French line
Una performance di Trickster-p e Quarantasettezeroquattro
Concetto e realizzazione: Cristina Galbiati, Ilija Luginbühl
In collaborazione con Gioele Peressini
Ricerche storiche: Alessandro Cattunar e Kaja Širok
Spazio sonoro: Zeno Gabaglio
Grafica e consulenza all’allestimento: Studio CCRZ
Produzione: Quarantasettezeroquattro
Con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia
È il 10 febbraio 1947 e a Parigi le potenze vincitrici della Seconda guerra mondiale definiscono il primo tratto del confine che divide l’Italia dalla Jugoslavia. Pochi mesi dopo, a metà settembre, quella traccia segnata su un foglio di carta diventa una linea materiale sul terreno. È l’inizio di una nuova fase, di una nuova epoca. E la città di Gorizia si trova al centro di questa svolta, attraversata dalla linea. “French line” è l’indicazione che molti goriziani trovano scritta sui cartelli che segnalano il nuovo confine che divide le loro strade, i loro campi, i loro cortili, rendendo, a tutti gli effetti, Gorizia una città di confine.
Nato dalla collaborazione tra Trickster-p (Svizzera) e Quarantasettezeroquattro (Italia), il progetto si svincola dagli spazi teatrali tradizionali per svolgersi in ambienti domestici, dove un piccolo gruppo di spettatrici e spettatori è coinvolto in un’esperienza immersiva e partecipata. Al centro del lavoro vi sono testimonianze storiche e materiali d’archivio – lettere, oggetti, documenti, racconti orali – che diventano strumenti per interrogarsi su come la memoria personale e collettiva influenzi la percezione del presente e la costruzione dell’identità.
French Line esplora i confini non solo come linee geografiche o politiche, ma come luoghi simbolici e interiori, capaci di condizionare lo sguardo sul mondo, sugli altri, su sé stessi. Perché, in fondo, è sempre una questione di sguardi: su sé stessi, sugli altri e sul passato che ci abita.








