gli studenti, che hanno la possibilità reale di calpestare i luoghi studiati sui libri, e aiutano gli stessi a fissare le nozioni teoriche esposte in classe. I luoghi storici, inoltre, rappresentano un tassello importante per comprendere le narrazioni pubbliche e le dinamiche alla base della costruzione della memoria collettiva.
L’uscita di classe verrà concordata di concerto con gli insegnanti, tenendo conto dei singoli percorsi didattici sviluppati nelle classi.

INCONTRO/CONFRONTO CON GLI STUDENTI UNGHERESI

2 incontri in orario scolastico ed extrascolastico

Alla conclusione del progetto sarà organizzato un evento della durata di 4 giorni in cui una delegazione di studenti ungheresi si incontrerà con quelli italiani. Dopo aver visitato alcuni luoghi della memoria e siti museali sul territorio (San Martino, Brestovec, Museo De Henriquez, Musei provinciali di Gorizia) gli studenti ungheresi svilupperanno attività congiunte con quelli italiani, comparando le narrazioni diffuse nei rispettivi paesi, confrontandosi ed evidenziando parallelismi e differenze.
Durante tale incontro i ragazzi realizzeranno installazioni audiovisive attraverso cui raccontare al pubblico le immagini del nemico emerse da questo lungo percorso di ricognizione. Le installazioni audiovisive si presenteranno come “interviste doppie”, in cui su due schermi affiancati, si presenteranno due immaginari nemici, secondo gli stereotipi emersi durante la ricerca. Le immagini saranno proiettate su superfici riflettenti, affinchè il visitatore si possa specchiare sovrapponendo la propria immagine a quella della persona che parla nel video. Un modo originale e innovativo per creare immedesimazione e “smascherare” l’assurdità di queste rappresentazioni e le preoccupanti continuità tra la Grande guerra e i conflitti della contemporaneità.
Le installazioni audiovisive saranno rese fruibili, a ciclo continuo, negli atrii delle scuole coinvolte e in tutte le location che vorranno ospitarle.


 

OBIETTIVI

 Promuovere la conoscenza delle vicende legate alla Grande guerra attraverso lo sguardo della propaganda, superando una visione nazionale e promuovendo un approccio transnazionale, che metta a confronto i punti di vista italiano e ungherese;
 promuovere una più ampia riflessione e comprensione delle guerre, e in particolare quelle oggi in corso, attraverso un parallelismo con la Grande guerra. Al centro del confronto ci sarà il modo di descrivere e propagandare l’immagine del nemico; si affronteranno così temi centrali per l’educazione alla cittadinanza: la percezione dell’“altro”, la disumanizzazione, gli stereotipi nazionali ecc.;

 coinvolgere gli studenti in un lavoro attivo di “ricerca sul campo”, all’interno di archivi, biblioteche e musei: in tal modo si vuole potenziare lo spirito critico, il confronto diretto con fonti di diversa natura (documenti, illustrazioni, giornali di trincea, cartoline, manifesti) e l’originalità dei risultati ottenuti;
 promuovere il dialogo tra studenti italiani e ungheresi relativamente alle opposte memorie storiche della Grande guerra ma anche sulla situazione geopolitica contemporanea;
 coinvolgere i ragazzi in attività laboratoriali e di gruppo, che favoriscano la libera espressione delle idee e l’emergere delle specifiche competenze e interessi, promuovano le capacità di dialogo e confronto e portino all’elaborazione di un pensiero critico;
 offrire ai ragazzi competenze tecniche nell’ambito della comunicazione audiovisiva: l’utilizzo dei mezzi e codici della multimedialità rappresenta un modo per stimolare i ragazzi a comunicare le proprie riflessioni alla comunità dei loro pari attraverso linguaggi accattivanti e a loro famigliari;
 attraverso la realizzazione dell’installazione audiovisiva, disseminare i risultati in modo ampio e duraturo sul territorio e tra la cittadinanza, responsabilizzando i partecipanti in merito ai risultati che otterranno.


 

PARTNER

 Associazione Quarantasettezeroquattro
 Istituto per la Storia del Movimento di Liberazione
 Io Deposito
 L’associazione Nagy Háború Kutatásáért
 Il Gruppo speleologico carsico

Contatti

www.quarantasettezeroquattro.it
segreteria@quarantasettezeroquattro.it
Referente: Silvia Antonelli – 3287848282 – silanto14@gmail.com

LA GUERRA DEGLI ALTRI: ITALIANI, SLOVENI E UNGHERESI DI FRONTE ALLA GRANDE GUERRA

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80 Studenti delle scuole di Gorizia (Italia), Debrecen (Ungheria) e Oradea (Romania) coinvolti in un progetto didattico finalizzato a scoprire come la memoria della grande guerra si è trasmessa attraverso le generazioni, i miti e le autorappresentazioni nazionali.

Uno scambio scolastico che favorirà la reciproca conoscenza, lo scambio di punti di vista e la scoperta dei più significativi luoghi della memoria.

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IL PROGETTO

Il progetto intende avviare una riflessione sull’importanza della pacifica convivenza fra le popolazioni europee, mettendo in contatto e a confronto giovani italiani, sloveni e ungheresi.

Al centro della riflessione verrà posta la presenza di soldati magiari sul fronte isontino durante la prima guerra mondiale: soldati italiani e ungheresi si fronteggiarono in provincia di Gorizia in uno dei fronti europei più crudeli, tanto che il nome di Doberdò riecheggia ancora forte nella memoria collettiva magiara come luogo di privazioni e morte.

Il progetto si articola su diversi livelli che hanno l’obiettivo di avviare un ragionamento sul significato che lo scoppio della guerra e l’esperienza del fronte hanno rappresentato per i due popoli, così da offrire alle giovani generazioni uno spunto di meditazione sul conflitto, sui rapporti fra popolazioni differenti e sull’importanza della pace.

Il progetto si avvierà con una fase di ricerca storico-didattica tesa ad analizzare: la convivenza fra popolazioni di diversa nazionalità e cultura all’interno dell’Impero Austro-ungarico; l’impatto dello scoppio della guerra su queste popolazioni; la presenza dei reggimenti ungheresi sul fronte isontino; i luoghi di combattimento; la presenza di monumenti e luoghi commemorativi; l’immaginario che le giovani generazioni italiane, slovene e ungheresi hanno dei fatti relativi alla Grande guerra. Tale analisi avrà l’obiettivo di proporre strumenti didattici e materiali di approfondimento rivolti specificamente agli studenti delle scuole superiori e vedrà il coinvolgimento di storici, esperti di storia e società ungherese, educatori, docenti delle scuole italiane e ungheresi.

Il nucleo centrale del progetto è rappresentato da uno scambio scolastico fra scuole secondarie di secondo grado del Friuli Venezia Giulia (di lingua italiana e slovena), una scuola superiore bilingue italo-ungherese di Debrecen (Ungheria) e una di lingua ungherese di Oradea (Romania, con insegnamento della lingua italiana). Le scuole di Debrecen e Oradea sono state scelte perché alcuni reggimenti dell’esercito asburgico provenivano da queste città.

Le classi delle scuole italiane che aderiscono al progetto saranno coinvolte in attività laboratoriali, di studio e di riflessione che si svolgeranno su un lungo periodo, prima, durante e dopo gli effettivi giorni previsti per lo scambio.

 

OBIETTIVI PRIORITARI

– promuovere e incentivare il confronto fra ricercatori e studiosi italiani e ungheresi attraverso la ricerca storica e la produzione di nuovi materiali didattici;

– far realizzare agli studenti una mappatura emotiva (e personale) dei luoghi della memoria sconosciuti o poco valorizzati relativi alla presenza ungherese durante il primo conflitto mondiale;

– sfruttare le tecniche dello storytelling georeferenziato per realizzare uno strumento turistico economico ed efficace fruibile tramite smartphone e tablet;

– far riflettere le giovani generazioni sui drammi e sul trauma che il conflitto mondiale ha rappresentato per l’intera Europa. A tal proposito si proporrà agli studenti coinvolti nello scambio un percorso didattico focalizzato sul peso che le rispettive città hanno dovuto subire durante la guerra.

 

PROGRAMMA INDICATIVO

Nelle scuole italiane – Prima dello scambio si prevedono:

 

Introduzione alla società di inizio Novecento e alle vicende che portarono al Primo conflitto mondiale. Accenni alle principali fasi della guerra. (A cura dei docenti interni col sostegno degli storici di Quarantasettezeroquattro) ottobre-dicembre
2 incontri di contestualizzazione focalizzati sulla presenza Ungherese nell’area di Doberdò-Sagrado e sui meccanismi di rielaborazione della memoria della guerra con storici ed esperti metà gennaio – inizio febbraio
2 mezze giornate di visite ai luoghi che hanno visto la presenza dei soldati ungheresi (area di Doberdò, Museo all’aperto di San Michele del Carso e San Martino del Carso); inizio febbraio – inizio marzo
Elaborazione di una guida-virtuale attraverso un programma di storytelling georeferenziato che consentirà ad ogni studente di creare un suo itinerario tra i luoghi visitati facendo interagire fotografie, voci e musiche, rendendoli poi disponibili in rete. Tali narrazioni verranno inviate agli studenti ungheresi e romeni che così potranno farsi un’idea dei luoghi che visiteranno. durante le visite
Convegno sulla rielaborazione della memoria della guerra in Italia e Ungheria aprile 2015

 

Nelle scuole ungheresi e romene – Prima dello scambio si prevedono:

 

Introduzione alla società di inizio Novecento e alle vicende che portarono al Primo conflitto mondiale. Accenni alle principali fasi della guerra. (A cura dei docenti interni col sostegno degli storici di Quarantasettezeroquattro) ottobre-dicembre
Rafforzamento dell’insegnamento della lingua italiana ottobre-aprile
2 incontri di contestualizzazione focalizzati sulla presenza Ungherese nell’area di Doberdò e sui meccanismi di rielaborazione della memoria della guerra in Ungheria con storici ed esperti metà gennaio – inizio febbraio

 

Prima fase dello scambio (1-4 marzo 2015)

  • presenza di 40 studenti Ungheresi e Rumeni a Gorizia e Trieste, ospitati per 4 giorni dalle famiglie degli studenti italiani;
  • visite ai principali monumenti e luoghi della memoria della Prima Guerra mondiale presenti nell’area di confine: Sacrario di Redipuglia, Musei provinciali di Gorizia, Museo e sacrario a Caporetto, Museo all’aperto di San Michele del Carso e San Martino del Carso; Il campo trincerato austro-ungarico di Ragogna; il Monte Hermada;
  • attività laboratoriali comuni agli studenti italiani, sloveni, ungheresi e romeni tese a riflettere criticamente: sulla percezione che i giovani provenienti da paesi diversi hanno della Prima guerra mondiale; sulla convivenza tra culture e nazionalità diverse all’interno di contesti plurinazionali (Impero Austro-ungarico; Unione europea); sulla trasmissione della memoria della Prima guerra mondiale nei diversi contesti nazionali;

Seconda fase dello scambio (19-22 aprile 2015)

  • Viaggio di 40 studenti italiani a Debrecen (Ungheria) o Oradea (Romania), ospitati dalle famiglie degli studenti locali;
  • Visita ai luoghi della memoria della Prima guerra mondiale in Ungheria e Romania;
  • attività di confronto e discussione.
  • Realizzazione di un prodotto audiovisivo messo a disposizione in rete sui principali social network.

 

PARTNER

Idea e coordinamento

Associazione Quaratasettezeroquattro – Gorizia

www.quarantasettezeroquattro.it

segreteria@quarantasettezeroquattro.it

 

Con  il contributo di

Regione autonoma Friuli Venezia Giulia

LOGO REGIONE FVG

 

 

Stampa

 

 

 

 

Gruppo di Lavoro:

Alessandro Cattunar

Aron Coceancig (ref. per le scuole ungheresi e romene: 328.4423300)

Chiara Perini (ref. per le scuole italiane: 329.6598388)

Paola Tarantelli

 

Partner

–      Provincia di Gorizia

–      ISIG – Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia

–      Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione di Trieste

–      Associazione Culturale Italoungherese Del Friuli Venezia Giulia “Pier Paolo Vergerio

 

Scuole

–      Istituto Statale di istruzione con lingua d’insegnamento slovena “P. Trubar – S. Gregorcic” di Gorizia

–      Istituto Statale d’Istruzione Superiore “Brignoli – Einaudi – Marconi” di Gradisca d’Isonzo e Staranzano

–      Csokonai Vitéz Mihály Gimnázium –  Debrecen (H)

–      Ady Endre Líceum Nagyvárad – Oradea (RO)

 

 

MEMOBUS 2015 – Viaggiare per comprendere, malgrado tutto

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Logo MEMOBUS 2015 - web

120 studenti delle scuole superiori

10 scuole coinvolte nelle provincie di Udine e Gorizia

 

 

Un’esperienza educativa per comprendere la storia e tramandare la memoria.

Un viaggio di formazione a Cracovia e ai campi di concentramento di Auschwitz-Birkenau.

Un percorso – al contempo fisico e ideale – all’interno delle memorie tragiche della Shoah e dei totalitarismi.

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IL PROGETTO

“Memobus” si fonda sulla convinzione che per mantenere e tramandare la memoria della Shoah sia necessario un lungo percorso che attraverso l’analisi, la riflessione, e l’immedesimazione, porti alla comprensione. La memoria, dunque, è comprensione e impegno.

Per questo motivo il progetto Memobus propone una visita a Cracovia e ai campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau come momento centrale di un’esperienza formativa più ampia e articolata che intende focalizzarsi sugli eventi, sui luoghi e sulle persone. Un’esperienza che si compone di lezioni interattive, incontri con i testimoni e laboratori per concludersi con un confronto diretto con i luoghi della memoria: i campi, ma anche il ghetto di Cracovia, il quartiere ebraico e il museo Schindler.

Dopo il viaggio i ragazzi saranno guidati da ricercatori, esperti, registi ed educatori in un percorso di rielaborazione dell’esperienza fatta attraverso i linguaggi del cinema, del teatro e della fotografia. L’obiettivo è ragionare sulle possibilità di raccontare, attraverso parole e immagini, attraverso la voce e la fisicità un periodo storico che, molte volte, è stata definità inimmaginabile. Perchè , malgrado tutto, tramandare la memoria e raccontare l’esperienza vissuta alla propria comunità è necessario soprattutto oggi che ci troviamo alla fine dell’ “Era del testimone”.

Il progetto gode del contributo determinante della Provincia di Gorizia.

 

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PENSIERO E IMMAGINAZIONE

IMG_2266Immaginare vuol dire fare uno sforzo di pensiero, di ragionamento. Significa provare a fare propria un’esperienza, inserendosi al suo interno, rapportandosi direttamente ad essa. Vuol dire, in un certo senso, abbattere le barriere che fanno percepire un determinato evento storico come definitivamente passato ed estraneo.

Questa è la sfida che intendiamo affrontare con il progetto “Memobus”.

La visita ai più grandi e importanti campi di sterminio concepiti dal regime nazista rappresenta un’esperienza di forte impatto emotivo e formativo.

Consente infatti agli studenti di confrontarsi direttamente con gli spazi che furono al centro di eventi che ormai possono apparire lontani e incomprensibili, se non addirittura inimmaginabili.

Più volte si è ripetuto che Auschwitz è impensabile, che la Shoah non è rappresentabile. Che l’esperienza del campo di sterminio è un limite invalicabile per l’immaginazione e per la narrazione. Tali constatazioni hanno contribuito a creare, attorno al problema dei campi di concentramento e  di sterminio – non solo degli ebrei, ma anche degli oppositori politici, di Rom e Sinti e di tutti coloro ritenuti inferiori o pericolosi dal regime di Hitler – una sorta di aura, relegandolo quasi in una dimensione di sacralità, in un universo a cui bisognava accostarsi con prudenza e riverenza.

Tale aura ha spesso rappresentato un ostacolo per coloro che intendevano, con i mezzi più diversi, avvicinarsi alla Shoah con l’intenzione di “raccontarla”, di tramandarla, di farla comprendere alle nuove generazioni.

Ma confinare la questione all’interno dell’“impensabile” vuol dire, in un certo senso, sbarazzarsi del problema, firmare una vera e propria dichiarazione d’impotenza. Per non lasciarsi sopraffare da questo sentimento, Hannah Arendt ha insistito sul fatto che «là dove il pensiero fallisce, proprio là il pensiero deve insistere e persistere, tentando magari vie diverse».

Non bisogna quindi parlare di inimmaginabile, ma bisogna anzi essere disposti a riconoscere che per sapere, per comprendere e per comunicare è innanzitutto necessario immaginare. «Dobbiamo provare a immaginare l’inferno di Auschwitz». Bisogna aprirsi all’«immaginazione,malgrado tutto»(G. Didi-Huberman).

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I LUOGHI E I TESTIMONI

 

Memobus 2015 Aprirsi alle possibilità dell’immaginazione nel momento in cui si vuole “spiegare”, “raccontare” alle nuove generazioni cos’è stata la Shoah è ancora più importante oggi, mentre ci si sta dirigendo verso la fine dell’ “era del testimone”.

Attraverso la collaborazione con l’ANED partecipanti al progetto avranno la possibilità di dialogare e confrontarsi con alcuni ex deportati e, attraverso i loro racconti, acquisire delle chiavi di lettura fondamentali per comprendere ciò che andranno a vedere. Al contempo, però, gli studenti avranno modo di riflettere sul fatto che, essendo l’ultima generazione a poter ascoltare le testimonianze dirette di chi visse quegli avvenimenti, sarà necessario “immaginare” e promuovere nuove modalità per mantenere e tramandare la memoria.

E questa sarà una loro responsabilità.

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ATTIVITA’ FORMATIVE

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Il progetto Memobus prevede cinque incontri di preparazione prima del viaggio e cinque incontri successivi al rientro con storici, docenti universitari, esperti e testimoni diretti dei fatti. Questi appuntamenti consentiranno di riflettere e dialogare sulla storia della prima metà del Novecento a livello europeo e italiano, ma anche di focalizzarsi sul contesto locale del Friuli Venezia Giulia, sulle complesse dinamiche che caratterizzarono un’area di confine abitata da diverse comunità nazionali, linguistiche, religiose e culturali. Inoltre, ci si confronterà con le dinamiche e le difficoltà che riguardano la trasmissione della memoria a livello pubblico e privato.

Storici ed educatori accompagneranno i ragazzi durante il viaggio e, sfruttando anche i momenti di convivialità, stimoleranno continuamente l’interazione e la discussione a vari livelli proponendo momenti di riflessione e rielaborazione individuali e di gruppo.

Supporto fondamentale alle attività formative sarà un’ampissima bibliografia che, oltre ai volumi di taglio saggistico, proporrà agli studenti albi illustrati, graphic novel, romanzi, testimonianze, film e documentari per esplorare diversi linguaggi e punti di vista.

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RACCONTARE LA SHOAH, MALGRADO TUTTO

Il progetto Memobus si basa sulla consapevolezza che ci troviamo ormai alla fine di quella fondamentale fase della “storia della memoria” che Annette Wieviorka ha definito “era del testimone”. E’ quindi necessario domandarsi cosa si può fare “dopo l’ultimo testimone” per tramandare alle generazioni future la memoria della Shoah e mantenere viva la riflessione su un tema che ha bisogno di essere ancora studiato e approfondito.

I partecipanti al progetto Memobus saranno posti di fronte a questa sfida in quanto avranno il compito di sperimentare nuovi modi di raccontare ai propri coetanei e a tutta la cittadinanza un pezzo di questa storia, filtrato attraverso la propria sensibilità. Cinema, teatro e fotografia saranno i linguaggi attraverso cui si cercherà di riflettere su alcuni temi fondamentali per comprendere l’ascesa dei totalitarismi in Europa e per capire “perché” e “come” si sia giunti alla decisione della “soluzione finale della questione ebraica”. Ci si focalizzerà in particolare su alcune parole chiave, declinate al plurale: “propagande”, “carnefici”, “zone grigie”, “resistenze”. Importante, infatti, è comprendere le molte sfaccettature, senza ridurre la riflessione a stereotipi o a contrapposizioni binarie per raccontare le scelte individuali e collettive.

 

PROGRAMMA

Memobus 2014 5

 

18 marzo

16.00: Partenza.

17.00: Ritrovo a Trieste.

17.30: Visita alla Risiera di San Sabba, confronto con i testimoni e cerimonia con le autorità.

19.30: Partenza dei pullman da Trieste.

21.30: Attività di preparazione.

 

19 marzo

10.30: Arrivo a Cracovia.

10.30 – 11.30: Sistemazione presso l’ostello.

16.30 – 18.30: Visita comunitaria al quartiere ebraico Kazimierz.

20.30: Cena.

 

20 marzo

8.30 – 9.30: Spostamento al campo di Auschwitz 1.

9.30 – 13.00: Visita guidata al campo di Auschwitz 1.

14.00 – 17.00: Visita al campo di Auschwitz 2 Birkenau.

18.30: Rientro a Cracovia.

20.00: Cena.

 

21 marzo

10.00 – 11.00: Attività laboratoriale in ostello.

11.00 – 13.30: Visita libera alla città.

13.30 – 15.00: Visita comunitaria all’area del ghetto di Cracovia.

15.00 – 17.30: Visita al museo Schindler.

20.30: Cena comunitaria e momento di riflessione.

 

22 marzo

08.30: Ripartenza.

Durante il viaggio: Attività di confronto e dialogo.

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INFORMAZIONI 

Associazione Quarantasettezeroquattro

segreteria@quarantasettezeroquattro.it

Alessandro Cattunar

tel 3381411435