Brucia, prigione, brucia! Basaglia a corpo libero
La rivoluzione negata di Franco Basaglia a Gorizia è un’avventura dei corpi. La città è stata attraversata da una delle più importanti sperimentazioni del secolo scorso, e l’ha rifiutata. Il giorno in cui i muri dell’ospedale psichiatrico sono stati abbattuti, mandando in frantumi un sistema di norme intricato e coercitivo, i corpi hanno dovuto ricominciare a imparare ad essere corpi. Cos’è la libertà in uno spazio aperto e sconosciuto? Il coreografo Pablo Girolami, di House of Ivona, il musicista Marcello Gori e il regista/drammaturgo Paolo Giorgio, del collettivo Circolo Bergman, mescolano i loro linguaggi in un oggetto scenico dove movimento, suono e testo immaginano un nuovo mondo possibile.
Il concept del lavoro parte dal riconoscimento della centralità del corpo nel pensiero e nella pratica di lavoro basagliana. In particolare, riflette sul momento in cui i muri e il complesso di regole su cui l’istituzione si regge si sgretolano lasciando i corpi, prima costretti e contenuti, liberi da vincoli. Un momento simboleggiato dal celebre video in cui gli internati abbattono le reti dei reparti interni dell’Ex-Op. Come possiamo reimparare a usare il nostro corpo? Quanto ci fa bene la libertà, e quanto ci fa paura?
L’impianto della performance nasce da un ampio lavoro di ricerca condotto sia negli archivi dell’Ex-Op di Gorizia, sia su una vasta bibliografia di testi di e su Basaglia. Lontani dalla volontà di celebrare il dolore delle testimonianze, gli artisti hanno lavorato sul complesso di leggi, norme, regolamenti interni che hanno regolato la vita degli ospedali psichiatrici, scoprendo via via come queste fredde note possano diventare una guida all’improvvisazione e alla sperimentazione sul corpo. Si è inoltre lavorato sulla serie completa della rivista redatta dai ricoverati nel periodo della gestione basagliana, “il Picchio”, nella quale si trovano le tracce autentiche del processo, spesso assembleare, di ri-apprendimento del vivere condotto in quegli anni.
Il cast è composto da quattro danzatrici di quattro diverse nazionalità (italiana, francese, polacca, serba). Questa scelta porta avanti l’idea di un teatro europeo e transnazionale, che gli artisti ritengono sia il quadro fondamentale in cui le arti performative devono muoversi in futuro, e si adatta perfettamente a un luogo (il parco Basaglia) che è attraversato da confini materiali (quello fra Italia e Slovenia) e immateriali (quello fra sanità e follia).
Questa scelta si riversa all’interno della performance, che fa uso del multilinguismo sia nella destrutturazione del materiale testuale, sia nella ricerca sulla sonorità delle voci e delle lingue.
Pablo Girolami ha origini italiane e spagnole. Ha studiato alla Tanz Akademie Zürich, dove si è diplomato nel 2014. Nel 2014, inizia la sua carriera professionale come danzatore Solista presso l’Hessisches Staatsballett. Nel 2018, danza per Spellbound Contemporary Ballet. Attualmente lavora come coreografo freelance e direttore artistico di IVONA.
Circolo Bergman è un collettivo di artisti fondato da Sarah Chiarcos, Marcello Gori e Paolo Giorgio. Realizza performance context e site-specific sia in spazi teatrali sia nello spazio pubblico. Il lavoro del collettivo contamina le forme del teatro documentario e di comunità con strumenti espressivi mutuati dal campo delle arti visive.
Coreografia: Pablo Girolami
Drammaturgia: Paolo Giorgio
Musica originale e sound design: Marcello Gori
Interpreti: Sara Ariotti, Katarzyna Zakrzewsk, Isidora Markovic, Clémentine Herveux
Consulenza: Franco Perazza
Ricerca materiali d’archivio: Sara Fantin – Cooperativa La Collina
Consulenza filosofica: Gianna Carbonera
Si ringrazia il Centro di Salute Mentale Distretto Alto Isontino
Finanziato da Regione Friuli Venezia Giulia all’interno dei progetti “Tracce. I linguaggi del contemporaneo raccontano il passato” e “Along the line. Teatri di confine”.







