Atlante isontino
Atlante Isontino è una performance site-specific attorno ai ricordi legati al fiume Isonzo.
A partire dal lavoro delle ricercatrici Anna Scaini, Chiara Scaini, Ana Stritih e Constance Brouillet sulla relazione con le persone e il fiume, ho voluto indagare sul senso di perdita legati al cambiamento climatico e del paesaggio fluviale, dipanando una poetica coreografica sull’abbandono.
Cosa rimane del mio ricordo se il luogo di quel ricordo è mutato? Raccogliendo paesaggi emotivi, la notazione coreografica seguirà un percorso di riconquista del senso di appartenenza, dell’essere assieme e con l’Altro attraverso il movimento e il linguaggio del corpo.
Durante la performance, pensata come una camminata Slow Walk, le due danzatrici accompagneranno il pubblico in una coreografia come un piano sequenza cinematografico; come in una scena di un film, seguiamo il flusso emotivo e dei ricordi attraverso gli intrecci danzati. Il passo del pubblico, lento e meditativo, è guidato dal movimento e dall’audio in cuffia wireless che accompagnano la visione d’insieme e sostiene il lavoro delle danzatrici.
Atlante Isontino è quindi un luogo della memoria personale e collettiva, in cui possiamo ritrovarci e lasciar sedimentare emozioni passate, ricordi vissuti attraverso l’incorporazione di altri ricordi. È un lavoro che ripercorre una geografia del gesto, che richiama e richiude quei ricordi legati al luogo del fiume Isonzo riabitandoli, con nostalgia, nel linguaggio coreografico.
di Giulia Bean
Performance: Chiara Nadalutti e Giovanna Rovedo
Consulenza scientifica: Chiara Scaini, Anna Scaini, Ana Stritih, Constance Brouillet
Consulenza antropologica: Giovanna Rovedo
Costume designer: Gioele Peressini
Produzione: Quarantasettezeroquattro
Con il supporto di: Circolo ZOO
Con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia








