MEMOBUS – VIAGGIO DELLA MEMORIA AD AUSCHWITZ-BIRKENAU

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UN VIAGGIO DI FORMAZIONE AI CAMPI DI CONCENTRAMENTO DI AUSCHWITZ-BIRKENAU.

Il progetto Memobus propone una visita a Cracovia e ai campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau come momento centrale di un’esperienza formativa più ampia e articolata che intende focalizzarsi sugli eventi, sui luoghi e sulle persone. Un’esperienza che si compone di lezioni interattive, incontri con i testimoni e laboratori per concludersi con un confronto diretto con i luoghi della memoria: i campi, ma anche il ghetto di Cracovia, il quartiere ebraico e il museo Schindler.

 Un progetto educativo rivolto agli studenti delle scuole superiori del Friuli Venezia Giulia, un viaggio – al contempo fisico e ideale – all’interno delle memorie tragiche della Shoah e dei totalitarismi.

“Memobus” si fonda sulla convinzione che per mantenere e tramandare la memoria della Shoah sia necessario un lungo percorso che attraverso l’analisi, la riflessione, e l’immedesimazione, porti alla comprensione.

 


 

PENSIERO E IMMAGINAZIONE

La visita ai più grandi e importanti campi di sterminio concepiti dal regime nazista rappresenta un’esperienza di forte impatto formativo ed emotivo.

Consente infatti agli studenti di confrontarsi direttamente con gli spazi che furono al centro di eventi che ormai possono apparire lontani e incomprensibili, se non addirittura inimmaginabili.
Più volte si è ripetuto che Auschwitz è impensabile, che la Shoah non è rappresentabile. Che l’esperienza del campo di sterminio è un limite invalicabile per l’immaginazione e per la narrazione. Tali constatazioni hanno contribuito a creare, attorno al problema dei campi di concentramento e di sterminio – non solo degli ebrei, ma anche degli oppositori politici, di Rom e Sinti e di tutti coloro ritenuti inferiori o pericolosi dal regime di Hitler – una sorta di aura, relegandolo quasi in una dimensione di sacralità, in un universo a cui bisognava accostarsi con prudenza e riverenza.

Tale aura ha spesso rappresentato un ostacolo per coloro che intendevano, con i mezzi più diversi, avvicinarsi alla Shoah con l’intenzione di “raccontarla”, di tramandarla, di farla comprendere alle nuove generazioni.
Ma confinare la questione all’interno dell’“impensabile” vuol dire, in un certo senso, sbarazzarsi del problema, firmare una vera e propria dichiarazione d’impotenza. Per non lasciarsi sopraffare da questo sentimento, Hannah Arendt ha insistito sul fatto che «là dove il pensiero fallisce, proprio là il pensiero deve insistere e persistere, tentando magari vie diverse».

Non bisogna quindi parlare di inimmaginabile, ma bisogna anzi essere disposti a riconoscere che per sapere, per comprendere e per comunicare è innanzitutto necessario immaginare. «Dobbiamo provare a immaginare l’inferno di Auschwitz». Bisogna aprirsi all’«immaginazione, malgrado tutto» (G. Didi-Huberman).

Immaginare vuol dire fare uno sforzo di pensiero, di ragionamento. Significa provare a fare propria un’esperienza, inserendosi al suo interno, rapportandosi direttamente ad essa. Vuol dire, in un certo senso, abbattere le barriere che fanno percepire un determinato evento storico come definitivamente passato ed estraneo.
Questa è la sfida che intendiamo affrontare con il progetto “Memobus”.


 

ATTIVITA’ LABORATORIALI

Memobus 2014 4

Il progetto Memobus prevede cinque incontri di preparazione prima del viaggio e due incontri successivi al rientro con storici, docenti universitari, esperti e testimoni diretti, che accompagneranno gli studenti durante l’intero percorso.

L’obiettivo degli incontri è quello di fissare una rigorosa e precisa conoscenza storica dei fatti attraverso l’elaborazione e l’utilizzo di materiali e linguaggi in grado di comporre un quadro globale del contesto storico, che accolga al suo interno sguardi e prospettive diverse fra loro.
Le lezioni storiche preliminari al viaggio saranno costruite pensando agli studenti quali attori del processo di apprendimento, coinvolgendoli nella ricostruzione storica a partire dall’utilizzo di fonti quali, ad esempio, immagini e testimonianze di sopravvissuti.

Se da un lato verrà raccontato ai ragazzi “cosa è successo”, ci si soffermerà sulle storie di vita, sulle storie legate alle persecuzioni e alle deportazioni in Italia, in Germania e in Polonia, dall’altro lato riteniamo sia fondamentale comprendere le dinamiche politiche, economiche, sociali e psicologiche che hanno portato e hanno reso possibile la “soluzione finale”. Il progetto Memobus intende quindi porre al centro della riflessione con gli studenti le domande “Come è stato possibile?”, “Perché è successo?”.


 

RACCONTARE LA SHOAH MALGRADO TUTTO

Il progetto Memobus si basa sulla consapevolezza che ci troviamo ormai alla fine di quella fondamentale fase della “storia della memoria” che Annette Wieviorka ha definito “era del testimone”. E’ quindi necessario domandarsi cosa si può fare “dopo l’ultimo testimone” per tramandare alle generazioni future la memoria della Shoah e mantenere viva la riflessione su un tema che ha bisogno di essere ancora studiato e approfondito.
I partecipanti al progetto Memobus saranno posti di fronte a questa sfida in quanto avranno il compito di sperimentare nuovi modi di raccontare ai propri coetanei e a tutta la cittadinanza un pezzo di questa storia, filtrato attraverso la propria sensibilità.
Verranno utilizzate immagini storiche e video di testimonianze dirette in modo da stimolare e coinvolgere gli studenti nella vera e propria ricostruzione storica attraverso l’uso consapevole di fonti e documenti dell’epoca. Dall’altro si porrà l’attenzione sui linguaggi della multimedialità quali canali privilegiati dell’oggi per la condivisione e la conservazione sia di conoscenze storiche che di memoria.

La multimedialità quale strumento privilegiato per la condivisione delle esperienze fatte, la socializzazione delle conoscenze acquisite, la trasmissione della memoria.

 

Parete di foto 2


 

ATTIVITA’ FORMATIVE

 

CONTESTUALIZZAZIONE STORICA

5 incontri di contestualizzazione storica e lavoro su immagini, fotografie, documenti, video, narrativa. Gli incontri avranno un’impostazione simile per le scuole medie e superiori ma avranno diversi livelli di approfondimento.

Primo incontro – Regimi dittatoriali fra le due guerre
Cosa significa vivere sotto una dittatura? Quale ruolo assunse la propaganda nel regime fascista e nazista? Si analizzeranno le principali dinamiche che portarono all’affermazione del fascismo in Italia e del nazismo in Germania, facendo emergere i tratti ideologici dei due regimi e le ripercussioni sulla vita quotidiana dei cittadini e delle cittadine.

Secondo incontro – La persecuzione politica e i “nemici del Reich”
Focus sulle dinamiche della persecuzione politica in Italia e in Germania, affrontando i temi del dissenso, della propaganda, della repressione e le tappe della persecuzione e deportazione dei “politici”. Si individueranno poi gli altri gruppi etnici e sociali nel mirino della politica persecutoria del nazismo.

Terzo incontro – Le tappe della persecuzione ebraica / La persecuzione dei diritti
Si partirà da un breve excursus all’interno dell’ebraismo attraverso storia e tradizioni, per individuare i tratti principali dell’ebraismo dell’Europa occidentale e il suo rapporto con le società maggioritaria prima dello scoppio della seconda guerra mondiale. Si affronteranno poi le prime fasi della persecuzione dei diritti, soffermandosi sulle basi ideologiche e sulle dinamiche all’interno del partito nazista e della società tedesca.

Quarto incontro – Le tappe della persecuzione ebraica / La persecuzione delle vite
Come si passò dalla persecuzione dei diritti alla persecuzione delle vite? Quali le tappe cronologiche e politiche di questa progressione? Quando iniziò la Shoah e come si arrivò alle camere a gas? Ci si focalizzerà poi sul caso italiano e sulla macchina persecutoria messa in atto a partire dalla fine del 1943, che portò all’arresto degli ebrei nella penisola, alla spoliazione dei loro beni, fino al concentramento nei campi di transito italiani in attesa dei convogli tedeschi diretti verso l’Europa dell’est.

Quinto incontro – Resistenze, zone grigie, banalità del male.
Focus dedicato alle varie forme di resistenza verso il regime: resistenza civile e resistenza armata; resistenza intellettuale e culturale; resistenza all’interno dei ghetti e dei campi. Si affronterà poi il tema della “zona grigia”, cercando di declinare questo concetto in diverse direzioni. Si affronterà soprattutto il tema delle scelte di vita, dell’importanza dei comportamenti individuali, della solidarietà o mancata solidarietà, del collaborazionismo e delle delazioni. Infine si affronterà – almeno parzialmente – la questione dei carnefici, a partire dalla figura di Adolf Eichmann e dalle riflessioni di Hannah Arendt.

Sesto incontro – Incontro/dialogo con un testimone

 

TRA NARRATIVA E MEMORIALISTICA

Per aiutare gli studenti a muoversi all’interno della complessità della storia e per stimolare la riflessione e il dibattito, verrà fornita una bibliografia essenziale che comprende narrativa e memorialistica. Ogni studente sceglierà dall’elenco un libro da leggere e ne selezionerà delle parti.
Durante il quinto incontro ogni studente riporterà alla classe una breve sintesi del testo e il suo inquadramento storico, motiverà la scelta dei brani selezionati e li aggancerà ai luoghi della mappa. In questo modo i luoghi della mappa si arricchiranno di ulteriori esperienze e descrizioni e comporranno, come in un puzzle, la complessità del contesto.


 

PROGRAMMA INDICATIVO DEL VIAGGIO

Primo giorno
17.00: Ritrovo presso il piazzale antistante la Risiera.
17.30: Visita alla Risiera di San Sabba, confronto con i testimoni e cerimonia con le autorità.
19.30: Partenza dei pullman da Trieste.
21.30: Attività di preparazione in Pullman.

Secondo giorno
10.30: Arrivo a Cracovia.
10.30 – 13.00: Visita guidata al quartiere ebraico Kazimierz, 4 sinagoghe, cimitero ebraico, piazza e monumento. Lungo la strada: visita ad alcuni dei luoghi coinvolti dall’occupazione nazista della Polonia.
13.00 – 14.30: Pranzo
14.30 – 16.00: Incontro con i rappresentati della Comunità ebraica presso il JCC.
16.00 – 17.00: Sistemazione in albergo.
17.00 – 20.00: Visita libera alla città.

Terzo giorno
9.00 – 13.00: spostamento in corriera al Museo Schindler e visita al museo. A seguire visita all’ ex ghetto ebraico e al museo della Farmacia (esposizione multimediale dedicata alla resistenza ebraica nel ghetto).
13.00 – 14.30: Pranzo.
14.30 – 18.00:

Visita libera alla città // Possibile visita di approfondimento ai resti del Campo di concentramento di Plazow.    
18.00 – 19.30: Attività di riflessione e rielaborazione.
20.30: Cena comunitaria.

Quarto giorno
7.30 – 8.30: Spostamento al campo di Auschwitz 1.
9.00 – 13.00: Visita guidata al campo di Auschwitz 1.
14.00 – 18.00: Visita al campo di Auschwitz 2 Birkenau.
19.00: Rientro a Cracovia.
20.00: Cena.

Quinto giorno

07.00 – 08.00: Colazione
08.00 – 10.00: Suddivisione in gruppi di lavoro e riflessioni sulla visita a Cracovia, Auschwitz e Birkenau; momento di restituzione e rielaborazione
10.30 – 10.30: Check-out e partenza da Cracovia
13.00 – 13.45: Pranzo al sacco/autogrill
19.00 – 19.30: Cena al sacco/autogrill
22.00 – 22.30: Arrivo

Partecipanti

­Studenti/studentesse delle scuole superiori di secondo grado del Friuli Venezia Giulia: classi terze, quarte e quinte.
­In via preferenziale interi gruppi-classe oppure minimo 15 alunni/e per Polo Scolastico.
­Ogni viaggio prevede massimo 2 pullman da 53 posti, per un totale di 90 studenti + docenti + accompagnatori.

 

CALENDARIO DI MASSIMA

− Adesione al progetto da parte delle scuole con comunicazione del numero di studenti aderenti: entro 31 ottobre 2019.
− Attività didattiche e incontri di formazione: novembre 2019 – febbraio 2020
− Viaggi: sono previsti 3 viaggi con 2 pullman ciascuno: 90 studenti + 10 docenti + 6 accompagnatori per ogni viaggio
a) 19-23 febbraio 2020
b) 12-16 marzo 2020
c) 16-20 marzo 2020
Le date sono indicative e potrebbero subire delle modifiche.


 

MEMOBUS 2012 – 2019
un progetto regionale
che ha coinvolto le comunità,
le scuole, i territori.

15 scuole diverse
1000 studenti nelle attività didattiche 370 studenti nel viaggio
220 adulti come formatori e accompagnatori
15 testimoni
18 partner

EDIZIONI PRECEDENTI

2012-2013
Scuole coinvolte: Istituto Comprensivo di
Fontanafredda.
Con il contributo del Comune di Fontanafredda.
In collaborazione con ANED Pordenone.

2014
Scuole coinvolte: scuole superiori di Gorizia.
Con il contributo della Provincia di Gorizia.

2015
Scuole coinvolte: scuole superiori di Gorizia,
Monfalcone, Staranzano e Udine.
Con il contributo di: Provincia di Gorizia, Consulta
provinciale degli studenti di Gorizia.

2015 – 2016
Scuole coinvolte: classi terze medie Istituto
comprensivo di Aquileia e Fiumicello.
Con il contributo del Comune di Fiumicello.

2016 e 2017
Scuole coinvolte: scuole superiori di Trieste, Gorizia, Monfalcone, Staranzano.
Con il contributo di: Provincia di Gorizia, Consulta
provinciale degli studenti di Gorizia e Trieste.

2018 
Scuole coinvolte: scuole superiori di Trieste, Gorizia, Monfalcone, Staranzano, Sacile, Fiumicello.
Con il contributo di: Regione Friuli Venezia Giulia, ANED di Pordenone, Consulta provinciale degli studenti di Gorizia e Trieste.

2019 
Scuole coinvolte: scuole superiori di Trieste, Gorizia, Gradisca, Sacile, Pordenone
Con il contributo di: Regione Friuli Venezia Giulia, ANED di Pordenone, Consulta provinciale degli studenti di Gorizia e Trieste.


 

PER INFORMAZIONI

dott. Alessandro Cattunar
Cell: 338.1411435
segreteria@quarantasettezeroquattro.it

TOPOGRAFIE DELLA MEMORIA – VISITE GUIDATE

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Un percorso multimediale e interattivo tra i luoghi della memoria e le memorie dei luoghi.

Accedi al museo diffuso direttamente da casa seguendo questo link

www.topografiedellamemoria.it

“Topografie della memoria – Museo diffuso dell’area di confine” si configura come il primo esempio, in Italia, di  museo transfrontaliero a cielo aperto, un percorso interattivo e multimediale che collega luoghi significativi non solo per la storia ufficiale ma anche per quella individuale dei cittadini di Gorizia e Nova Gorica.

 

Il nucleo centrale dell’iniziativa è la raccolta delle testimonianze orali, delle storie di vita dei cittadini che hanno vissuto nell’area di confine nella prima metà del Novecento. A partire dai racconti di vita sono stati selezionati e “riattivati” una serie di luoghi sensibili sotto il profilo della memoria pubblica e privata.

Si è creata così una nuova “mappa” storica ed emotiva del territorio: una topografia della memoria dell’area di confine. Il visitatore può percorrere un itinerario composto da 10 tappe (6 a Gorizia e 4 a Nova Gorica) in cui sono stati collocati dei totem in ferro battuto che propongono diverse modalità di fruizione.

I TOTEM INTERATTIVI

All’interno del percorso proposto, ogni tappa diventa uno spazio da scoprire e approfondire.  I totem offrono, a un primo livello di fruizione, una “didascalia” trilingue (in italiano, sloveno ed inglese) che lascia emergere la stratificazione di memorie ed eventi che hanno caratterizzato ogni singolo luogo nella storia del Novecento.

Le installazioni invitano poi il visitatore ad osservare lo spazio che lo circonda attraverso dei veri e propri punti di vista che indirizzano lo sguardo verso prospettive insolite. L’intento è quello di stimolare una visione, attiva e curiosa, a 360 gradi.

Attraverso un qualsiasi dispositivo connesso a

internet (tablet, smartphone, pc) è possibile inoltre fotografare un codice QR che consente l’accesso immediato a una serie di contenuti multimediali e audiovisivi:  l’interazione tra interviste, filmati di famiglia e fotografie permette di cogliere le molteplici memorie e ricordi immergendosi nelle “vite degli altri”. Si possono così osservare gli spazi come sono oggi e al contempo ascoltare i racconti dei testimoni, lasciandosi guidare dalle percezioni di coloro che hanno vissuto nel passato.

I contenuti multimediali sono fruibili direttamente in ognuna delle dieci tappe anche connettendosi all’indirizzo confine.todm.it e digitando il numero della stazione in cui ci si trova, oppure da casa all’indirizzo www.topografiedellamemoria.it.

La storia “incarnata” nella voce e nei corpi dei testimoni garantisce una capacità di coinvolgimento emotivo importante per la trasmissione della conoscenza storica. Le storie raccontate dialogano con la storia ufficiale che, in alcuni casi, lascia tracce indelebili nel territorio mentre in altri non si conserva all’interno degli spazi ma solo nelle memorie delle persone e delle comunità. Il progetto intende quindi favorire il recupero della memoria locale e la valorizzazione della specificità storica dei luoghi della città spesso dimenticati o nascosti.

LE VISITE GUIDATE

Le modalità di fruizione offerte dal museo e la varietà dei contenuti proposti rendono “Topografie della memoria” uno strumento didattico ed educativo particolarmente originale.

In queste visite guidate i partecipanti ricopriranno un ruolo attivo, “agendo” direttamente con i propri smartphone e tablet: potranno visualizzare filmati e linee del tempo interattive, ascoltare le voci dei testimoni e contribuire allo sviluppo del museo stesso lasciando dei post-it virtuali con i propri ricordi.

La visita virtuale si accompagnerà all’esplorazione fisica del territorio cittadino e al confronto/dialogo con le guide e i docenti. L’intento è quello di fare un viaggio comunitario attraverso i luoghi, le testimonianze e le immagini che caratterizzarono l’area di confine nella prima metà del Novecento.

Un percorso che consentirà agli studenti di comprendere alcuni dei complessi eventi che segnarono queste terre in un periodo che va dalla fine della Prima guerra mondiale fino alla firma dei Trattati di pace di Parigi (1947). Un percorso che si focalizzerà, oltre che sui fatti, anche sui sentimenti delle persone, sulle speranze e le paure, sui rapporti tra le diverse comunità e sui segni che la storia ha lasciato nella città odierna.

Sono previste visite guidate da una giornata e da mezza giornata.

La durata e le tappe potranno essere concordati col fine di adattarli ai programmi di studio.

Per costi, info e prenotazioni: segreteria@quarantasettezeroquattro.it

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LE TAPPE


Visualizza Topografie della memoria – Museo diffuso dell’area di confine in una mappa di dimensioni maggiori

1. Parco della Rimembranza (ITA)

2. Trgovski Dom – Giardini Pubblici (ITA)

3. Via Roma (ITA)

4. PIazza Vittoria (ITA)

5. Valico di Casa Rossa – Rožna Dolina (SLO)

6. Valico del Rafut (ITA)

7. Kostanjeviška Cesta – Valico del Rafut (SLO)

8. Piazzale della Transalpina (ITA)

9. Trg Evrope (SLO)

10. Bevkov Trg (SLO)

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IMMAGINI

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INFO E CONTATTI

Associazione Quarantasettezeroquattro

Corso Italia 182 – 34170 Gorizia

tel. +39.338.1411435

segreteria@quarantasettezeroquattro.it

www.quarantasettezeroquattro.it

www.topografiedellamemoria.it

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Un progetto di

Associazione Culturale Quarantasettezeroquattro (Gorizia)

In collaborazione con

Muzej Novejše zgodovine Slovenije

Con il supporto del programma Europe for Citizens

Unione Europea

Con il finanziamento di

Regione Friuli Venezia Giulia

Provincia di Gorizia

Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia

Partners

Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione (IRSML) – Trieste

Università degli Studi di Udine – DAMS di Gorizia

Università di Trieste – Dipartimento di ingegneria e architettura

Università di Lubiana – Dipartimento di Storia

Associazione Isonzo-Soča (Gorizia)

ISIG – Istituto di sociologia internazionale di Gorizia

Associazione Palazzo del Cinema – Mediateca provinciale di Gorizia

Aiso – Associazione Italiana di Storia Orale (Roma)

Icbsa – Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi (Roma)

PERCORSI DI CONFINE Laboratori di storia a cielo aperto lungo il confine (Trieste, Gorizia, Nova Gorica, Redipuglia, Caporetto…)

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Percorsi di confine per sitoARGOMENTI

Storia di confine (Prima e Seconda guerra mondiale, fascismo, Guerra fredda) / ebraismo / minoranze linguistiche / identità /memorie /interculturalità.

DESTINATARI

Secondaria 1° / 3

Secondaria 2° / Tutte

DESCRIZIONE

Il progetto prevede un percorso di visita a diverse località di confine durante il quale si svolgono attività laboratoriali e di riflessione sulle complesse vicende che caratterizzarono la prima metà del Novecento nella Venezia Giulia, dalla Prima guerra mondiale al secondo dopoguerra con un approccio interattivo basato sulla commistione tra fonti tradizionali e multimediali. Un concorso fotografico tra gli studenti rappresenta un’ulteriore modalità per coinvolgere attivamente i ragazzi e stimolare uno sguardo attento e critico sui luoghi di visita.

OBIETTIVI

– Avvicinare gli studenti alle complesse vicende che caratterizzarono il confine orientale tra il Primo e il Secondo conflitto mondiale attraverso una modalità partecipata ed interattiva;

– scoprire le diverse comunità – religiose ed etniche – che sono insediate nella Venezia Giulia e individuarne i segni;

– indagare la pluralità di memorie legate ai luoghi attraverso l’utilizzo di fonti di varia natura (archivistiche, memorialistiche, letterarie…) e, quindi, assumere punti di vista differenti sulle vicende;

– ragionare sul valore dell’identità (nazionale, politica, culturale …) in relazione ai mutamenti geopolitici che coinvolsero la Venezia Giulia nella prima metà del Novecento;

– individuare e analizzare le tracce delle memorie pubbliche attraverso uno sguardo consapevole sui singoli siti;

– coinvolgere attivamente gli studenti nella visita attraverso i laboratori e un concorso fotografico sulle diverse identità della Venezia Giulia.

MODALITÀ E DURATA DEL PERCORSO

I laboratori di storia a cielo aperto possono durare un’intera giornata e svolgersi a Trieste o a Gorizia/Nova Gorica (visita al Museo diffuso dell’area di confine) oppure articolarsi in più giornate: il percorso può dunque essere calibrato a seconda delle esigenze, comprendendo tappe note e meno note ma comunque significative per la storia dell’area di confine (Caporetto, Redipuglia, Sinagoga di Trieste, Risiera di San Sabba, Centro profughi di Padriciano, Foiba di Basovizza, Monumento ai fucilati di Opicina…). È possibile prevedere un percorso specifico sulla presenza ebraica nella regione. I laboratori e le visite previste sono accompagnate, durante l’intera durata del percorso, da un concorso fotografico pensato appositamente per stimolare uno sguardo più profondo e curioso sulle singole tappe dell’itinerario concordato. I ragazzi, divisi in squadre, devono cercare i segni della memoria pubblica e privata, monumentale e quotidiana, che le diverse comunità che abitarono (e abitano) la Venezia Giulia hanno lasciato sul territorio.

MATERIALI

Tutti i materiali sono messi a disposizione dagli organizzatori. Per partecipare al concorso fotografico è sufficiente qualunque dispositivo (macchina fotografica, smartphone, cellulare, tablet …).

GIÀ REALIZZATO CON…

Scuole secondarie di primo grado di: Bedizzole (BS) / Piacenza / Gemona (UD) Scuole secondarie di secondo grado di: Milano / Roma / Brescia / Villa D’Adda (BG) / Vicenza / Trento

La Nuova Europa – Viaggio studio nei Balcani

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Presentazione del progetto e iscrizioni
Trieste / Bottega del Mondo, Via Torre Bianca 29/b
Venerdì 17 giugno 2016, ore 18.00

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Presentazione

Quali sono gli stati balcanici che nascono dalla disgregazione della Jugoslavia e quali le elaborazioni politiche e sociali a partire dalla loro costituzione?
Quali i rapporti tra Europa e area balcanica?
Come si innestano le dinamiche di costruzione identitaria che interessano l’ex Jugoslavia all’interno del più ampio e articolato processo di unificazione europea?
E ancora, quando e in che modo i Balcani hanno incrociato la storia del Novecento europeo e ne hanno determinato le sorti e gli andamenti?

Sono domande alle quali non è facile rispondere perché i Balcani, così vicini eppure cosi distanti, sono spesso considerati un’area marginale, periferica, un “groviglio” storico e politico con il quale fare i conti non è sempre facile.
I Balcani rappresentano un vuoto di conoscenza.
Eppure sono un’area cruciale, oggi come ieri, che nel corso del Novecento è entrata più volte da protagonista nelle dinamiche storiche, sociali e politiche dell’Europa.
Riconoscere e studiare la complessità dell’area balcanica significa individuare nuovi significati della complessità europea.

Il viaggio studio di cinque giorni nei Balcani ha come obiettivo quello di diradare alcune nubi sulla conoscenza dell’area e stimolare nuovi percorsi di approfondimento e ricerca.
Dedicato a insegnanti, formatori, operatori culturali ma anche a tutti coloro che intendono ampliare il proprio orizzonte conoscitivo, il viaggio studio rappresenta uno strumento efficace per “toccare con mano” la realtà che si vuole conoscere.
Accompagnati da storici ed esperti dell’area, i partecipanti saranno coinvolti in un percorso storico e geografico che li guiderà lungo il filo rosso che lega passato e presente; solo cogliendo il senso e le tappe di costruzione identitaria, politica e sociale dell’area, si possono comprendere le dinamiche e le esperienze che caratterizzano i Balcani e l’Europa oggi, in una prospettiva di relazioni e di scambio.

Programma viaggio
15-20 luglio 2016

Giorno 1 (venerdi 15/7)

06.30: Partenza da Udine
11.00: Arrivo e visita a Jasenovac (Croazia)
13.00-14.00: Pranzo al sacco e partenza per Prijedor (Bosnia e Erzegovina)
15.30: arrivo a Prijedor e incontro con associazione
20.00 Cena e pernottamento nelle famiglie della rete del turismo responsabile

Giorno 2 (sabato 16/7)

8.30: Partenza per Sarajevo
12.15: pranzo a Travnik (Visita alla casa di natale di Ivo Andric; Visita alla moschea multicolore)
14.45: partenza per Sarajevo
16.30: Arrivo a Sarajevo, visita alla biblioteca e sistemazione in albergo.
20.00: Cena libera

Giorno 3 (domenica 17/7)

9.30 – 10.30: visita del centro [visita moschea] + struttura della città
11.30-12.30: tunnel
13.00-14.00: pranzo
14.00 – 15.00: visita a cimitero ebraico
15.30 – 16.30: museo storico o museo nazionale e incontro con Rodolfo Toè [OBC]
20.00: Cena: di gruppo in un locale del centro

Giorno 4 (lunedì 18/7)

7.30: partenza per Srebrenica
10.30: arrivo a Srebrenica
10.30 – 12.00 visita Srebrenica con guida: memoriale di Potocari
12.30 – 13.30: Pranzo a Srebrenica
14.30 – 16.00: Visita alla cooperativa Insieme
16.00: partenza per Belgrado (Serbia)
19.00: Arrivo a Belgrado e sistemazione in Hotel
Cena: libera con lista posti

Giorno 5 (martedì 19/7)

9.00: Visita alla città di Belgrado: divisione in due gruppi che alternano le attività al mattino e al pomeriggio
13.30: pranzo libero
14.30: scambio gruppi
− Gruppo 1) “Laboratorio” nel centro di Belgrado,
− Gruppo 2) Visita al Museo di storia della Jugoslavia
20.00: cena collettiva a “Znak pitanje”

Giorno 6 (mercoledì 20/7)

13.00: Partenza per Udine

Info: www.quarantasettezeroquattro.it/viaggiobalcani
Chiara Perini: 3296598388

Loghi viaggio Balcani

PERSONAL FACES OF THE RESISTANCE

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The Project

Project Personal Faces of Resistance and Opposition to Oppression in 20th Century in Europe deals with history of
resistance to various totalitarian regimes with special focus on the consequences of World War II on socialist Yugoslavia.
According to the resistance to totalitarian regimes, based on responsibility and solidarity (“Europe will not be made all at once, or according to a single plan. It will be built through concrete achievements which first create a de facto solidarity.” The Schuman Declaration, May 9th 1950), as the brightest points in European history, the overall objective of this project is to develop and to strengthen social and individual processes of dealing with the past in order to contribute in building of sustainable peace.
Specific objectives of the project:
1. Raising awareness on importance of resisting dictatorships in the past and historical significance of different
resistance movements to the opressive regimes, as motivation for young and general public for working on social
change nowadays;
2. Affirming approaches based on multiperspectivity through the different narratives and creation of public space in
which different narratives will be able to co-exist without bringing into question and without diminishing anyone’s
suffering or tragedy;
3. Enhancing institutional/official support for attempts and activities related to practices of remembering and
commemorating certain events from the past.

 

Activity plan

1. Research and Selection
Public events will be organized in Zagreb and Ljubljana to discuss challenges of documenting and portraying resistance to oppressive regimes. Participants will be historians, researchers, artists, curators, media representatives and activists. Partners will discuss the content of web page and software that will be used.
2. Recording memories of resisters with supporting documentation and developing of Virtual resistance museum as a space where individual stories of people would be kept alive and visible.
3. Traveling exhibition will be focused on personal faces of resistance to different oppressive regimes and will combine recorded personal memories and documents with the background information on various types of ideological-motivated crimes committed by the oppressive regimes. The main idea is that every visitor has the chance to reflect on decision to resists in order to stand up for human dignity, rights and freedoms despite all odds.
4. Educational workshops for youth will take place in each of the countries involved in the action. In respect to availability of collected interviews on the topic and specific contexts of each country, workshops will be organized in the field of formal and/or non-formal education, and will be held in high-schools, museums etc. History and civic education educators will facilitate workshops dealing with questions of resistance in different historical and contemporary contexts and the method of oral history in research and learning of history.
5. International Summer School lasting for 5 days will be organized on the island of Rab, which is near to Goli Otok. Following the successful schools/forums devoted to culture of memory related to WWII (2011, Zagreb) and Wars of 90’s (2013, Vukovar) we plan to organize forum devoted to exchange of experience and information on remembering political violence during socialist/communist regimes. The course will have an interdisciplinary approach.
6. Volunteer Camp will be organized the island of Rab, with daily visits of volunteers to former fascist concentration camp Kampor and Goli otok where creative workshops will be organized
7. Advocacy activities are primarily focused on advocating conservation of Goli otok and other authentic remembrance sites.
Within this set of activities we plan to organize international conference in Zagreb with participants from post-Yugoslav countries and EU, with working title “Dealing with the past and resistance during the Yugoslav socialist regime and communist regimes in Eastern Europe”. Public authorities, ministries, architects and urbanists, artists and media will be invited.
We plan to put special focus on Goli Otok as a remarkable example of forgotten place of memory. Croatian historian T. Jakovina said: “Goli Otok was a Yugoslav Gulag, a labor camp where Stalinists and other opponents of Tito were sent to be ‘re-educated”, but today, despite all efforts made by the Association Goli Otok Ante Zemljar to influence decision makers to build memorial on the Island, only ruins can be found there. Advocacy activities will be planned in accordance with the needs of advocating the establishment of official framework for active remembrance policy focused on Goli Otok.
Insisting on individual examples of resistance to oppression our aim is to raise awareness on victims of all totalitarian regimes and to promote deeper understanding and tolerance among people in Europe.

Activities

Workshop “Capire e raccontare la Shoah e le Resistenze”

 

77th Anniversary of the Crystal Night / Italy / Sognavo un mondo diverso

77th Anniversary of the Crystal Night / Croatia

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Volunteer camp in Goli Otok island – Landscapes of memory

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Summer School in Culture of Memory in Contemporary Europe

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CO-FINANCED BY
European Union – Europe for Citizens

logo EU

 

 

Lead Partner

Documenta center for dealing with the past / Croatia

Partners:
Associazione Quarantasettezeroquattro / Italy
Muzej novejse zgodovine Slovenije / Slovenia
CENTAR ZA GRADJANSKO OBRAZOVANJE / CENTRE FOR CIVIC EDUCATION / Montenegro
ASSOCIATION “PEACE ACTION” PRILEP / Macedonia
Association “CENTAR CZKD” / Serbia
Goli otok “Ante Zemljar” / Croatia
Volunteers’ centre Zagreb / Croatia

Kristalnacht - 2015 11 09

MEMOBUS – VIAGGIARE PER COMPRENDERE, MALGRADO TUTTO

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IL PROGETTO

“Memobus” si fonda sulla convinzione che per mantenere e tramandare la memoria della Shoah sia necessario un lungo percorso che attraverso l’analisi, la riflessione, e l’immedesimazione, porti alla comprensione. La memoria, dunque, è comprensione e impegno.

Per questo motivo il progetto Memobus propone una visita a Cracovia e ai campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau come momento centrale di un’esperienza formativa più ampia e articolata che intende focalizzarsi sugli eventi, sui luoghi e sulle persone. Un’esperienza che si compone di lezioni interattive, incontri con i testimoni e laboratori per concludersi con un confronto diretto con i luoghi della memoria: i campi, ma anche il ghetto di Cracovia, il quartiere ebraico e il museo Schindler.

L’obiettivo è ragionare sulle possibilità di raccontare, attraverso parole e immagini, attraverso la voce e la fisicità un periodo storico che, molte volte, è stato definito inimmaginabile. Perchè , malgrado tutto, tramandare la memoria e raccontare l’esperienza vissuta alla propria comunità è necessario soprattutto oggi che ci troviamo alla fine dell’ “Era del testimone”.

Memobus scuole superiori

Memobus scuole medie

Memobus adulti

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MEMOBUS 2015 – IL DIARIO FOTOGRAFICO

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MEMOBUS 2014 – DIARIO DI VIAGGIO

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PENSIERO E IMMAGINAZIONE

Immaginare vuol dire fare uno sforzo di pensiero, di ragionamento. Significa provare a fare propria un’esperienza, inserendosi al suo interno, rapportandosi direttamente ad essa. Vuol dire, in un certo senso, abbattere le barriere che fanno percepire un determinato evento storico come definitivamente passato ed estraneo.

Questa è la sfida che intendiamo affrontare con il progetto “Memobus”.

La visita ai più grandi e importanti campi di sterminio concepiti dal regime nazista rappresenta un’esperienza di forte impatto emotivo e formativo.

Consente infatti ai partecipanti di confrontarsi direttamente con gli spazi che furono al centro di eventi che ormai possono apparire lontani e incomprensibili, se non addirittura inimmaginabili.

Più volte si è ripetuto che Auschwitz è impensabile, che la Shoah non è rappresentabile. Che l’esperienza del campo di sterminio è un limite invalicabile per l’immaginazione e per la narrazione. Tali constatazioni hanno contribuito a creare, attorno al problema dei campi di concentramento e  di sterminio – non solo degli ebrei, ma anche degli oppositori politici, di Rom e Sinti e di tutti coloro ritenuti inferiori o pericolosi dal regime di Hitler – una sorta di aura, relegandolo quasi in una dimensione di sacralità, in un universo a cui bisognava accostarsi con prudenza e riverenza.

Tale aura ha spesso rappresentato un ostacolo per coloro che intendevano, con i mezzi più diversi, avvicinarsi alla Shoah con l’intenzione di “raccontarla”, di tramandarla, di farla comprendere alle nuove generazioni.

Ma confinare la questione all’interno dell’“impensabile” vuol dire, in un certo senso, sbarazzarsi del problema, firmare una vera e propria dichiarazione d’impotenza. Per non lasciarsi sopraffare da questo sentimento, Hannah Arendt ha insistito sul fatto che «là dove il pensiero fallisce, proprio là il pensiero deve insistere e persistere, tentando magari vie diverse».

Non bisogna quindi parlare di inimmaginabile, ma bisogna anzi essere disposti a riconoscere che per sapere, per comprendere e per comunicare è innanzitutto necessario immaginare. «Dobbiamo provare a immaginare l’inferno di Auschwitz». Bisogna aprirsi all’«immaginazione,malgrado tutto»(G. Didi-Huberman).

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I LUOGHI E I TESTIMONI

DSC_0236Aprirsi alle possibilità dell’immaginazione nel momento in cui si vuole “spiegare”, “raccontare” alle nuove generazioni cos’è stata la Shoah è ancora più importante oggi, mentre ci si sta dirigendo verso la fine dell’ “era del testimone”.

Attraverso la collaborazione con l’ANED partecipanti al progetto avranno la possibilità di dialogare e confrontarsi con alcuni ex deportati e, attraverso i loro racconti, acquisire delle chiavi di lettura fondamentali per comprendere ciò che andranno a vedere. Al contempo, però, i partecipanti avranno modo di riflettere sul fatto che, essendo l'”era del testimone” al termine, sarà necessario “immaginare” e promuovere nuove modalità per mantenere e tramandare la memoria.

E questa sarà una loro responsabilità.

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ATTIVITA’ FORMATIVE

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Il progetto Memobus prevede degli incontri di preparazione al viaggio con storici, docenti universitari, esperti e testimoni diretti dei fatti. Questi appuntamenti consentiranno di riflettere e dialogare sulla storia della prima metà del Novecento a livello europeo e italiano, ma anche di focalizzarsi sul contesto locale del Friuli Venezia Giulia, sulle complesse dinamiche che caratterizzarono un’area di confine abitata da diverse comunità nazionali, linguistiche, religiose e culturali. Inoltre, ci si confronterà con le dinamiche e le difficoltà che riguardano la trasmissione della memoria a livello pubblico e privato.

Storici ed educatori accompagneranno i ragazzi durante il viaggio e, sfruttando anche i momenti di convivialità, stimoleranno continuamente l’interazione e la discussione a vari livelli proponendo momenti di riflessione e rielaborazione individuali e di gruppo.

Supporto fondamentale alle attività formative sarà un’ampissima bibliografia che, oltre ai volumi di taglio saggistico, proporrà agli studenti albi illustrati, graphic novel, romanzi, testimonianze, film e documentari per esplorare diversi linguaggi e punti di vista.

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RACCONTARE LA SHOAH, MALGRADO TUTTO

Il progetto Memobus si basa sulla consapevolezza che ci troviamo ormai alla fine di quella fondamentale fase della “storia della memoria” che Annette Wieviorka ha definito “era del testimone”. E’ quindi necessario domandarsi cosa si può fare “dopo l’ultimo testimone” per tramandare alle generazioni future la memoria della Shoah e mantenere viva la riflessione su un tema che ha bisogno di essere ancora studiato e approfondito.

I partecipanti al progetto Memobus saranno posti di fronte a questa sfida in quanto avranno il compito di sperimentare nuovi modi di raccontare ai propri coetanei e a tutta la cittadinanza un pezzo di questa storia, filtrato attraverso la propria sensibilità.

PROGRAMMA DI VIAGGIO

Primo giorno

16.00: Partenza.

17.00: Ritrovo a Trieste.

17.30: Visita alla Risiera di San Sabba, confronto con i testimoni e cerimonia con le autorità.

19.30: Partenza dei pullman da Trieste.

21.30: Attività di preparazione.

Secondo giorno

10.30: Arrivo a Cracovia.

10.30 – 16.00: Tempo libero per visita alla città, sistemazione in albergo e pranzo.

16.00 – 18.30: Visita guidata al quartiere ebraico Kazimierz.

20.30: Cena comunitaria.

 Terzo giorno

9.00 – 13.00: spostamento in corriera al Museo Schindler e visita al museo; visita all’ ex ghetto ebraico; a conclusione, breve attività di condivisione                                 e rielaborazione

13.00 – 15.30: Pranzo e tempo libero.

15.30 – 19.00: Piazza del Mercato; laboratorio

20.30: Cena

 Quarto giorno

7.30 – 8.30: Spostamento al campo di Auschwitz 1.

9.00 – 13.00: Visita guidata al campo di Auschwitz 1.

14.00 – 18.00: Visita al campo di Auschwitz 2 Birkenau.

19.00: Rientro a Cracovia.

20.00: Cena.

Quinto giorno

07.00 – 08.00: Colazione

08.00 – 09.30: Suddivisione in gruppi di lavoro e riflessioni sulla visita a Cracovia, Auschwitz e Birkenau; momento di restituzione e rielaborazione

09.30 – 10.00: Check-out e partenza da Cracovia

13.00 – 13.45: Pranzo al sacco/autogrill

19.00 – 19.30: Cena al sacco/autogrill

22.00 – 22.30: Arrivo

INFORMAZIONI 

Associazione Quarantasettezeroquattro

segreteria@quarantasettezeroquattro.it

Alessandro Cattunar

tel 3381411435