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INTERVISTA – RADIOTELEVISIONE SVIZZERA RSI2

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Il progetto Strade della Memoria è stato presentato dalla Rete 2 della Radio Svizzera all’interno della trasmissione diretta da Orazio Martinetti che ha intervistato Alessandro Cattunar.

Oltre ad illustrare le iniziative che compongono il progetto quadro, l’intervista è stata un’occasione per mettere in luce gli aspetti innovativi di “Strade della memoria”: innanzitutto il fatto di aver riunito e coordinato il lavoro di tanti enti, istituzioni e professionisti che da molto tempo, e da diversi punti di vista, si occupano delle Memorie lungo il confine. In secondo luogo si è sottolineata la necessità di superare degli approcci “di parte”, tesi ad un uso pubblico e pulitico della storia cercando di sviluppare metodologie di ricerca storica rigorose. Infine, si è approfondito il ruolo che i racconti di vita dei testimoni ricoprono, soprattutto quando vengono fatti interagire con i luoghi della memoria pubblica e privata,  nello studio delle complesse dinamiche che hanno caratterizzato l’area di confine tra Italia e Jugoslavia nel periodo che va dal Fascismo alla costruzione del confine nel 1947.

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Registrazione dell’intervista di Orazio Martinetti ad Alessandro Cattunar

Intervista Martinetti-Cattunar

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CONFERENZA STAMPA STRADE DELLA MEMORIA

Lunedì 28 giugno presso la sala conferenze della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del progetto “Strade della memoria”.

L’incontro ha preso il via con i saluti e gli auguri di buon lavoro da parte del dott. Chiozza, membro del Consiglio direttivo della Fondazione CARIGO che sta attivamente sostenendo l’iniziativa, e da parte dell’Assessore provinciale Marko Marincic.

Duarante l’incontro, Alessandra Marin (Università di Trieste), Alessandro Cattunar (Associazione Quarantasettezeroquattro), Clara Abatangelo (Associazione Quarantasettezeroquattro) e Anna Di Gianantonio (Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione di Trieste) hanno presentato alla stampa e al pubblico le diverse iniziative che compongono “Strade della memoria”: Archivio della memoria; Topografia della memoria – Museo diffuso della città; Memobus transfrontaliero; Dalla città di villaggi alla città di città.

Alla conclusione degli interventi si è discusso con il pubblico e i giornalisti degli impatti positivi che tali progetti potranno avere sul futuro delle città di Gorizia e Nova Gorica e di tutto il territorio provinciale, soprattutto da un punto di vista culturale e di riqualificazione di alcune aree della citta. Luoghi della memoria che possono essere riattivati e resi nuovamente “vivi”, stimolando il confronto interculturale e intergenerazionale, attraverso la creazione di percorsi artistici, didattici e divulgativi.

COMMEMORAZIONI AL PASSO LOIBL (Slovenia-Austria)

Sabato 12 giugno l’Associazione ha organizzato per i suoi soci e per un gruppo di giovani provenienti da Gorizia e da Trieste un viaggio per assistere e partecipare alle manifestazioni organizzate in memoria delle vittime dei sottocampi di Mauthausen, ai due lati della galleria Loibl-Ljubelj, sul confine tra Slovenia e Carinzia, dove i nazisti avevano trasferito da Mauthausen deportati di vari paesi europei, anche italiani per realizzare un tunnel di collegamento tra l’Austria e la Slovenia.

Al viaggio hanno partecipato anche Riccardo Goruppi (ex deportato nei campi del sistema concentrazionario di Dachau ) e Ljubo Susic (anch’egli ex deportato nei campi nazisti), rappresentanti dell’ ANED e dell’ANPPIA di Trieste, che hanno portato la loro testimonianza e sono intervenuti nel corso delle commemorazione.

I partecipanti hanno avuto così l’occasione di confrontarsi con dei luoghi poco conosciuti (in Italia) della memoria della Seconda guerra mondiale e delle violenze naziste interagendo direttamente con i testimoni e con i loro racconti.

IL CONFINE DELLE MEMORIE – CONVEGNO

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Evoluzione delle memorie e processi identitari tra politiche pubbliche,  percorsi privati  e intervento sul territorio nel goriziano

25 novembre 2009
Sala del consiglio provinciale
Gorizia, Corso Italia 55
ore 17.30


Il 15 settembre del 1947, dopo la caduta del fascismo e dopo quattro anni in cui si sono susseguite tre diverse amministrazioni (tedesca, jugoslava e anglo-americana), viene definito il confine che divide l’Italia e la Jugoslavia. La creazione di una nuova frontiera è sempre un evento traumatico. Il periodo in cui viene deciso il tracciato della linea che dividerà due Stati e due popoli, che stabilirà “chi è di qua e chi è di là”, è un periodo di lotte e di scontri. Ma è anche il momento di una scelta. È  il momento in cui gli individui devono confrontarsi con loro stessi, con la loro identità e con quella degli “altri”. Come ha vissuto la nascita del confine la popolazione del goriziano? Come si è formata e come è stata rielaborata e trasmessa la memoria di quel periodo? Che relazioni si sono create tra ricordi individuali e memoria
pubblica? Lo scopo del convegno è quello di presentare ricerche e progetti che pongono al centro del loro interesse queste tematiche, partendo dall’analisi delle interviste ai testimoni. L’incontro sarà anche un’occasione per lanciare una “campagna” per la raccolta dei racconti di vita che andranno a creare un vero e proprio archivio della memoria del goriziano.

PROGRAMMA

Saluto delle autorità

Interventi:

Il confine degli altri: comunità immaginate e invenzione
della tradizione nella Venezia Giulia.

Marta Verginella (Università di Lubiana)

Memorie di confine e identità plurime.
Il confine italo-jugoslavo nei racconti di vita dei testimoni.
Alessandro Cattunar (Istituto Italiano di Scienze Umane,
Associazione Quarantasettezeroquattro)

Memoria divisa e funzione civile del ricordo.
Anna Di Gianantonio, Tommaso Montanari (IRSML)

Presentazione dei progetti:

– “Topografia della memoria – museo diffuso della città”.
– “Archivio della memoria del goriziano”.

Alessandro Cattunar (Istituto Italiano di Scienze Umane,
Associazione Quarantasettezeroquattro)

“Dalla ‘città di villaggi’ alla ‘città di città’. Memoria, identità
e futuro di un territorio urbano ricomposto”
. Università di
Trieste, Facoltà di Architettura in coll. con  Isonzo-Soca
Alessandra Marin (Università di Trieste)

Discussione e dibattito

ARCHIVIO DELLA MEMORIA DEL GORIZIANO. Conservare, catalogare, divulgare

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L’Archivo della memoria è on line.

Visita il sito www.stradedellamemoria.it !

Obiettivi

Il progetto di creazione di un Archivio della memoria del Goriziano intende sopperire all’attuale mancanza di un luogo e di un’istituzione di riferimento per quanto riguarda la raccolta e la conservazione di tutti i documenti – audiovisivi, sonori e cartacei – relativi alla memoria storica locale. L’Archivio vorrebbe configurarsi come un punto di coordinamento in cui far convergere le numerose iniziative volte alla raccolta e allo studio dei racconti di vita, delle testimonianze orali e, più in generale, di tutte le forme di memorialistica riguardanti il territorio goriziano.

In questa prospettiva, l’Archivio dovrebbe essere da un lato un luogo fisico in cui catalogare, digitalizzare e rendere disponibile al pubblico i materiali conservati seguendo criteri archivistici univoci e in linea con gli standard nazionali e internazionali. Dall’altro lato potrebbe configurarsi come un luogo “virtuale” di riflessione scientifica sulle problematiche relative all’analisi e all’utilizzo delle memorie all’interno delle ricerche storiografiche e all’interno delle iniziative di divulgazione più ampia. In questa prospettiva l’archivio vorrebbe da un lato essere una sorta di “garante” di un utilizzo non “partigiano” delle memorie e dall’altro un luogo aperto in cui stimolare la discussione e il confronto e in cui far convergere e interagire realtà diverse col fine di non disperdere energie, idee, materiali.

Attività previste

Le principali dell’Archivio, da svilupparsi in tempi e fasi differenti,  saranno:

proposta di standard comuni per quanto riguarda la registrazione, catalogazione e conservazione dei materiali;

raccolta di materiali relativi alla memoria: interviste audio, videointerviste, racconti di vita, diari, volumi di memorialistica;

catalogazione dei materiali secondo uno standard che verrà definito dopo un confronto con i principali enti nazionali operativi nel settore (Sopraintendenza archivistica, Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi, Associazione italiana di storia orale);

digitalizzazione dei documenti sonori e audiovisivi al fine di garantirne la conservazione nel tempo indipendentemente dalla conservazione fisica del supporto originale di registrazione;

–  conservazione dei materiali originali;

creazione di un’aula multimediale per la consultazione dei materiali da parte di singoli ricercatori e di gruppi;

organizzazione di attività volte alla divulgazione dei materiali, rivolgendosi in particolare alle scuole e alle università, proponendo percorsi guidati, attività laboratoriali e giornate di studio.